Castelli e fortezze: sul confine tra Portogallo e Spagna un intricato sistema difensivo, patrimonio architettonico e paesaggistico
Eugenio Serlupini, Lisbona / Portogallo
“De Espanha nem guerra, nem bom vento, nem bom casamento”, ovvero “Dalla Spagna né guerra, né buon vento, né buon matrimonio”. E’ uno dei tanti proverbi popolari che nel corso dei secoli in Portogallo hanno voluto sottolineare la robustezza delle fortezze costruite lungo il confine tra i due regni. Un intricato sistema difensivo lungo il confine luso-spagnolo che oggi rappresenta un patrimonio non solo architettonico, ma anche paesaggistico. Come la fortezza-baluardo di Valença do Minho, l'eroico castello di Miranda do Douro o come il castello e la fortezza di Marvão. Uno spettacolo da vedere.
(TurismoItaliaNews) La difesa dei confini nazionali è sempre stata un’esigenza al primo posto. Soprattutto nel passato, quando invasioni e scorrerie praticamente erano all’ordine del giorno. Non di meno per il Portogallo, regno potente e strategico, porta del Mediterraneo e avamposto sull’oceano, punto di partenza privilegiato per commerci ed esplorazioni. E’ stato in questo contesto che Lisbona ha saputo sviluppare nel tempo un complesso sistema difensivo lungo il confine con la Spagna, punteggiato sulle cime delle colline da innumerevoli castelli, torri, torri di guardia, roccaforti e chiese fortificate, oltre a forti e fortezze, pensati per rafforzare la strategia difensiva della nazione e dei suoi centri urbani. E che oggi rappresentano una formidabile attrazione turistica, dato che alcune strutture sono a dir poco spettacolari.
“Le cinque linee geografiche di penetrazione degli eserciti invasori, vale a dire Valença do Minho, Brecha de Chaves, Ribacoa, Zebreira e Alentejo, sono state presidiate, nel corso dei secoli, da castelli e fortezze, che hanno definito e caratterizzato l'umanizzazione del paesaggio – spiega Augusto Moutinho Borges della Commissione per la Storia Militare presso il ministero della Difesa e membro dell'Accademia portoghese della Storia presso il ministero della Cultura del Portogallo - gli insediamenti erano costituiti da recinti murati, inizialmente di carattere medievale, e dal 1640 da architetture militari fortificate. Erano supportati da una complessa rete predefinita, con una serie di elementi architettonici ed infrastrutturali che consentivano gli spostamenti tra i villaggi, come ponti e pontili, acquedotti per l’approvvigionamento idrico e, nelle cittadelle, strutture militari come caserme, oltre a vari componenti per la protezione e l’affermazione del potere civile”. Nella loro complessità difensiva, i castelli e le fortezze hanno comportato interazioni sociali ed economiche tra vita militare, civile e religiosa, e soprattutto fatto fronte a cicli di invasioni che, per secoli, sono arrivate sempre dal confine luso-spagnolo, dando origine proprio a proverbi come “Dalla Spagna, né guerra, né buon vento, né buon matrimonio”.
La valorizzazione di questi luoghi di grande fascino rappresenta per il Portogallo una carta da giocare a favore del turismo, come dimostra la serie di francobolli, in distribuzione dal 23 febbraio, dedicati a castelli e fortezze di frontiera. “Un sistema di difesa militare che i nostri antenati – aggiunge Augusto Moutinho Borges – hanno sviluppato sulla linea di confine con la Spagna, definita come un segno di separazione tra i due regni iberici. Grazie all’abilità pittorica dell’artista Marín García e alle fotografie di Adelaide Nabais, Augusto Moutinho Borges, Fátima Loureiro e Luís Chaves, i dentelli postali mostrano sette castelli e fortezze che ci conducono in un percorso storico lungo il confine, dove possiamo vagare tra iconici simboli dell’identità militare portoghese”.
La scelta è caduta sulla fortezza baluardo di Valença do Minho, sull’imponente castello e palazzo di Bragança, protetto da una cittadella compatta; sull'eroico castello di Miranda do Douro, con le allegorie estetiche della cattedrale e la leggenda del Bambino Gesù di Cartolinha; sulla fortezza di Almeida a Ribacoa, evocata nella storia militare con il grido di battaglia “Anima ad Almeida e da Almeida d’ora in poi sempre anima”, che riflette la lotta e la resistenza del popolo contro gli invasori fisici e ideologici; e poi il castello e la fortezza di Marvão, che proteggono il centro della regione in una perfetta combinazione di architettura medievale e paesaggio; la fortezza del castello con un fantastico sistema di forti presso la maestosa Praça de Elvas; e l’antico castello templare con mura fortificate a Castro Marim.
“Ci sono più castelli e fortezze di confine di quelli che siamo in grado di mostrare su questi francobolli – sottolinea Augusto Moutinho Borges - ma quelli selezionati sono rappresentativi dell'architettura militare in Portogallo e riflettono gli sforzi compiuti attraverso la guerra e dai militari per proteggere il Paese. Sono un'eredità che oggi è diventata un punto di riferimento prezioso nella nostra storia militare, alla quale la storia portoghese nel suo insieme è intimamente legata. Negli anni si sono sviluppate pratiche per evocare la storia di ogni fortificazione che, come rete, sono fondamentali per identificare l’ascendenza portoghese, esaltando i nostri predecessori, in modo che la memoria storica possa intrecciarsi con la memoria futura. Eredità fondamentali per noi per affermare l'identità del Portogallo oltre i suoi confini”.
