Civitella 1861, le armi nella scena dell’assedio

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Ultimo atto per l’Unità d’Italia: le armi nella scena dell’assedio A Civitella del Tronto si compie, il 20 marzo 1861, il primo atto dell’Esercito italiano. Dopo la resa della guarnigione della Fortezza, all’ammainato vessillo borbonico si sostituisce il tricolore con lo scudo sabaudo, bandiera italiana da tre giorni. Una mostra ripercorre ora, nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, quel momento storico: “Civitella 1861. Ultimo atto per l’Unità d’Italia. Le armi nella scena dell’assedio”. Fino al 30 ottobre 2011 nella località in provincia di Teramo.   

 

 

(TurismoItaliaNews) Il Comune di Civitella del Tronto e il locale Comitato per le celebrazioni, con il patrocinio della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo aprono la Fortezza alla mostra “Civitella 1861. Ultimo atto per l’Unità d’Italia. Le armi nella scena dell’assedio” che presenta artiglierie ed armi individuali da fuoco e bianche provenienti dalle collezioni del Museo Storico Nazionale dell’Artiglieria di Torino e del Museo di Capodimonte di Napoli. Le armi, appartenute agli eserciti regolari sardo-piemontese e borbonico che si sono scontrati a Civitella del Tronto durante l’ultimo drammatico assedio alla Fortezza del 1860/61, si presentno al pubblico con un allestimento che prevede la ricostituzione del sistema d’arma-uomo (uomo + arma): l’uomo solo non serve senza l’arma così come l’arma non serve se non in mano all’uomo. La concretezza delle armi, curate in ogni dettaglio e precise nella finitura, contrasta con l’evanescenza delle sagome dei soldati, come ombre che tornano a ricordare un passaggio fondamentale nel processo che ha portato all’Unità d’Italia.

Le artiglierie esposte, provenienti da Torino, sono state probabilmente presenti a Civitella durante l’assedio. Dal convento di Santa Maria e da altre postazioni limitrofe, il cannone ad anima rigata Stenhope (ultramoderno per quei tempi) sparava proietti esplosivi su Civitella: i venti cannoni a disposizione degli assedianti negli ultimi due giorni scaraventarono su Civitella circa 7900 proiettili esplosivi, alcuni ritrovati non esplosi. Il cannone Stenhope esposto è l’unico esemplare rimasto in Italia. Dalla Fortezza invece rispondevano 17 pezzi di artiglieria, gli unici funzionanti ed impiegabili dei 36 pezzi presenti: fra essi la famosa colubrina chiamata la “scornata” lunga 442 cm, esposta in mostra. Completano la collezione altri 4 pezzi di piccolo calibro.

La mostra delle armi individuali, da fuoco e bianche, è organizzata in due sezioni distinte tra armi in dotazione all’esercito borbonico e armi in dotazione all’esercito sardo-piemontese (italiano dal 17 marzo 1861). L’esposizione, in entrambe le sezioni, è stata realizzata con lo scopo di differenziare le armi realmente impiegate in battaglia, non necessariamente a Civitella, da quelle, poche peraltro, che erano prototipi. Il 1860/1861 rientra nel periodo della transizione dall’arma ad accensione a pietra focaia all’arma ad accensione a percussione o luminello: entrambe le varietà sono visibili in mostra, oltre alla singolare tipologia delle armi modificate da pietra focaia a percussione.

Dal 18 marzo al 30 ottobre 2011. La mostra è prodotta dalla società Sistema Museo, gestore della fortezza di Civitella del Tronto. La mostra è curata da Piergiorgio Tiscar e dal generale Natale Cicconi.

 

ORARI

marzo e ottobre 10.00 – 18.00

aprile, maggio e settembre 10.00 – 19.00

giugno, luglio e agosto 10.00 - 20.00

aperto tutti i giorni

 

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