Cinque lupi, un’aquila gigante, la grande strega e originali panche panoramiche: al Buffaure in Val di Fassa si scia tra opere di landart

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Non solo uno dei più bei panorami al mondo, con vista a 360° gradi su Catinaccio, Marmolada, Sassolungo e Sassopiatto, ma anche palcoscenico per alcune spettacolari opere di landart, firmate dall’artista trentino Franz Avancini. C’è veramente l’imbarazzo della scelta per lasciarsi incantare dalla bellezza al Buffaure, area sciistica raggiungibile dall’abitato di Pozza di Fassa (Comune di Sen Jàn), nel cuore della valle ladina, aperta fino al 1° aprile e già innevata.

 

(TurismoItaliNews) Come il branco di cinque lupi, alti due metri e lunghi sei, che accolgono gli sciatori fin dal loro arrivo in telecabina. O la bregostana, strega delle leggende ladine, che troneggia sopra il campo scuola mentre armeggia con il suo grande pentolone in cui grandi e piccoli possono entrare per divertenti scatti. A metà della pista Col de Valvacin, proprio fuori dal rifugio Baita Cuz, si staglia un’aquila con dodici metri di apertura alare realizzati con 220 tavole di larice e gli artigli pronti a rapire i più distratti. E poi ancora una serie di sedute panoramiche: da quella con ali di farfalla a quella con le ali di libellula, fino alle cinque sdraio giganti innevate all’arrivo della seggiovia Buffaure di sopra, dove concedersi un momento di puro relax ammirando il panorama.

Cinque lupi, un’aquila gigante, la grande strega e originali panche panoramiche: al Buffaure in Val di Fassa si scia tra opere di landart

Cinque lupi, un’aquila gigante, la grande strega e originali panche panoramiche: al Buffaure in Val di Fassa si scia tra opere di landart

La skiarea, parte dello Skitour Panorama e porta d’accesso al circuito Sellaronda, è particolarmente apprezzata dalle famiglie. Merito anche del campo scuola in quota, fruibile liberamente o nei corsi di sci organizzati. Dotato di tre tapis roulant di varie lunghezze, presenta piccole discese per imparare a prendere confidenza sulla neve ed è attrezzato con giochi, porte da slalom morbide e sagomate e due casette riscaldate per il ristoro. E per iniziare ad allenarsi in pista, da qui parte l’azzurra Salvan, dedicata al mitico personaggio barbuto delle leggende ladine, che completa un tracciato fatto di divertenti rosse e dalla competitiva Vulcano, dedicata ai più esperti, che conduce a valle in alternativa alla telecabina di ritorno. Senza considerare la Aloch, la pista sede di competizioni internazionali dove si allenano i campioni, aperta al pubblico il mercoledì e venerdì in notturna.

Diversi i rifugi in quota: dal Rifugio Buffaure, vicinissimo all’arrivo della telecabina, a El Zedron, nel punto più alto della skiarea, a 2.354 metri, fino a Baita Cuz, a metà della discesa Col de Valvacin, dotato anche di stanze e suite per chi vuole svegliarsi direttamente in pista. E poi il nuovissimo La Bolp, con le grandi vetrate per ammirare Catinaccio, Cima 11 e Cima 12, e una terrazza esterna panoramica, sempre al sole, con vista strategica anche sul campo scuola. Il parcheggio a valle è gratuito e a fianco della partenza della telecabina è presente un deposito per sci e scarponi riscaldato: il modo migliore per iniziare la giornata con il piede giusto.

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