Quattro minuti per conquistare i Sibillini: da Frontignano di Ussita la seggiovia che porta all’avventura
di Giovanni Bosi, Frontignano / Marche
Bastano quattro minuti. Il parcheggio resta in basso, la seggiovia Lo Schiancio – Le Saliere guadagna quota e davanti agli occhi si apre progressivamente lo scenario del Monte Bove. Dai 1.360 ai 1.550 metri cambia tutto: terminata la corsa, comincia l’avventura. Mountain bike sui tracciati del Frontignano Bike Park, e-bike per esplorare il territorio, trekking tra pinete e sentieri diretti alle grandi cime. A Frontignano di Ussita la storica quadriposto lunga 1.073 metri diventa nella bella stagione un ascensore verso il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, trasformando una breve risalita in quota nel punto di partenza per una montagna da pedalare, camminare e assaporare.
(TurismoItaliaNews) Quattro minuti, dunque, per lasciarsi alle spalle il parcheggio principale di Frontignano e raggiungere un’altra dimensione dell’Appennino. La moderna seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico Lo Schiancio – Le Saliere, costruita da Doppelmayr e gestita dalla Società Funivie Bolognolaski Srls, di cui Francesco Cangiotti è amministratore delegato, continua infatti a muoversi anche durante il periodo primaverile ed estivo. E la sua destinazione non è più soltanto legata allo sci.
All’arrivo, a quota 1.550 metri, iniziano altre storie: quelle dei biker che scelgono Downhill, Enduro, Free Ride e All Mountain; degli escursionisti che puntano verso Monte Bove, Monte Bicco e Monte Porche; di chi preferisce una passeggiata tra le pinete ombreggiate oppure sale in sella a una e-bike per scoprire i Sibillini seguendo il ritmo della natura. È qui che Frontignano cambia pelle senza perdere la propria identità di montagna. La seggiovia accorcia la salita, i Sibillini fanno il resto.
Dunque, pronti a proseguire sulle due ruote oppure a piedi. La storica seggiovia Lo Schiancio – Le Saliere diventa anche nella bella stagione una delle chiavi per vivere Frontignano di Ussita e partire alla scoperta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra Bike Park, escursioni in e-bike, pinete, sentieri verso le vette e un rifugio completamente green affacciato sull’Appennino. La montagna non finisce con l’ultima discesa sulla neve. purtroppo sempre meno frequente da queste parti. A Frontignano di Ussita cambia semplicemente ritmo, abbandona sci e scarponi invernali e invita a risalire in quota con mountain bike e scarponcini da trekking. A scandire questa nuova dimensione è la seggiovia durante il periodo primaverile ed estivo diventa porta d’accesso privilegiata alla montagna dei Sibillini.
Frontignano360 è una località sciistica di medie dimensioni, tra le più importanti del centro Italia. Il comprensorio si sviluppa tra i 1.350 e i 2.000 metri di quota, al cospetto del Bove. La seggiovia Lo Schiancio – Le Saliere, nella frazione montana di Frontignano, nel comune di Ussita, consente di trasformare rapidamente il fondovalle in punto di partenza per una giornata all’aria aperta. La quadriposto ad agganciamento automatico, parte dalla stazione presso il parcheggio principale e l’impianto serve anche il campo scuola Bike, dotato di tapis roulant, oltre alle piste del Frontignano Bike Park. È proprio questa possibilità di utilizzare la seggiovia anche nella bella stagione a moltiplicare le occasioni di scoperta del territorio.
I Sibillini sulle due ruote
Il Bike Park è diventato un punto di riferimento per i biker dell’Italia centrale. Mtb, Downhill, Enduro, Free Ride e All Mountain trovano qui uno scenario modellato dalla montagna e una rete di possibilità capace di rivolgersi ad appassionati con interessi ed esperienze differenti. Tra le attrattive figurano anche le escursioni in e-bike, con biciclette disponibili a noleggio direttamente alla partenza della seggiovia Saliere. Un modo diverso di affrontare salite, sterrati e percorsi montani, ampliando le possibilità di esplorazione del territorio. Pedalare nel Parco significa soprattutto cambiare prospettiva. La mountain bike permette di avanzare ascoltando il canto degli uccelli e il gorgoglio dei ruscelli, percependo l’odore del fieno, della ginestra e dell’elicriso. Le ruote seguono strade e sentieri nati molto prima del turismo contemporaneo, tracciati per le tregge dei contadini, i muli dei boscaioli, gli scarponi dei pastori e i sandali dei pellegrini.
Una dimensione che richiede però attenzione. Il Parco è un’area protetta sottoposta a particolare tutela e l’utilizzo della mountain bike deve rispettare le disposizioni previste, soprattutto se ci si allontana dai percorsi ufficiali appositamente concepiti per questa forma di fruizione.
Dalla pineta alle cime del Monte Bove
Frontignano è anche punto di partenza per numerosi itinerari escursionistici con differenti gradi di difficoltà. Alle passeggiate più semplici tra le pinete ombreggiate si affiancano percorsi decisamente più impegnativi diretti verso le cime del Monte Bove, Monte Bicco e Monte Porche. Il territorio del Parco offre possibilità molto diverse per chi sceglie di scoprirlo camminando in ogni stagione. Gli itinerari attraversano anche i paesi disseminati alle pendici dei Sibillini e i loro angoli medievali, per poi lasciare spazio a passeggiate immerse in un paesaggio ancora legato alla dimensione rurale e pastorale. Salendo di quota, lo scenario cambia ancora. La natura diventa più selvaggia e le vette richiedono esperienza, allenamento e attrezzatura adeguata. Gli itinerari sono segnati e, per chi desidera approfondire la conoscenza della montagna, è possibile affidarsi alle Guide ufficiali del Parco, capaci di accompagnare gli escursionisti lungo i sentieri e di raccontarne gli aspetti meno evidenti in condizioni di sicurezza.
Per chi vuole trasformare il cammino in un vero viaggio attraverso la catena montuosa, la proposta più impegnativa è il Grande Anello dei Sibillini: 124 chilometri completamente segnalati, da percorrere in nove giorni per esplorare l’intero sistema montuoso.
A 1.550 metri, il Saliere guarda l’Appennino
Il viaggio sulla seggiovia Lo Schiancio – Le Saliere termina davanti a un altro protagonista della montagna di Frontignano: il Saliere Sibillini Mountain Lounge. Il rifugio sorge proprio all’arrivo dell’impianto, a quota 1.550 metri, con vista sul Monte Bove, sull’Umbria e sull’Appennino. Il nome conserva una memoria antica della zona. In quest’area di Frontignano il sale veniva lasciato su lastre di pietra affinché il bestiame potesse reintegrare i sali minerali persi. La sera, fin dai tempi più lontani, questo spazio era associato alla convivialità e al ristoro. Una funzione che oggi continua in una struttura nuova e confortevole, reinterpretata secondo criteri contemporanei. Il Saliere è infatti uno dei rifugi più alti delle Marche ed è l’unico rifugio del Parco dei Monti Sibillini completamente green e autonomo: utilizza il geotermico per il riscaldamento e il sole per produrre l’energia necessaria all’illuminazione. Il rapporto con il territorio passa anche dalla tavola, attraverso la scelta di utilizzare principalmente prodotti a chilometro zero.
Dalla montagna alla tavola, il viaggio continua
L’esplorazione dei Sibillini può così proseguire attraverso i sapori. Il Menu della Sibilla è concepito come un itinerario gastronomico dedicato ai saperi e ai prodotti del territorio, nato per favorire la filiera corta tra produttori agroalimentari e ristoratori del Parco. Ogni ristorante della rete propone un piatto realizzato utilizzando prodotti locali. Il menu ne racconta ingredienti e caratteristiche, indica le aziende di provenienza e i relativi metodi di produzione, spiegando anche il contributo delle attività agricole e zootecniche alla conservazione della biodiversità. Non è soltanto una carta da consultare prima di ordinare: al suo interno compaiono anche gli altri ristoranti aderenti e i rispettivi piatti, permettendo di scegliere una successiva “tappa del gusto” e trasformando la gastronomia in un ulteriore percorso attraverso il territorio.
Frontignano mostra così il suo volto di montagna da vivere oltre la stagione sciistica. La seggiovia Lo Schiancio – Le Saliere accorcia la salita, ma non il viaggio: in appena quattro minuti conduce a quota 1.550 metri, poi ciascuno può scegliere il proprio passo. Quello veloce di una mountain bike lanciata sui tracciati del Bike Park, quello assistito di una e-bike oppure quello lento degli scarponi lungo i sentieri. Davanti resta il profilo del Monte Bove e, tutt’intorno, un Parco da esplorare rispettandone silenzi, paesaggi e natura.








