“Le Crèateur du monument de Marengo”, la ricerca di Gianluca Ivaldi per saperne di più sulla Villa e su Giovanni Antonio Delavo

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E’ a Villa Delavo, oggi Marengo Museum, che si racconta la storia della Battaglia che proprio qui, a due passi da Alessandria, si è consumata il 14 giugno 1800. Una storia raccontata in tutte le sue sfaccettature, perché questo contenitore è nato con l’idea precisa di celebrare la grandezza napoleonica.
Quella di Marengo è stata una delle più cruenti battaglie che hanno cambiato il corso della Storia, con lo scontro tra le truppe francesi guidate dal Primo console Napoleone Bonaparte, e l’esercito austriaco, comandato dal generale Michael von Melas. Per approfondire la storia di Villa Delavo, c’è il volume “Le Crèateur du monument de Marengo”, scritto da Gianluca Ivaldi per la Collona “Le Violette dell’Imperatore”.

 

(TurismoItaliaNews) Giovanni Antonio Delavo, figlio quarantenne del “ferrurier” Giuseppe e di Angelica Barozzi, a partire dalla prima metà degli anni ’40 del XIX secolo cominciò a lavorare per la realizzazione di questo monumento incentrato su Napoleone Bonaparte. L’imminenza del cinquantesimo anniversario della Battaglia e la particolare congiuntura politica, polarizzarono l’attenzione verso il piccolo borgo dell’alessandrino; rielaborarne la storia, sia quella più recente, che quella più antica, poteva offrire alle ambizioni di casa Savoia un potente elemento propagandistico nell’ambito della propria politica estera.

Il Marengo Museum

Il Marengo Museum

“Per realizzare questa ricerca – spiega Gianluca Ivaldi nell’introduzione del libro – si è fatto largo uso delle fonti dirette, in particolare quelle notarili, grazie alle quali si sono potute delineare le strategie economiche di Delavo e, al contempo, porre in luce i rapporti che, anche in funzione delle transazioni immobiliari, gli permisero di ottenere importanti contatti con figure di spicco del panorama politico locale e sovra-locale. Il ricorso ad altre fonti, quelle censuali, cronachistiche e bibliografiche, ha permesso, attraverso un confronto incrociato, di far emergere altri spunti di riflessione”.

A partire dal 1842 scrittori, romanzieri, geografi e vedutisti come Pietro Oliva, Goffredo Casalis, Francesco Viganò e Clemente Rovere si occuparono di Marengo. Giovanni Delavo acquistò terreni e fabbricati da Giovanni Antonio Taverna il 5 novembre del 1844 dopo essere stato impegnato per l’intero anno in una serie considerevole di atti di vendita grazie ai quali poté disporre della liquidità necessaria. Le opere di ristrutturazione iniziarono tra la fine del 1845 ed il primo quarto dell’anno seguente e terminarono in occasione della grande festa di inaugurazione del 14 giugno 1847 alla quale parteciparono dalle ottomila alle diecimila persone. Per le decorazioni prospettiche esterne Delavo chiamò il maestro lombardo Gabetta, mentre agli interni lavorarono Paolo Maggi e, secondo A. Valle, il pittore lomellino Sperati. A Francesco Mensi fu commissionato il grande dipinto con l’Apoteosi di Napoleone I di cui oggi rimane solo il disegno preparatorio. Benedetto Cacciatori, artista legato a casa Savoia, realizzò la statua di Bonaparte posta nel cortile d’onore del palazzo. In seguito, dopo i fasti dell’inaugurazione, le fortune economiche di Delavo cessarono e questi non poté mantenere la proprietà della villa solamente fino al settembre del 1857 quando la vendita all’incanto, promossa da Israel Levi Deveali, fu vinta dai fratelli Cataldi di Genova.

Il libro è disponibile presso la biglietteria del Marengo Museum.

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