Lungo il 43° Parallelo dell’emisfero boreale per scoprire Grottammare, il paese di Pericle Fazzini

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Giovanni Bosi, Grottammare / Marche

Cosa lega tra loro Komiza sull’isola di Vis in Croazia, la spagnola Finisterre, Milwaukee e Buffalo negli Stati Uniti, Sukhumi sul Mar Nero, Makhachkala sul Mar Caspio e Vladivostok sull’Oceano Pacifico in Russia, Sapporo in Giappone, le mete dei grandi pellegrinaggi Santiago di Compostela, Lourdes, Assisi e Medjugorie? Sono tutti luoghi attraversati dal 43° Parallelo dell’emisfero boreale. Tra questi posti c’è anche Grottammare, nelle Marche. Siamo andati a vedere…

 

(TurismoItaliaNews) Intanto va detto che per ogni punto della superficie terrestre passa un solo parallelo, utilizzato in geografia per stabilire la posizione di una determinata località attraverso la cosiddetta latitudine. Trovarsi nel punto preciso in cui passa un parallelo, significa dunque essere “legati” da un filo invisibile a tutti gli altri luoghi che si trovano nella medesima condizione. E da Vladivostok a Milwaukee, da Grottammare a Sapporo, passa appunto il 43° Parallelo dell’emisfero boreale. Ben più di una semplice curiosità geografica, tanto che proprio a Grottammare (in provincia di Ascoli Piceno) in riva all’Adriatico hanno deciso di identificare il punto preciso in cui il 43° Parallelo attraversa il territorio.

Lungo il 43° Parallelo dell’emisfero boreale per scoprire Grottammare, il paese di Sisto V e di Pericle Fazzini

Lungo il 43° Parallelo dell’emisfero boreale per scoprire Grottammare, il paese di Sisto V e di Pericle Fazzini

L'idea è stata di Marcello Iezzi e l’allestimento con un’opera d’arte Denominato “Dream Point 43° Parallelo” è stato donato dagli imprenditori grottammaresi Filippo Olivieri, Giuseppe Marcozzi e Luigi Santori, con la cura scientifica del Laboratorio di Rilevamento e Geomatica della Facoltà di ingegneria dell’Università di Padova e la collaborazione dell'Unione Italiana Ciechi di Ascoli Piceno e Marcheflor. Un motivo di attrazione in più per Grottammare, luogo del resto già conosciuto per essere la patria di Sisto V (227º Papa dal 1585 alla morte) e di quel Pericle Fazzini (1913-1987) artista, scultore e pittore, autore fra l’altro della famosa “Resurrezione” per la Sala Nervi in Vaticano; ma anche per essere un luogo in cui ha trovato casa il Liberty, l’Art Nouveau conosciuta anche come stile floreale diffusasi a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Qui a Grottammare il Liberty si è caratterizzato soprattutto per le forme espressive semplici ma particolarmente significative e per alcuni motivi tipici e ricorrenti, quali ad esempio le altane, la tipologia derivata dalle architetture montane (come lo chalet alpino con forti spioventi), gli affreschi e le maioliche con decorazioni floreali. Il nucleo più consistente di questi villini si trova in viale Colombo, l'ex viale Marino, realizzato nel 1890. Recentemente ristrutturato e risistemato, il viale presenta una pavimentazione in porfido e marmo bianco di Carrara, e si immette nella nuova Piazza Kursaal, cuore ideale della Marina, lastricata in travertino e adornata da una fontana a raso, da una pineta e palme che si affacciano direttamente sulla spiaggia. L’esempio più pregevole di architettura Liberty a Grottammare è il Villino Matricardi - Cola, progettato nel 1913 dall’architetto Cesare Bazzani, particolarmente legato al recupero dell'architettura classica, interpretata in modo originale nel periodo giovanile e in modo meccanico nei progetti della maturità. Oppure il Villino Matricardi, residenza estiva dell'imprenditore ascolano Giuseppe Maria Matricardi.

In estate Grottammare si fa apprezzare per le sue spiagge e il suo mare cristallino: la perfetta qualità delle acque, la cura dell'arredo urbano, la massima funzionalità dei sistemi di depurazione e l'ottima offerta dei servizi turistici hanno fruttato la Bandiera Blu, orgoglio per tutti gli operatori. Ma c’è anche di più. Grottammare con il suo borgo antico arroccato sulla collina è annoverata anche tra "I Borghi più belli d'Italia". Del resto, già nel XV secolo è stata lodata dall'umanista Flavio Biondo per le bellezze paesistiche e naturalistiche. “Incamminandosi per le strade del vecchio incasato, che domina dall'alto della collina, tra le agavi rigogliose sui pendii e l'aroma degli aranceti – sottolineano dal Comune di Grottammare - si possono raggiungere gli splendidi belvedere che spiovono sulla costa ed offrono un panorama unico a chi, seduto tra i resti di antiche mura medievali, ama assaporare il romanticismo dei luoghi ed il silenzio del vento che trema tra le foglie”.

Una passeggiata per le stradine del centro storico consente di ammirare un patrimonio edilizio di grande interesse, già apprezzabile peraltro dalla sottostante spiaggia. Le Logge del Teatro dell’Arancio sono considerate il “cuore” della città antica, il balcone più suggestivo e caratteristico dal quale si gode un panorama stupendo della costa. Si affacciano su piazza Peretti, al centro del borgo medievale; la piazzetta a base quadrata fu realizzata alla fine del Settecento (1790-96) su disegno dell’architetto Pietro Maggi. Sopra alle eleganti logge sorge il teatro dell’Arancio, nella cui nicchia esterna è collocata una statua raffigurante il “Cittadino Munificentissimo” Sisto V, opera modellata nel 1794 dal noto artista svizzero Stefano Interlenghi (ma grossolamente restaurata a seguito dei danni riportati in un bombardamento durante la seconda guerra mondiale).

C’è poi il Turrione della Battaglia, che risale alla metà del XVI secolo, inserito nella cinta muraria costruita quando il sistema difensivo della cittadina, in seguito all’invasione dei pirati di Dulcigno nel 1525, fu rafforzato con una nuova cinta fortificata. Nella Torre è stato allestito il museo dedicato a Pericle Fazzini con opere originali depositate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Paesaggio si diceva. La particolare ubicazione di Grottammare fa sì che questa cittadina possa godere durante tutto l'anno di un clima mite, tale da permettere lo sviluppo delle numerose palme Phoenix Canariensis, originarie delle Canarie, accanto alle piante di arancio che impreziosiscono il panorama, una delle peculiarità più rilevanti della zona. Non a caso due piante di arancio campeggiano nello stemma comunale: affiancano una torre circolare merlata che rappresenta il giro fortificato delle mura, tipico dei centri medievali, e ricorda l’antico faro del porto cittadino.

Insomma una cittadina sicuramente da scoprire. E non solo d’estate…

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