Catalunya a passo lento, dai Pirenei al mare: i sentieri che cambiano il paesaggio a ogni tappa, trekking esperienza privilegiata

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Oltre 5.000 chilometri di grandi itinerari, percorsi costieri, circuiti d’alta quota e cammini fra monasteri e zone umide: dal tetto della Catalogna alle calette della Costa Brava, fino al Delta dell’Ebre, il trekking diventa una chiave privilegiata per leggere territorio, natura e storia

Camminare in Catalogna non è soltanto un’attività all’aria aperta. È quasi un rito capace di unire generazioni diverse e, soprattutto, uno dei modi più immediati per stabilire un rapporto profondo con il territorio. Basta allacciare gli scarponi per ritrovarsi lungo vie percorse nei secoli da pastori, contrabbandieri, monaci e mercanti, seguendo tracce che oggi compongono una rete escursionistica straordinariamente articolata.

 

(TurismoItaliaNews) Il paesaggio cambia continuamente. I giganti di pietra dei Pirenei, l’aria frizzante delle alte quote e i laghi glaciali lasciano progressivamente spazio alle scogliere mediterranee, alle pinete, ai fari, ai villaggi marinari e alle calette della Costa Brava. Più a sud il cammino diventa pianeggiante e attraversa risaie, dune e grandi zone umide. Con 12 parchi naturali e 144 spazi protetti, la Catalogna offre così un mosaico di possibilità per chi vuole esplorare a ritmo lento, senza necessariamente essere un escursionista esperto.

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Una rete di sentieri per ogni passo

L’organizzazione dei percorsi rende immediata la scelta dell'itinerario. I sentieri sono suddivisi in tre grandi categorie, riconoscibili attraverso la segnaletica internazionale dipinta su rocce, alberi e paletti di legno. I Gr, Gran Recorregut, sono identificati dalle strisce bianche e rosse e rappresentano i grandi cammini di oltre 50 chilometri, adatti soprattutto a viaggi di più giorni. La loro rete raggiunge complessivamente i 5.000 chilometri e comprende itinerari celebri come il Gr 92 lungo il Mediterraneo.

I Pr, Petit Recorregut, portano invece i colori bianco e giallo e hanno lunghezze comprese tra 10 e 50 chilometri: una dimensione adatta a escursioni giornaliere o a un fine settimana sui sentieri. Più raccolti sono gli Sl, Senders Locals, segnalati in bianco e verde. Restano sotto i 10 chilometri e privilegiano passeggiate rilassanti, anche per famiglie, alla scoperta di borghi, eremi e singole emergenze naturalistiche.

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Porta del Cel, sul tetto della Catalogna

Il nord cambia completamente prospettiva. Sui Pirenei il trekking acquista carattere alpino e i percorsi salgono verso rifugi d'alta quota, laghi glaciali e pietraie sospese. Al termine delle tappe, la dimensione più aspra della montagna lascia spazio alla convivialità dei rifugi, davanti a un piatto caldo di escudella, la tipica zuppa catalana, accompagnato da un bicchiere di vino rosso. Fra le esperienze più impegnative spicca La Porta del Cel, uno dei grandi circuiti d'alta quota. L'itinerario ad anello mette in collegamento il Parco Naturale dell'Alto Pireneo con il Parc Naturel Régional des Pyrénées Ariégeoises, in Francia, e consente di raggiungere la Pica d'Estats, che con i suoi 3.143 metri rappresenta la vetta più alta della Catalogna.

È un cammino destinato a escursionisti esperti e allenati: richiede diversi giorni, affronta dislivelli considerevoli e attraversa ambienti tipicamente d'alta montagna. Il periodo indicato va dalla fine di giugno a settembre, con il ritiro della neve e l'apertura dei rifugi gestiti.

Scarponi e costume lungo i Cammini di Ronda

Dal silenzio delle alte quote al rumore delle onde il cambio di scenario è radicale. Sulla costa catalana il trekking assume un carattere tutto mediterraneo e nello zaino, insieme all'attrezzatura da escursione, trova posto anche il costume da bagno. I Camins de Ronda, gli antichi Cammini di Ronda, nacquero come percorsi utilizzati dalle guardie costiere e dai doganieri per sorvegliare il litorale e contrastare il contrabbando. Oggi seguono le irregolarità della costa e regalano una successione di scogliere, insenature e calette.

Particolarmente suggestivo è il tratto attraverso il Parco Naturale di Cap de Creus, il punto più orientale della penisola iberica. Le rocce modellate dalla Tramontana assumono profili inconsueti, gli stessi scenari capaci di ispirare Salvador Dalí, e scendono verso piccole baie dall'acqua turchese, alcune raggiungibili soltanto a piedi. Non è necessario essere trekker d'alta montagna, anche se dislivelli e tratti sterrati richiedono un minimo di allenamento. L'inverno, con cielo limpido e Tramontana, può offrire panorami particolarmente nitidi e una costa molto più silenziosa.

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GR 92, il Mediterraneo diventa un lungo sentiero

Per chi vuole trasformare la costa in un vero viaggio a piedi c'è il GR 92, Sentiero del Mediterraneo. Parte da Portbou, al confine con la Francia, e procede verso sud lungo il litorale catalano fino alle dune del Delta dell'Ebre. Non è indispensabile affrontarlo integralmente. Anche una singola tappa permette di alternare pinete, fari solitari, panorami sul mare e piccoli villaggi di pescatori. È quindi un percorso particolarmente adatto a chi cerca località costiere lontane dai circuiti più affollati e vuole combinare cammino e scoperta dei centri marinari. Primavera e autunno sono i periodi più favorevoli: temperature miti, spiagge meno frequentate e la possibilità di concedersi anche un bagno durante la tappa trasformano il trekking in una vera esperienza mediterranea.

Delta dell'Ebre, camminare in orizzontale

Il trekking catalano non significa necessariamente conquistare una cima. Le grandi pianure costiere raccontano un'altra dimensione del viaggio a piedi, fatta di orizzonti aperti, acqua e osservazione della fauna. All'estremità meridionale della Catalogna, l'incontro tra il fiume Ebro e il Mediterraneo dà forma a una delle zone umide più importanti del bacino. Nel Parco Naturale del Delta dell'Ebre si cammina senza grandi dislivelli, attraversando dune di sabbia finissima, risaie dai colori mutevoli e spiagge selvagge battute dal vento, fra le quali la platja del Trabucador. È un territorio indicato per chi predilige i paesaggi acquatici e le lunghe distanze visive. Durante l'inverno diventa inoltre una meta particolarmente interessante per il birdwatching.

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Aiguamolls de l'Empordà, il trekking incontra gli uccelli migratori

A nord, il Parco Naturale dels Aiguamolls de l'Empordà mostra un volto ancora diverso della Costa Brava. Qui la rete escursionistica è composta da sentieri pianeggianti e passerelle di legno, con capanni predisposti per l'osservazione degli uccelli. Paludi, prati allagati e boschi accompagnano passeggiate alla portata anche delle famiglie. Fenicotteri rosa e cicogne fanno parte dell'avifauna che si può osservare nella riserva, trasformando il cammino in un'esperienza naturalistica più contemplativa. L'autunno è indicato come uno dei momenti migliori per apprezzarne la tranquillità.

GR 175, tre monasteri lungo la Ruta del Cister

Nell'entroterra il sentiero diventa anche un filo fra storia medievale, spiritualità e paesaggio rurale. La Ruta del Cister, identificata come GR 175, è un itinerario ad anello che collega i tre grandi monasteri cistercensi catalani: Santes Creus, Vallbona de les Monges e Poblet, quest'ultimo dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Vigneti, uliveti e foreste di querce accompagnano il cammino fra le grandi architetture monastiche. L'esperienza può comprendere soste e momenti di raccoglimento accanto alle antiche mura di pietra, componendo un viaggio adatto soprattutto a chi associa il trekking al turismo culturale e a una forma di scoperta lenta.

I periodi consigliati sono marzo-maggio e settembre-novembre, mesi che consentono di percorrere l'itinerario a piedi o in bicicletta evitando il caldo più intenso dell'entroterra.

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Estels del Sud, cinque tappe sotto le stelle

Ancora più a sud, il Parco Naturale di Els Ports cambia nuovamente il paesaggio. La montagna diventa aspra, calcarea, selvaggia. L'itinerario Estels del Sud attraversa questo ambiente con un circuito articolato in cinque tappe e collega altrettanti rifugi. È una proposta per chi cerca soprattutto silenzio, natura e distanza dai percorsi turistici più frequentati. La fauna selvatica e le notti stellate diventano parte integrante dell'esperienza. L'autunno offre condizioni climatiche favorevoli per affrontare il circuito con maggiore tranquillità.

Anche il Cammino di Santiago parte dalla Catalogna

La Catalogna possiede infine una propria porta d'ingresso verso uno dei pellegrinaggi più celebri d'Europa. La sezione catalana del Cammino di Santiago mette insieme spiritualità, architettura e una sorprendente successione di ambienti. Il percorso parte dal monastero medievale di Sant Pere de Rodes, affacciato sul mare della Costa Brava, raggiunge il monastero di Montserrat, arroccato fra le caratteristiche formazioni rocciose, e attraversa poi le pianure della provincia di Lleida, passando anche per la Seu Vella, la cattedrale cittadina.

È forse uno degli itinerari che meglio sintetizzano la varietà catalana: dalle scogliere mediterranee alle montagne dell'entroterra, fino alle pianure, lo scenario cambia tappa dopo tappa. Primavera e autunno rappresentano le stagioni più indicate, evitando sia il caldo estivo delle pianure di Lleida sia le temperature invernali delle aree montuose. Dalla Pica d'Estats a 3.143 metri fino alla sabbia del Mediterraneo, il filo conduttore resta il passo del camminatore. La Catalogna consente di scegliere distanze, difficoltà e ambienti profondamente diversi, passando dall'alta montagna ai monasteri, dalle scogliere alle zone umide. Una geografia che non si limita a fare da sfondo al trekking: è il cammino stesso a raccontarla, chilometro dopo chilometro.

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