La "Devota Bellezza" del Sassoferrato torna a risplendere nella sua città di origine con i disegni della Collezione Reale Britannica

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E’ da considerare, a tutti gli effetti, una delle mostre d’arte più rilevanti del 2017 in tutto il territorio nazionale. La “Devota Bellezza – Il Sassoferrato con i disegni della Collezioni Reali Inglesi” è la rassegna che si tiene a Sassoferrato, in provincia di Ancona, dal 17 giugno al 5 novembre. Con una particolarità: tornano a risplendere le immagini del Sassoferrato nella sua città di origine insieme ai disegni conservati nella Royal Library del Castello di Windsor.

 

(TurismoItaliaNews) Ventisette anni dopo la prestigiosa mostra dedicata ai dipinti di Giovanni Battista Salvi il Sassoferrato organizzata nel 1990, nella città natale si promuove un nuovo evento espositivo incentrato questa volta sui disegni dell’artista (Sassoferrato, 25 agosto 1609 – Roma, 8 agosto 1685). La mostra, allestita nelle cinque stanze del piano terra del Palazzo degli Scalzi, attuale sede del Mam's, prevede un percorso di visita che ospita, nelle prime tre sale, l'esposizione dei disegni di Giovan Battista Salvi concessi, in via del tutto eccezionale, dalla Royal Collection Trust in raffronto con alcune tele a cui fanno riferimento ed altre opere grafiche.

Nelle ultime due sale saranno visibili i dipinti, per lo più provenienti dal territorio, che mettono in risalto le varie sfaccettature dell'artista: dalle silenti armonie delle iconografie mariane alla superba capacità di ritrattista (visibile nei due ritratti di cardinale ospiti in mostra) creando così un percorso di circa sessanta opere, che ricostruisce la figura del Sassoferrato a tuttotondo, dal disegno al dipinto, dal lapis al pennello. Al piano superiore e a completamento del percorso museale, nella sala video verra proiettata un'intervista a Federico Zeri delle teche Rai, al quale si deve la riscoperta e il giusto riconoscimento che Salvi merita avendo riscattato ed epurato quest'artista da semplice copista, come spesso è stato catalogato ad "un vero genio - come ha osservato il noto critico - è veramente il grande pittore dell'arte sacra del Cattolicesimo, dal cinquecento ad oggi". Sede collegata è Ia chiesa di Santa Chiara, dove si potranno ammirare due dei soggetti più noti del pittore: la "Mater Dolorosa" e la "Mater Amabilis".

Una rara occasione per gli appassionati d'arte: la "Devota Bellezza" ricercata con passione e al fine conquistata da Giovanni Battista Salvi nelle sue immagini è il frutto di una attenta riflessione sulle opere di Raffaello e di Guido Reni, ma soprattutto di un processo di decantazione testimoniato dai fogli dell'artista marchigiano nelle collezioni reali inglesi che per la prima volta in Italia saranno presentati nel suggestivo centro marchigiano. Riscoperto dai Nazareni, dai Puristi e dai Preraffaelliti, Sassoferrato ha attraversato il XVII secolo appartandosi in un mondo ideale, pervaso dalla bellezza e dal rigore morale del Classicismo, una strada alternativa, dunque, rispetto al fragore del Barocco ed al crudo realismo caravaggesco, ma più sofisticata e spirituale. Grazie all'impegno di François Macé de Lépinay, che da vari decenni indaga la produzione pittorica del Salvi, una sezione della mostra si propone di evidenziare l'importanza accordata dal pittore marchigiano all'esercizio grafico: i fogli conservati presso la Royal Library del Castello di Windsor saranno dunque affiancati da alcune delle tele realizzate dall'artista, permettendo al visitatore di cogliere il collegamento fra lo studio grafico e la realizzazione pittorica.

Nella seconda sezione a cura di Vittorio Sgarbi saranno invece esposte le opere del Salvi conservate nelle Marche, insieme ad alcune delle sue più impegnative realizzazioni romane, legate alla committenza di casa Aldobrandini, che testimoniano la capacità dell'artista di ideare composizioni articolate e complesse, senza tuttavia mai deflettere da quella cifra che si riscontra ed apprezza nelle opere di formato ridotto.

“Sua Maestà la Regina d'Inghilterra ha graziosamente acconsentito al prestito di ventuno di questi disegni, disegni che formano it corpus centrale della mostra e senza i quali l'evento non sarebbe stato possibile – sottolinea il sindaco Ugo Pesciarelli - pochi altri fogli di collezioni pubbliche e private accrescono questo nucleo fondamentale. Accanto a questa serie di opere su carta vengono presentati alcuni importanti dipinti che possono cosiìper la prima volta essere raffrontati ai disegni stessi, permettendo di indagare e meglio comprendere la pratica pittorica dell'artista". L'opera grafica del Sassoferrato, che non è praticamente mai stata esposta in Italia, è estremamente rara: si contano meno di novanta disegni sicuramente attribuibili, dei quali sessantatré appartengono alle collezioni reali inglesi, acquistati direttamente a Roma nel 1768-9 dal connoisseur Richard Dalton per le collezioni di Giorgio III, di cui era bibliotecario.

Dal raffronto emerge chiaramente fino a qual punto l'artista rimanga fedele alla prima idea espressa nel disegno, come si può vedere nell'Angelo di Windsor e nel quadro corrispondente della Fondazione Longhi, o nel disegno della Madonna, Gesù Bambino e San Giovanni Battista di Windsor raffrontato alla bella tela della fondazione Tosio Martinengo di Brescia, fermi restando i suoi debiti con il repertorio rinascimentale in genere e raffaellesco in particolare mediato per il tramite dell'opera incisa dell'Urbinate.

Palazzo degli Scalzi
Piazza Gramsci, 1- Sassoferrato (An)
tel. 0732-956257
www.mostrasalvisassoferrato.it
www.ladevotabellezza.com
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www.comune.sassoferrato.an.it

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