Puglia, le Fracchie di San Marco in Lamis
Sono una "Meraviglia Italiana" e adesso diventano anche testimonial del folclore italiano. Sono le Fracchie di San Marco in Lamis, la cittadina in provincia di Foggia che all’imbrunire del Venerdì Santo incendia enormi fiaccole per illuminare il cammino della Madonna Addolorata lungo le strade del paese alla ricerca del figlio Gesù morto. In onore della manifestazione che si ripete ogni anno da secoli arriva un francobollo italiano in circolazione dal 31 marzo 2012.
(TurismoItaliaNews) Le grandi fiaccole da queste parti si chiamano "fracchie" e sulla loro data di nascita delle fracchie non c’è uniformità di vedute tra i ricercatori: secondo alcuni la tradizione potrebbe risalire tra la seconda metà del Settecento e la prima dell'Ottocento, anche se poi i primi documenti scritti sono d’inizio Novecento. Il XVIII secolo è anche l’epoca di edificazione della chiesa dell'Addolorata e le sue ragioni, oltre che di ordine religioso e devozionale, potrebbero essere collegate anche ad una motivazione di ordine pratico riconducibile alle precise condizioni fisiche dell'abitato.

"Infatti – spiegano a San Marco in Lamis – quando venne costruita nel 1717, la chiesa dell'Addolorata si trovava fuori del centro abitato e lì sarebbe rimasta fino all'ultimo ventennio del XIX secolo. Una collocazione questa che sollecitò la fantasia degli abitanti, i quali pensarono di illuminare con le ‘fracchie’ la strada che la Madonna percorreva dalla sua chiesa fino alla Collegiata, dove era custodito il corpo del Cristo".

Lo stesso termine sammarchese "fracchia" è di etimologia incerta: potrebbe derivare dal latino facula, e quindi da fiaccola, trasformato poi dagli abruzzesi in farchia o fracchje. Questa ricostruzione trova riscontro anche dal fatto che in Abruzzo esistono fiaccole molto simili a quelle sammarchesi. Le "fracchie" sono grandi torce di dimensioni diverse (possono arrivare fino a 5 - 6 metri di lunghezza) costituite da un tronco spaccato longitudinalmente e riempito di rami, sterpi, schegge di legno e frasche, fino a costituire un falò di forma conica, che finisce - nella estremità più stretta - con un braccio sporgente. La fracchia così ottenuta viene trasportata su appositi carrelli. Il tutto è tenuto insieme da due grandi cerchi di ferro, e viene intriso di sostanze infiammabili. La fracchia si accende dalla parte più larga e, per evitare che non cada in avanti o scivoli sul carrello, viene appesantita con una zavorra di sacchi di sabbia nella parte posteriore. Sempre nella parte posteriore è completata da un palo, in cima al quale c’è l'immagine della Madonna Addolorata.
E per le Fracchie di San Marco in Lamis diventate "Meraviglia Italiana" grazie al Forum Nazionale dei Giovani che ha assegnato loro il relativo bollino in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, c’è anche l’emissione di un francobollo da 0,60 euro della serie tematica "Il folclore italiano". La vignetta raffigura, all’interno di una cornice lineare bicolore e con la medesima impostazione grafica della serie di riferimento, la "fracchia", un’enorme torcia trasportata su appositi carrelli durante la processione del Venerdì Santo a San Marco in Lamis, sullo sfondo il campanile della Chiesa della Collegiata e, in alto a destra, una riproduzione della statua della Madonna Addolorata. Il bozzettista è Antonio Ciaburro.
Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in rotocalcografia, su carta fluorescente, con una tiratura di due milioni e cinquecentomila suddivisi in fogli da cinquanta esemplari.
"La storia di San Marco in Lamis – sottolineano nella cittadina pugliese - si intreccia con quella del convento di San Matteo Apostolo, il cui edificio a prima vista può essere scambiato per un'antica fortezza, ma in realtà è un Monastero di frati cappuccini risalente al IX - X secolo. Nel Medioevo l'imponente struttura garantiva protezione agli abitanti del luogo, per la sua posizione inespugnabile, arroccata su un colle. Il centro storico è denominato Padula, ovvero palude (in latino equivale proprio a "nelle paludi"), a testimonianza del fatto che un tempo (prima della sua completa bonifica) la zona era paludosa. E’ di tipo medievale, con case basse a schiera prevalentemente bianche, con strade strette e vicoli ciechi".
A commento dell’emissione del francobollo c’è il bollettino illustrativo con un articolo a firma del professor Damiano Nocilla, consigliere di Stato. L’Ufficio Postale di San Marco in Lamis utilizza, il giorno di emissione, l’annullo speciale realizzato a cura della Filatelia di Poste Italiane. Il francobollo e i prodotti filatelici saranno posti in vendita presso gli Uffici Postali, gli Sportelli Filatelici del territorio nazionale, gli "Spazio Filatelia" di Roma.

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