Arte, scienza e spiritualità di Gaudì in Vaticano

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Fino al 15 gennaio 2012 la Basilica di San Pietro, nell’area espositiva del Braccio di Carlo Magno, accoglie la mostra “Gaudì e la Sagrada Famìlia. Arte, scienza e spiritualità”.  L’evento rientra nel progetto culturale che sta portando in Vaticano e a Roma imperdibili appuntamenti espositivi ed accademici dedicati al grande architetto catalano e alla sua emblematica e universalmente conosciuta opera di Barcellona. Di fatto la mostra dedicata all’“architetto di Dio” arriva a distanza di un anno dalla visita di Benedetto XVI a quello che resta il capolavoro di Gaudì e della solenne consacrazione della cattedrale. Dunque un vero e proprio ringraziamento al Pontefice per la sua visita a Barcellona.

 

 

(TurismoItaliaNews) La rassegna in corso in Vaticano illustra attraverso le opere di Antoni Gaudì il rapporto tra l’arte, l’architettura e la trascendenza. Commissario e curatore della mostra è lo storico d’arte catalano Daniel Giralt-Miracle. Sei le sezioni in cui si articola la mostra: Gaudì e la Sagrada Famìlia, Arte; Altri edifici di Gaudì, Scienza; Tecnologia nella Sagrada Famìlia, Spiritualità e La Sagrada Famìlia oggi. Attraverso questo percorso, che occupa una superficie di circa 800 metri quadrati, viene inquadrata nel proprio contesto storico ed artistico la figura ell’architetto e delle sue opere, in particolare della Sagrada Famìlia: di cui si analizzano gli aspetti tecnico-artistici e il messaggio religioso in essa contenuto.

 

 

Tra gli oggetti in mostra, i plastici dell’epoca di Gaudì, piantine, mobilia ed oggetti liturgici disegnati dallo stesso architetto e provenienti dalle collezioni del Museo della Sagrada Famìlia, con relativo materiale fotografico e audiovisivo di supporto. Fra le attività in programma a Roma nel periodo della mostra, spicca la sessione accademica prevista per lunedì 12 dicembre 2011 al MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo) a cura del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e dal titolo: Architettura: simbolo e sacro. Un secolo dopo Gaudì”.

 

 

Proprio il cardinale Ravasi ha voluto sottolineare come Gaudì (per il quale è in corso il processo di beatificazione) sia un esempio di “dialogo tra arte e fede, tra architettura e spazio sacro”. In più di un’occasione Ravasi ha spesso preso posizione in modo critico su progetti di architettura sacra che tendono a “nascondere” le nuove chiese nel contesto urbano, ma a suo avviso la vicenda della Sagrada Familia, che spicca imponente con i suoi pennoni nello straordinario panorama di Barcellona, ha “un valore significativo, legato alla costruzione delle grandi cattedrali, che non sorgevano mai come opera di un architetto singolo”. L’idea che fa da sfondo, ha aggiunto il cardinale, è che “il tempio è una creatura viva, che esprime anche un popolo, come quello catalano, che è fortemente orgoglioso delle sue radici, della sua storia, della sua lingua, della sua cultura e anche della sua spiritualità”. Lo stesso Benedetto XVI consacrandola un anno fa, ha osservato che la Sagrada Familia è “una basilica confessante, all'interno della quale c’è la testimonianza di una fede”.

E mercoledì 14 dicembre 2011, all’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, si svolge la seconda sessione accademica su L’epoca di Gaudì in Catalogna e in Italia, con la partecipazione di Giovanni Maria Vian, direttore de l’Osservatore Romano, e di Ricard Torrents, saggista, critico letterario e primo rettore dell’Universitat de Vic (provincia di Barcellona) e presidente della Societat Verdaguer.

Infine, venerdì 13 gennaio 2012, come evento di chiusura della mostra, è in programma nella basilica di Santa Maria in Trastevere un concerto della Escolania de Montserrat. Senza dubbio, questa presenza catalana in Vaticano rinsalda il rapporto di collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura, avviato dalla Fundaciò Joan Maragall ai tempi del cardinale Poupard, e proseguito fino a data odierna, con il cardinale Ravasi, ed evidenzia l’operato della Fundaciò Sagrada Famìlia e della Fundaciò Joan Maragall a favore del dialogo fede-cultura.

 

La mostra nasce con il completamento delle navate della Sagrada Famìlia che ha permesso la consacrazione del tempio, e pertanto la sua apertura al culto. Il Pontificio Consiglio della Cultura ha ritenuto tale evento un’eccellente opportunità per far conoscere ulteriormente al mondo, partendo dalla stessa Città del Vaticano, questo edificio cui Antoni Gaudì ha dedicato ben 43 anni della sua attività e che, a novembre del 2010, Benedetto XVI durante la visita pastorale a Barcellona ha dichiarato Basilica Minore.

 

L’edificio sorto nella seconda metà del XIX secolo come un tempio espiatorio, e promosso da un gruppo di devoti desiderosi di dotare la città di Barcellona di una “cattedrale nuova”, è riuscito a superare molte vicissitudini, e persino alcune predizioni secondo cui non si sarebbe mai ultimato. L’odierna Basilica è tuttora un edificio in costruzione - non dimentichiamolo - ma la fine dei lavori è ormai vicina e si intravede il completamento in un futuro non molto lontano.

 

Attraverso questa mostra, dunque, si vuole illustrare la storia del tempio, dalle origini fino alla cerimonia della sua dedicazione, e spiegare le prossime tappe del processo costruttivo che verranno culminate con la fine dei lavori. Ma non si può parlare della Sagrada Famìlia senza evocare l’immagine fortemente emblematica dell’architetto catalano Antoni Gaudì, che al tempio dona un carattere architettonico e simbolico irripetibile e stupefacente, oltre all’intera sua vita.

 

Gaudì muore sotto le rotaie della tramvia a un anno di distanza dal suo trasferimento all’interno della cattedrale. L’opera, cui evidentemente aveva votato ogni suo spazio ed ogni suo pensiero, era per Gaudì certamente la più importante. Anche il complesso delle sue opere, che rende Barcellona un vero e proprio itinerario gaudiniano, saranno oggetto del percorso espositivo della mostra in Vaticano e presenti quale esplicazione completa della figura del grande architetto.

 

 

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