L’Antico Porto di Classe si rimette in mostra: aperto il sito archeologico multimediale che racconta la storia
Angelo Benedetti, Classe / Ravenna
E’ stato per diversi secoli uno degli scali più prestigiosi del mondo romano e bizantino. L’Antico Porto di Classe torna a vivere grazie alla musealizzazione e all’apertura del sito archeologico che restituisce al grande pubblico la fruizione di un luogo che ha contribuito a scrivere la Storia. L’uso di apparati multimediali rende ancor più avvincente la sua scoperta.
(TurismoItaliaNews) Oggi il mare si trova ad una decina di chilometri di distanza e ciò rende subito evidente come nel corso dei secoli l’assetto idrogeologico del territorio sia notevolmente cambiato, con i sedimenti trasportati dai fiumi che hanno interrato le lagune. Siamo a Classe, a due passi da Ravenna: in età romana la riva del mare distava poche centinaia di metri e nel VI secolo dopo Cristo il punto in cui si trova l’ingresso del parco archeologico corrispondeva a un isolotto che divideva in due la bocca di porto da cui le imbarcazioni accedevano alle lagune interne. “Sulla riva opposta, più avanti – introduce il primo pannello informativo che si incontra lungo il percorso - avreste scorto la diga foranea che proteggeva l'imboccatura del canale e il grande faro, che per imponenza era paragonato a quello di Alessandria. Sull'isola sorgevano vari edifici. I pochi resti venuti in luce non hanno permesso di precisarne la funzione. Erano fiancheggiati dalla strada, ad uso prevalentemente pedonale: sul lastricato mancano i caratteristici solchi di usura lasciati dalle ruote dei carri”.
E’ quanto basta per rendersi conto che l’antico porto di Classe ha avuto un suo ruolo strategico in passato, di certo uno degli scali più prestigiosi: qui Ottaviano Augusto, verso la fine del I secolo avanti Cristo fece costruire gli imponenti moli foranei che consentivano alle navi l’accesso dal mare e fece insediare la flotta imperiale a controllo dell’intero Mediterraneo orientale. Nel corso del V secolo, con Ravenna capitale (dal 402), Classe diventò un’importante civitas e non più solo un porto, assumendo una funzione fondamentale come sbocco commerciale oltre che come baluardo militare verso il mare. Proprio al V secolo - l’epoca d’oro di Ravenna capitale e di Classe - risale l’impianto generale delle strade e degli edifici che sono al centro del progetto di musealizzazione a cielo aperto dell’Antico Porto, ossia la fase portuale databile al periodo tardo antico e bizantino, che renderà evidente la dimensione e il contesto di quello che all’epoca era un grande porto commerciale, un porto al centro di traffici rilevantissimi con l’Africa e, in particolare dopo il 540, con l’Oriente.
I visitatori possono ammirare quindi la ricostruzione di una grande infrastruttura portuale, cioè i magazzini, i collegamenti che conducevano dalle banchine all’isola al centro del canale portuale, la strada basolata dalla quale partivano i carri con le merci verso la città di Ravenna. Il sito archeologico è evocativo non solo della dimensione dei traffici commerciali, ma anche della dimensione cosmopolita della città di Classe. In dettaglio il percorso inizia dal Centro Visite, che ospita al suo interno “l'arena” in cui il visitatore può assistere all'introduzione al sito archeologico con l'utilizzo di apparati multimediali. Lungo l'itinerario, sviluppato intorno ai magazzini portuali e alla strada basolata, sono installate "lastre prospettiche" realizzate in vetro che mostrano ricostruzioni di elementi architettonici non più presenti, sovrapponendosi con il panorama retrostante e restituendo la vista del complesso come doveva essere a suo tempo.
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“Con questo nuovo grande progetto, realizzato da RavennAntica d’intesa con il Comune di Ravenna, l’Amministrazione provinciale, l’Università di Bologna, la Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna, la Fondazione Flaminia e con il fondamentale sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che ha fatto di questo progetto un progetto speciale, e di Arcus – ha sottolineato Elsa Signorino, presidente di RavennAntica - continua la missione di RavennAntica di fare rivivere il patrimonio di una capitale del mondo antico, nel quadro di un impegno più ampio di tutta la comunità locale per recuperare, mettere in valore e rendere fruibile al pubblico il grande patrimonio archeologico della Ravenna romana e bizantina e più in generale del territorio”
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Gli scavi peraltro hanno riservato non poche sorprese: l’edificio identificato con il numero 14, il cui portico si affacciava sul canale, era un magazzino in cui venivano stoccate le merci in transito, che passavano dalle navi ai carri e viceversa. All'interno, in una piccola fornace sono state trovate consistenti tracce di mercurio e grumi di colore rosso; gli esperti ritengono vi venisse arrostito il cinabro, minerale da cui si ricavava in questo modo un pregiato colorante rosso vermiglio. Qui sono stati trovati anche un piatto e 7 cucchiai d'argento finemente decorati, sepolti in un contenitore ligneo con altri oggetti che non si sono conservati (tessuti, libri?). Furono nascosti in un momento di pericolo, intorno all'VIII - IX secolo d.C., quando il magazzino era oramai in rovina. Le decorazioni incise sugli oggetti (croci, colombe) fanno pensare che provenissero da ambienti ecclesiastici.
“Nel corso della lunga storia del sobborgo di Classe – spiegano gli archeologi - case, magazzini, strutture portuali e artigianali, si sono sovrapposte le une alle altre, generando una complessa stratificazione archeologica. Per portare in luce il tessuto urbano della città del VI secolo d.C. si sono dovuti asportare strati archeologici più recenti, che contenevano resti di abitazioni, laboratori e capanni del VII, VIII e IX secolo d.C., oltre a numerose sepolture sparse o raggruppate all'interno di alcuni magazzini dismessi. Per conservare e offrire alla visita i magazzini e le strade di quel periodo, si è dovuto rinunciare a esporre edifici e infrastrutture più antiche. Grazie a limitati approfondimenti di scavo, oggi ricoperti, sappiamo che appena più in basso si celano gli ambienti di una villa del I-III secolo d.C. con pavimenti a mosaico e in cotto e banchine portuali del I secolo d.C.”
L’apertura al pubblico del sito dell’antico porto, curata dall’équipe di professionisti guidata dall’architetto Daniela Baldeschi, decolla anche il Parco Archeologico di Classe, sviluppato intorno alla grande Basilica di Sant’Apollinare in Classe, in procinto di arricchirsi con il Museo della Città e del Territorio, ricavato nell’ex zuccherificio di Classe e, successivamente, con gli scavi della Basilica di San Severo.
Gli altri luoghi della Storia da non perdere a RavennaTAMO - Tutta l'Avventura del Mosaico è un museo innovativo, versatile e multiforme che racconta l'affascinante storia dell'arte musiva, antica e contemporanea, con l'ausilio di allestimenti interattivi e soluzioni tecnologiche avanzate. Presenta anche la sezione Mosaici tra Inferno e Paradiso, dedicata ai mosaici a tema dantesco di grandi autori del Novecento italiano. La Domus dei Tappeti di Pietra è uno dei maggiori siti archeologici scoperti in Italia negli ultimi anni, premio Bell'Italia 2004. Dalla chiesa di Sant'Eufemia si accede ad una sala sotterranea che conserva oltre quattrocento metri quadrati di mosaici policromi e marmi con elementi geometrici, floreali e figurativi che decoravano le superfici delle quattordici sale di un grande palazzo bizantino del V-VI secolo d.C. Alla Cripta Rasponi e ai Giardini Pensili del Palazzo della Provincia è possibile ammirare il pavimento musivo del VI secolo proveniente, probabilmente, dalla chiesa di San Severo a Classe e gli splendidi giardini affacciati su Piazza San Francesco. Dal 10 ottobre il sito ospita l'esposizione dei mosaici dedicati alle Quattro Stagioni, realizzate nell'ambito della rassegna Mosaici Contemporanei in Antichi Contesti. |

Le vie di Classe inizialmente erano pavimentate con terra battuta e macerie sminuzzate. Con lo sviluppo urbanistico del porto, intorno al V secolo d.C., furono lastricate con blocchi di trachite, una pietra compatta proveniente dalle cave dei colli Euganei, in provincia di Padova. Ai lati della carreggiata correvano marciapiedi rialzati orlati da pietre infisse in verticale e a tratti coperti dai porticati dei magazzini antistanti. Le acque piovane confluivano attraverso basoli forati in canalette di scolo sotterranee che servivano anche gli edifici. Le comunicazioni ad ampio raggio erano garantite dalla via Popilia, costruita già nel 132 a.C. per volere del console Publio Popilio Lenate, che collegava Ariminium (Rimini) a Hatria (Adria) passando per Classe e Ravenna.
Per saperne di più
Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica
Via Gordini, 27 – 48121 Ravenna
tel. +39 0544 - 36136







