Napoli, con il Museo della Fabbrica e il Belvedere si arricchisce il Palazzo Reale di nuovi spazi per i visitatori

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Restituisce alla città e ai turisti uno spazio esclusivo dal quale ammirare uno straordinario panorama sul Golfo di Napoli, con una prospettiva inusuale e una vista unica ed esclusiva. Incastonato sul tetto di Palazzo Reale il Belvedere si apre ai visitatori dopo il restauro: il torrino è sempre stato un ambiente connotato da un carattere strettamente privato, riservato unicamente alla famiglia reale, e nel quale non era prevista alcuna funzione di corte.

 

(TurismoItaliaNews) Dal mese di settembre il torrino del Belvedere sarà inserito nel percorso di visita dell’Appartamento Storico. Dominando la parte meridionale dell’edificio, ha una superficie di circa 150 mq ad un’altezza di circa 70 metri su via Acton. Si affaccia sul golfo di Napoli con tre ampie vetrate che si aprono su un balcone delimitato da una ringhiera uguale a quella della balconata su Piazza del Plebiscito. Realizzato in stile neoclassico durante i lavori commissionati dopo il 1837 da Ferdinando II di Borbone all’architetto Gaetano Genovese, che nel corso di vent’anni ristrutturò l’intero Palazzo. Spazi che vanno ad arricchire l’area visitabile insieme al Museo della Fabbrica, con la nuova biglietteria e lo spazio accoglienza nel cortile d’Onore, oltre la mostra temporanea che racconta i quattro secoli di storia della reggia, nella Galleria del Genovese al piano nobile.

Napoli, con il Museo della Fabbrica e il Belvedere si arricchisce il Palazzo Reale di nuovi spazi per i visitatori

Napoli, con il Museo della Fabbrica e il Belvedere si arricchisce il Palazzo Reale di nuovi spazi per i visitatori

Il Museo della Fabbrica del Palazzo Reale di Napoli è un’esposizione permanente che costituisce un percorso introduttivo alla visita non solo dell’Appartamento di Etichetta, ma di tutto il complesso monumentale. Collocato al pianterreno, con accesso dal Cortile d’Onore, il museo racconta la storia del palazzo attraverso l’esposizione di opere e installazioni audiovisive che ne illustrano le trasformazioni anche attraverso rilievi 3D, raccontandone le vicende in modo coinvolgente e suggestivo e introducendo il visitatore agli spazi monumentali della reggia napoletana. Nella parte centrale sono esposti in teche sospese i modellini ottocenteschi degli architetti dell’epoca Antonio Niccolini e Gaetano Genovese, restaurati per l’occasione.

Il Museo della Fabbrica, concepito dal direttore Mario Epifani, si inserisce in un più ampio progetto, curato dall’architetto Almerinda Padricelli, di recupero degli spazi al piano terra che gravitano intoro al cortile d’Onore, con una ricollocazione delle funzioni esistenti e nuove che contrisce a conferire a questo luogo il ruolo di cerniera tra il Palazzo e la città. Il nuovo museo è stato progettato dall’architetto Giovanni Francesco Frascino, in asse con l’ingresso principale di Piazza del Plebiscito creando un nuovo foyer con la biglietteria e il guardaroba, spazio di accoglienza, informazione e orientamento. Un vero punto di partenza per la visita del Palazzo che sarà aperto ai visitatori da martedì 16 luglio. Al piano nobile, nella Galleria del Genovese, fino al 3 settembre, è allestita la mostra “Quatto secoli di storia: la fabbrica di Palazzo Reale”, con la curatela del direttore Mario Epifani e l’allestimento dall’architetto Stefano Gei, che prosegue il racconto della storia del palazzo grazie alle opere esposte che lo rappresentano attraverso il tempo e le vicende storiche che ne hanno determinato i cambiamenti.

Napoli, con il Museo della Fabbrica e il Belvedere si arricchisce il Palazzo Reale di nuovi spazi per i visitatori

Le opere esposte in mostra, che dialogano naturalmente con quelle esposte nelle sale dell’Appartamento di Etichetta, sono state concesse in prestito in gran parte da istituzioni museali statali napoletane, primo fra tutti il Museo di San Martino, ma anche dal Museo di Capodimonte, dall’Archivio di Stato di Napoli, dalla Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” e dalla Reggia di Caserta. Altre provengono da collezioni pubbliche e private di Napoli (Gallerie d’Italia e Museo Civico Gaetano Filangieri), Roma (Galleria Carlo Virgilio & C.) e Firenze (Musei del Bargello). Arricchiscono l’esposizione anche prestiti dall’estero, ovvero due dipinti di Antonio Joli appartenenti alla collezione di Lord Montagu di Beaulieu in Inghilterra, restaurati per l’occasione grazie al finanziamento dal Palazzo Reale di Napoli.

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