Sardegna, autunno in Barbagia: 32 paesi coinvolti e 500mila persone attese per un giro affari da 10 milioni di euro

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Come un’antica ricetta che si tramanda da generazioni, Autunno in Barbagia ha tutti gli ingredienti di un piatto dal gusto inconfondibile e dal carattere genuino, tipico della cucina mediterranea. Alla scoperta di un pezzo di Sardegna che d'estate rimane di solito sotto traccia e che invece propone in un. percorso più ragionato tradizioni, enogastronomia e luoghi di grande fascino, dove l’artigianato resta protagonista. Si comincia a settembre per finire a dicembre.

 

(TurismoItaliaNews) Il primo ingrediente della Barbagia è il suo magnifico territorio: vallate, canyon e foreste incontaminate, con gli inebrianti profumi del corbezzolo, del mirto e della macchia mediterranea. Un emozionante trekking tra le querce secolari e sentieri avventurosi da esplorare con uno zaino in spalla. Un senso di libertà accompagna il nostro cammino nelle verdi montagne del cuore della Sardegna, il luogo ideale per escursioni indimenticabili. Si aggiunga un po’ di musica ascoltando le note allegre dei balli tradizionali, simbolo delle feste di ogni paese. Tra le vie dei borghi si respira un’aria di spensieratezza e le voci dei tenores, con i loro canti, affascinano i visitatori di tutte le età.

Bitti, Su Romanzesu

“Autunno in Barbagia” è promosso dalla Camera di commercio di Nuoro, con l'azienda speciale camerale Aspen e con il sostegno, tra gli altri, di Regione, Banco di Sardegna, Tiscali e dei principali vettori marittimi che collegano l'isola alla penisola. Da quest'anno c'è un potenziale ulteriore pubblico grazie alla connessione che la compagnia aerea Transavia assicura con l’Olanda. E i numeri attesi sono decisamente promettenti in base alle previsioni presentate dal presidente dell'ente camerale di Nuoro, Agostino Cicalò: 500mila presenze, giro d'affari di 10 milioni di euro, 32 paesi e 2.500 imprese coinvolte.

I luoghi. Si parte con tre tappe: Bitti il 7 e 8 settembre, Oliena il 14 e 15, Austis e Orani il 21 e 22. Si prosegue il 28 e 29 settembre a Dorgali, Sarule, Tonara, la patria del torrone. Poi ottobre con Gavoi, Lula e Meana Sardo e proseguendo con Lollove, Onanì, Orgosolo paese dei murales colorati e rivoluzionari. E ancora: Belví e Sorgono sono pronti ad accogliere gli ospiti il 19 e il 20, Aritzo e Ottana il 26 e il 27. Desulo e Mamoiada il primo novembre; Nuoro, la città di Grazia Deledda, e Tiana, danno appuntamento ai visitatori il 9 e il 10 novembre. Poi weekend ad Atzara, Olzai e Ovodda e a Ollolai (il paesino scelto da diverse famiglie olandesi per iniziare una nuova vita), Orotelli. Poi tra novembre e dicembre Gadoni, Oniferi, Teti. Si sale poi a Fonni, il paese più alto della Sardegna, e a Ortueri. Si chiude il 14 e 15 dicembre a Orune.

Dorgali, la Tomba dei Giganti

Tonara

“Nasce con le solite caratteristiche delle passate edizioni – ha sottolineato Cicalò - è un periodo fuori dalla stagione di picco, ma utilissimo per attirare i nostri visitatori. Siamo un elemento a supporto della promozione turistica della Sardegna, ma anche un fenomeno economico molto importante". "Una manifestazione che serve per destagionalizzare – ha aggiunto da parte sua l'assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa - è questo il valore aggiunto di Autunno in Sardegna". Un’iniziativa pensata anche per fronteggiare, come ha sottolineato il direttore generale del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese - lo spopolamento delle zone interne.

La proposta. La cultura è il vero ingrediente segreto: è conosciuto in tutto il mondo il carnevale barbaricino, un rito ancestrale, con le suggestive maschere lignee dai tratti un po’ grotteschi che si muovono al suono ritmato di campane e campanacci. In passato a queste maschere, proprie delle comunità dei pastori e dei contadini, veniva riconosciuto il potere di influire sulle sorti dell'annata agraria: per questo, malgrado l'aspetto impressionante, la loro visita era sempre gradita e accompagnata dall'offerta di cibo e bevande.

Orgosolo, il paese dei murales

Orgosolo, il paese dei murales

Orgosolo, il paese dei murales

In tanti paesi dell’Isola si possono ammirare i variopinti murales, testimoni dei momenti storici più significativi, vissuti con enfasi e partecipazione dalle popolazioni locali. Il percorso culturale si completa bussando alla porta della casa del Premio Nobel Grazia Deledda, capace di emozionare con i suoi racconti e le sue minuziose descrizioni di un territorio amato e rispettato. Non manca l’archeologia: i nuraghi, le tombe dei giganti e le fonti sacre. Si scopre la vita delle antiche civiltà con lunghe passeggiate in un viaggio senza tempo, tra le case delle fate avvolte nella leggenda. La ricetta si conclude a tavola, con la genuinità di una cucina sana e saporita. In Sardegna, la ricerca del benessere fisico e mentale è più semplice di quanto si possa immaginare, grazie ai prodotti della terra e ai piatti tipici da gustare sempre in compagnia. Estremamente variegata, la cucina sarda è stata arricchita nel tempo dagli scambi con le diverse culture del Mediterraneo e custodisce oggi un ricco e antico patrimonio di sapori. Ogni area dell’Isola vanta una tradizione propria: in Barbagia si può ritrovare la cucina di un tempo, fatta di cibi che raccontano un territorio caratterizzato da sempre dalla cultura agro-pastorale.

Formaggi freschi dal sapore delicato o stagionati dal gusto più deciso, sempre accompagnati dal pane fragrante, cotto nei tradizionali forni a legna. Un buon bicchiere di vino accompagna tutti i pasti ed è ancora più buono quando ad offrircelo è il padrone di casa. La rinomata ospitalità della Sardegna si vede anche e soprattutto dai piccoli gesti, autentici e sinceri. Macarrones, malloreddos e culurgiones: la pasta fresca dell’Isola ha nomi particolari, ma un gusto semplice capace di conquistare tutti i palati. Sapori unici, esaltati da un’antica arte culinaria, espressione di un’Isola con una lunga storia e salde tradizioni, come quelle che ritroviamo nella cottura delle ottime carni alla brace, nella scrupolosa preparazione dei salumi e delle conserve e negli squisiti dolci tipici, veri e propri capolavori artigianali che accompagnano i momenti più importanti. Un mondo di piaceri per il palato con i quali vive il popolo più longevo d’Europa.

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