Vini Doc e Igt del Molise, tradizione e gusto della terra nell’innovazione della regione che guarda al mercato globale

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Giuseppe Botti, Campobasso / Molise

 GUSTO  E’ una tradizione che parte da lontano e che oggi si rinnova attraverso gusti e tendenze della nuova enologia. Il Molise, il cui territorio è cosparso di testimonianze che documentano la presenza storica della vite e la qualità dei vini ottenuti, sfodera una serie di Doc e Igt di grande interesse e valore come il “Molise”, il “Biferno”, il “Tintilia”, il “Pentro” il “Terre degli Osci” e “Rotae”. Nomi che evocano storie del passato.

 

(TurismoItaliaNews) Il Consorzio di tutela e valorizzazione dei vini Doc e Igt del Molise è il soggetto a cui è demandata la tutela e il rispetto dei disciplinari di produzione all’interno di un progetto di promozione dei prodotti agricoli di qualità della regione. “La dimensione globale assunta dall'economia impone alle piccole e medie imprese di promuoversi attraverso la promozione, internazionalizzazione e soprattutto, la comunicazione, quale attività di marketing – sottolineano dal Consorzio - per assicurarsi nuove opportunità commerciali e nuove modalità produttive”. E questo per mettere in vetrina nel modo opportuno le produzioni locali di qualità, anche attraverso la ricerca di soluzioni che rafforzino la qualità del servizio.

Proprio al Consorzio di tutela il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con un decreto del 19 febbraio 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 marzo) ha attribuito l'incarico a svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione e informazione del consumatore delle Doc “Molise”, “Biferno”, “Tintilia del Molise” e “Pentro” e delle Igt “Osco o Terre degli Osci” e “Rotae”, denominazioni iscritte nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette dei vini. In bottiglia c’è una tradizione di lungo corso: storia e civiltà agricola del Molise hanno tra le proprie singolarità i fattori umani legati al territorio che hanno contribuito a produrre uve, con caratteristiche specifiche, per ottenere vini di alta qualità. “Conosciuta già ai tempi dei Greci con un vino denominato Paetrutianum, e con Plinio che parla di un famoso vino prodotto da una vite chiamata pumula, enunciando parole di elogio per quelli della zona di Isernia – sottolineano dalla Camera di commercio - la nostra viticoltura si è consolidata nel medioevo all'ombra del castello feudale, quando con il placet del ‘Signore’ era possibile coltivare la vite e poche altre colture per i vassalli e il fabbisogno delle famiglie dei coloni”.

Si può addirittura parlare di caratteristiche peculiari per i vini molisani, tanto che la stretta relazione e l’influenza reciproca con qualità e fattori umani, hanno favorito la permanenza ma anche l'insediamento di agricoltori e aziende sul territorio. E naturalmente, se le tradizionali tecniche di coltivazione della vite e le pratiche enologiche sono state tramandate nel corso dei secoli, la capacità di perfezionare ed affinare le produzioni grazie al progresso scientifico e tecnologico, ha permesso di ottenere i rinomati vini odierni. “Numerosi campi sperimentali sono stati realizzati per analizzare nuove tecniche di coltivazione, per i vitigni iscritti alla Doc "Molise" o "del Molise", controllati dall'Ersam e dalla facoltà di agraria dell'Università del Molise” sottolineano ancora dalla Camera di commercio di Campobasso. Infatti, il viticoltore molisano ha sperimentato, sul campo, che il segreto dell’ottima produzione dei vini Doc del Molise è racchiuso nelle mani e le forbici del potatore, il quale, tenendo sotto controllo il carico di gemme, regola anche i principi fisiologici espressi dal bilancio energetico azoto - carboidrati.

E allora cerchiamo di capirne di più su questi Doc e Igt.

Il Molise ha una estensione di 4.438 kmq con un territorio prevalentemente montano, 55,3% di montagna e 44,7 % di collina, la peculiarità dei terreni a livello morfologico è caratterizzata da un susseguirsi di rilievi dalle sommità strette ed allungate di forma convessa e più raramente subpianeggiante, separate da profonde valli dai versanti complessi.

Il Molise o “del Molise” è un vino da pasto prodotto nelle tipologie Chardonnay (anche nella versione Spumante), Falanghina, Greco bianco, Moscato, Moscato passito, Moscato spumante, Pinot bianco (anche nella versione Spumante), Sauvignon, Trebbiano, Aglianico (anche nella versione Riserva), Cabernet sauvignon, Montepulciano (anche nella versione Riserva), Rosso (anche nella versione Novello), Sangiovese, Tintilia (anche nella versione Riserva), utilizzando per l'85% uve dei vitigni corrispondenti, a cui possono essere aggiunte minime quantità di uve di altre varietà a bacca di colore analogo. Possono concorrere alla produzione uve provenienti da vitigni, non aromatici, raccomandati o autorizzati per le rispettive province di Campobasso e di Isernia, fino ad un massimo del 15%.

Il Biferno è un vino da pasto prodotto nelle tipologie Rosso (anche nella versione Riserva e Superiore), Rosato e Bianco. Il Biferno Rosso, Riserva, Superiore e Rosato è prodotto con uve Montepulciano per almeno il 70-80%, Aglianico per il 15-20% ed eventualmente con piccole aggiunte di uve di altri vitigni a bacca nera non aromatici presenti in Molise, per un massimo del 15%. Il Biferno Bianco è prodotto con uve Trebbiano toscano per almeno il 60% e fino al 70%. Per la restante parte concorrono i vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella regione Molise e presenti nei vigneti, fino ad un massimo del 40%, con una presenza di Malvasia bianca non superiore al 10%.

Il Pentro è un vino da pasto prodotto nelle tipologie Rosso, Rosato e Bianco. Il Pentro Rosso e Rosato è prodotto con uve Montepulciano dal 45% al 55% e Sangiovese dal 45% al 55%; possono inoltre concorrere alla produzione le uve provenienti dai vitigni a bacca nera, non aromatici, raccomandati per la provincia di Isernia e presenti nei vigneti fino ad un massimo del 10%. Il vino Pentro bianco deve essere ottenuto dalle uve Trebbiano toscano dal 60% al 70%, Bombino bianco dal 30% al 40%; possono inoltre concorrere alla produzione di le uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, raccomandati per la provincia di Isernia e presenti nei vigneti fino ad un massimo del 10%.

La Tintilia è un vitigno autoctono molisano, introdotto nella seconda metà del Settecento, in piena dominazione borbonica, in virtù dei commerci tra il regno di Napoli e la Spagna; il suo nome deriva presumibilmente dalla parola Tinto che in lingua iberica significa "rosso" ed è infatti caratterizzata da un colore rosso scuro. Questa nuova varietà si è acclimatata così bene, grazie alle sue notevoli doti di adattamento (il Tintilia è un vitigno rustico che resiste bene al freddo, alle malattie ed all'attacco di muffe) da diffondersi sul territorio molisano tanto rapidamente che, alla fine dell'800, era senza dubbio la varietà maggiormente coltivata in tutto il territorio e considerata necessaria nelle zone regionali più interne, dove andava ad apportare maggiore corpo e colore ai vini con poco tono e debole struttura. Nel dopoguerra si è assistito ad un progressivo abbandono delle vigne, proprio nelle zone di antica coltura del Tintilia, tanto da considerarlo virtualmente scomparso dalle superfici vitate regionali (anche perché si era iniziato a privilegiare la quantità della produzione). La tendenza a riscoprire l'originalità ha riacceso l'interesse per il vitigno legato alle antiche genti molisane, che si identifica sempre più come una delle tante eccellenze sconosciute della regione e che può puntare ai mercati più qualificati e sempre più esigenti.

L’indicazione geografica tipica “Osco” o “Terre degli Osci” è riservata ai vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito; rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante. L’indicazione geografica tipica “Rotae” è riservata ai vini bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito; rossi, anche frizzante e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante. La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini comprende l’intero territorio della provincia di Isernia per la produzione di questa Igt, che vengono raccolte a differenti momenti di maturazione e con caratteristiche adeguate alle differenti tipologie di vini.

Per saperne di più
www.cb.camcom.it
www.cianfagna.com
www.collesereno.com
www.cantineduva.com
www.cantinedelisio.com
www.dimajonorante.com
www.principedellebaccanti.it
www.cantinesalvatore.it
www.cliternia.it
www.vinivalbiferno.com
www.cantinadibello.it
www.valeriovini.com
www.cantinasanzenone.it
www.cantinavaltappino.com
www.borgodicolloredo.com
www.cantinecipressi.it
www.cantineditullio.com
www.catabbo.it
www.masserieflocco.it
www.terresacre.net

 

 

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