L’estate turistica (dentellata) passa per Castelluccio di Norcia, Maratea, Bologna e l’Isola della Maddalena, il bello fa da traino

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Eugeno Serlupini, Norcia / Umbria

L’estate delle vacanze 2021 parla tricolore. E sì, perché se è vero che finalmente gli italiani scelgono per le loro ferie il Belpaese nelle sue innumerevoli destinazioni, capaci di soddisfare ogni gusto od esigenza, a ricordare quanto sia straordinaria la Penisola ci pensano i quattro francobolli che l’Italia manda in campo il 23 luglio per autopromuoversi. E’ la serie tematica “Il patrimonio naturale e paesaggistico” dedicata a Bologna, Norcia, Maratea e La Maddalena.

 

(TurismoItaliaNews) C’è Bologna, con Piazza Maggiore e il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Banchi e la Basilica di San Petronio; sullo sfondo lo skyline della città in cui si evidenziano la cupola della chiesa di Santa Maria della Vita e le Torri degli Asinelli e Garisenda. E poi Norcia, in Umbria, con il suggestivo panorama di Castelluccio che svetta sul paesaggio circostante, caratterizzato dalla fioritura delle pregiate lenticchie. Quindi Maratea, in Basilicata, con una veduta dall’alto del porto turistico su cui svetta la statua del Cristo Redentore, simbolo della città, opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenti posta sulla sommità di Monte San Biagio. E quindi La Maddalena, con una veduta dal mare del piccolo centro abitato e il porto.

L’estate turistica (dentellata) passa per Castelluccio di Norcia, Maratea, Bologna e l’Isola della Maddalena, il bello fa da traino

Bologna

Luoghi famosi, amatissimi e straordinari per vocazione ambientale, artistica, culturale, enogastronomica e dunque da sempre mete del turismo internazionale. Proprio queste peculiarità emergono dalla presentazione che arriva da ciascuna città in occasione dell’emissione dei quattro francobolli voluti dal ministero dello Sviluppo Economico, così come ormai avviente annualmente dal 1973, per dare ulteriore visibilità all’Italia attraverso francobolli che poi vanno in circolazione in tutto il mondo. Una “piccola” grande vetrina dentellata.

Bologna è una gemma nascosta nel cuore dell’Italia. Una città contemporanea che offre ai visitatori esperienze e relazioni autentiche e sostenibili. Qui la cultura è ovunque: da Dozza a Pieve di Cento, da Bentivoglio a Bazzano, l’area di Bologna conta numerosissimi borghi nei quali si possono trovare rocche e castelli oltre a centri storici di eccezionale bellezza. Se l’eredità storica della città è custodita in oltre 50 musei e l’arte si può scoprire anche soltanto camminando sotto i suoi magnifici 40 km di portici, il territorio circostante non è certamente da meno. Ad esempio il Museo Magi ‘900 a Pieve di Cento, un eclettico museo d’arte privato situato all’interno di un grande edificio di archeologia industriale, o la Rocchetta Mattei, fantasioso castello voluto dall’eccentrico Conte Mattei sull’Appennino bolognese. A Bologna la cultura passa anche dal cibo. La città è famosa nel mondo come destinazione gastronomica: tortellini, tagliatelle, tortelloni, lasagne, ragù, mortadella. Ma anche Parmigiano e Aceto Balsamico” si legge nel Bollettino illustrativo che accompagna l’emissione del relativo francobollo.

Maratea

Maratea

Maratea, una perla del Tirreno, è caratterizzata da un paesaggio suggestivo ed è dominata dal Monte San Biagio, dove fu eretta nel 1965, dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti, la statua del Cristo Redentore, tra le più alte al mondo. Paesaggio, il suo, composto dalle altissime montagne, dai molteplici sentieri, dalle suggestive spiagge, dall’azzurro cristallino del mare, dalle innumerevoli calette e dalle 44 Chiese che offrono dei meravigliosi manufatti ed affreschi di interesse storico-artistico” è detto nel relativo bollettino illustrativo. La morfologia del territorio, diversa ed a volte fortemente contrastante, si caratterizza per una molteplicità di aggregati urbani. L’entroterra è caratterizzato per lo più da montagne come il Monte San Biagio (644 metri), il Monte Crivo (1.288 metri), il Monte Coccovello (1.505 metri) e il Monte Cerreta (1.083 metri).

La Maddalena, per i suoi abitanti, è ‘l’Isula’ per antonomasia – sottolinea il sindaco Fabio Lai - quando comunemente si discute in famiglia o tra amici, se uno cita ‘l’Isula’ non corre rischi di essere frainteso. Per i galluresi dell’interno, invece, La Maddalena è ‘Matalena’, alla corsa. È alla fine del Medioevo che compare ufficialmente, per la prima volta, questo toponimo, unitamente a quelli delle altre isole minori, che giungeranno più o meno immutati fino a noi: Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Santa Maria, Budelli, Spargi e Razzoli. La sensazione che si ha è che i monaci del Medioevo, volendo ‘santificare’ a loro modo le isole del loro eremitaggio, abbiano cercato comunque di valorizzare le caratteristiche principali che le rendevano da sempre riconoscibili da parte dei naviganti”. Questa è infatti la elementare chiave di lettura dei nesonimi e dei toponimi costieri: affidare ai naviganti, con nomi intelligenti e mai casuali delle località costeggiate, indicazioni utili ai fini della sopravvivenza. Così l’isola maggiore, per la magdale, torre di avvistamento nelle lingue orientali e in particolare in ebraico, diventa Maddalena, chiosa il primo cittadino nel suo Bollettino.

La Maddalena

La Maddalena

“L'Italia riparte e Norcia, anche in questa occasione, ha dimostrato tutta la sua straordinaria capacità di rialzarsi nonostante tutto e di accogliere visitatori e turisti con entusiasmo, facendoli sentire a casa, in un luogo sicuro – osserva il sindaco Nicola Alemanno - gli eventi sismici che hanno scosso il Centro Italia nel 2016 hanno colpito in particolar modo il grande patrimonio storico, artistico e culturale, ma la nostra città può continuare a vantare un territorio unico, in grado di regalare grandi emozioni in ogni stagione, dall'alba al tramonto. Provenendo da Spoleto o da Terni, percorrendo la strada di fondo valle che segna il percorso della Valnerina, attraversata dal fiume Nera, allo scoprirsi dell’ultima curva, si apre davanti agli occhi del viaggiatore una piana, circondata da una corona di monti, all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini”. Al centro della piana, Norcia. Un autentico gioiello architettonico, dalla storia ultra millenaria le cui origini risalgono a seicento anni prima di Roma. La città è un ‘luogo del cuore’ anche per la caratteristica forma perimetrale della cinta muraria.

La distruzione della Basilica di San Benedetto, di cui è rimasta miracolosamente in piedi solo la facciata, ha fatto il giro del mondo e la sua ricostruzione, ormai prossima ad avviarsi, diventerà un simbolo per l’intero Centro Italia. “La bellezza del territorio, l’ambiente, la salubrità del clima è ciò che il terremoto non ha intaccato ed è da qui che ripartiremo, ancora una volta. Trekking, passeggiate, escursioni, l'e-bike, il volo libero, rafting, equitazione e sane vacanze a contatto con la natura sono l'ampia scelta che il nostro territorio offre per l'outdoor. Poi i Cammini. In particolare il ‘Cammino di San Benedetto’ di cui Norcia, terra natale del Santo Patrono d’Europa, costituisce la prima tappa. Chi decide di visitare la città potrà godere di tutto questo, abbinato a sapori e profumi tipici ed autentici” sottolinea ancora il primo cittadino nursino. Il tartufo nero pregiato, i prosciutti e le eccellenze della norcineria che ogni anno vengono celebrati nella kermesse Nero Norcia nei mesi di febbraio e marzo. Insieme ad essi i formaggi, i prodotti caseari, il miele e i prodotti della terra come la lenticchia di Castelluccio, coltivata a circa 1500 metri. La coltivazione di questo legume dà vita alla 'Fioritura', uno spettacolo esclusivamente regolato dalla natura che, a cavallo tra giugno e luglio, dipinge letteralmente il Pian Grande in una straordinaria tavolozza cromatica di colori, in un ambiente incantato. “Norcia e il suo ambiente incontaminato, i numerosi paesini del suo territorio vi aspettano, pronti ad accogliervi per ripartire anche insieme e grazie a voi” chiosa il sindaco Nicola Alemanno.

Castelluccio di Norcia

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