Guida alla Birre d'Italia di Slow Food: 511 realtà tra produttori di birra e di sidro, recensite 2.767 etichette

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Uno strumento indispensabile per conoscere e amare il mondo della birra artigianale e del sidro. La nuova Guida alle Birre d'Italia racconta 511 realtà - tra produttori di birra e di sidro - e recensisce 2.767 etichette. Segnalati 785 locali dove è possibile bere o acquistare birra artigianale italiana. Sono 9 i premi speciali ai migliori birrifici e locali del Belpaese.

 

(TurismoItaliaNews) La mission è far conoscere storie di birre, produttrici e produttori che rendono il settore della birra artigianale vivo, in continua crescita, nel rispetto del legame tra territorio e qualità. E' la nuova Guida alle Birre d'Italia di Slow Food. Ben 101 collaboratori e collaboratrici, esperti di birra, ma soprattutto appassionati conoscitori del proprio territorio, hanno visitato i birrifici di tutta Italia e assaggiato le loro birre per poi selezionare quelli che vale la pena raccontare. Un prodotto editoriale unico che presenta aziende ed etichette attraverso schede dettagliate ma di semplice lettura, grazie alle quali è possibile cogliere lo scenario contemporaneo della birra italiana e i migliori interpreti per un settore in costante miglioramento, con prodotti di qualità e novità che vanno oltre la moda.

“La Guida alle Birre - evidenzia Luca Giaccone, curatore della pubblicazione insieme a Eugenio Signoroni - è nata nel 2008, quando in Italia i birrifici erano 232. Oggi sono più di mille e in tutti questi anni, con cadenza biennale, la guida di Slow Food ha raccontato l'evoluzione di questo affascinante movimento, con un certosino lavoro di visite, assaggi e confronto con i birrai. Un lavoro collettivo, possibile grazie a una squadra di collaboratori, presenti in tutta la penisola”. “Ma non solo - prosegue Giaccone - una vera e propria guida nella guida è la selezione di quasi 800 indirizzi dove comprare, bere e abbinare le birre col cibo, mentre con la novità del riconoscimento ai locali golosi, la guida segnala coloro che dedicano una particolare attenzione all'offerta gastronomica. All'esordio il premio Filiera, assegnato a quei birrifici che investono con convinzione sull'autoproduzione delle materie prime”.

Filiera, ecco la parola magica della guida di quest'ann:: “Costruire un legame con il territorio - sottolinea Eugenio Signoroni - è stato, sin dall'inizio del movimento della birra artigianale, uno degli obiettivi fondamentali dei suoi protagonisti. Se all'inizio a essere impiegati sono stati soprattutto ingredienti molto caratterizzanti ma, per così dire, eccentrici rispetto alla ricetta base della birra, quali frutta, spezie, fiori e cereali non maltati, negli ultimi anni lo sforzo di un gruppo sempre maggiore di produttori è stato quello di investire risorse nella produzione, nella trasformazione e nell'impiego di orzo e luppolo, coltivati in Italia o in proprio. Per questo con l'edizione 2025 della Guida ci è parso necessario concentrare la nostra osservazione su questo tema, introducendo il nuovo premio Filiera e raccontando ancora più in profondità questa nuova interessante tendenza, che può avere significative ripercussioni anche sul settore agricolo del nostro Paese”.

Come per ogni edizione, non mancano i riconoscimenti assegnati dai curatori della guida: 49 le Chiocciole (i migliori birrifici d'Italia, secondo la Guida), 101 con l'Eccellenza (i birrifici che esprimono un'elevata qualità media su tutta la produzione) e 43 con il premio Filiera (realtà che si dedicano con particolare attenzione alla produzione diretta delle materie prime), novità di questa edizione. Del totale delle birre recensite, ben 779 etichette sono state premiate. Per quanto riguarda i sidri ci sono 3 Chiocciole, 4 Eccellenze e 5 premi Filiera.

Premio Miglior Novità al birrificio Nama di Treviglio (Bg): il birrificio di Mattia Bonardi e di Stefano Angeretti in pochi anni si è affermato come uno dei più interessanti della scena brassicola lombarda con uno stile netto e ben riconoscibile.

Premio Costanza al birrificio del Forte di Pietrasanta (Lu): il birrificio di Francesco Mancini ha costruito la sua fama proprio sulla capacità di essere creativo e costante insieme. Birre cesellate produzione dopo produzione alla ricerca di una precisione che le renda un approdo sicuro di puro piacere.

Premio Filiera italiana al birrificio Serrocroce di Monteverde (Av): Vito Pagnotta è prima di tutto un contadino. Il suo progetto birrario è antico e contemporaneo insieme. Fare birra è una conseguenza e un'esigenza, un fatto culturale e colturale, un modo di raccontare davvero il proprio territorio e di valorizzarlo.

Premio Miglior progetto di cantina al birrificio Siemàn di Villaga (Vi): Siemàn è un progetto unico nel panorama nazionale, un po' cantina e un po' birrificio, con birre che guardano al mondo dell'agricoltura, delle botti e del vino con naturalezza e spontaneità, senza alcuna forzatura o ricerca dello stupore.

Premio Migliore offerta culinaria alla Vecchia Osteria di Marotta (Pu): Vecchia Osteria è un luogo dove andare a mangiare bene oltre che a bere bene. E le due esperienze sono in continuo dialogo, grazie a una capacità innata da parte di Simone Massi e di tutto il suo staff di suggerire sempre il migliore abbinamento possibile e di aprire a nuove esperienze inedite.

Premio Miglior publican al Bluebeat di Lecce: da oltre dieci anni solo birra senza cucina, un posto unico capace di creare aggregazione, di fare cultura. Un punto di riferimento dove si organizzano festival pazzeschi, dove i birrai sono innanzitutto amici e dove si pratica una rotazione continua. L'unico pub in Puglia capace di essere solo pub nel senso più puro del termine: birra e convivialità.

Premio Migliore selezione di birre in bottiglia alla Brasserie Arnage di Cesena: un locale che oltre ad avere una straordinaria selezione di bottiglie ha saputo usarla per raccogliere fondi a sostegno dei colleghi più in difficoltà dopo i duri giorni dell'alluvione.

Premio Migliore selezione di birre alla spina ad Archea Brewery di Firenze: una selezione ampia che guarda con la stessa attenzione a passato, presente e futuro. Un pub nel quale l'attenzione al servizio è assoluta e che riesce a far conoscere l'Italia e il mondo da un bancone.

Miglior Progetto Sidro a Floribunda, Salorno (Bz): fa famiglia Egger sin dagli anni Ottanta è stata pioniera della fermentazione delle mele dedicandosi, con rispetto ma anche con una rara capacità di sperimentazione, a una bevanda tanto antica quanto contemporanea quale è il sidro. Una bella storia di rispetto per la terra e sguardo proiettato verso il futuro.

La guida
Per raggiungere un pubblico sempre più ampio - non solo la vasta schiera di amanti del mondo birra, ma anche chi si vuole avvicinare a questo settore, interessante, affascinante e, per certi versi, misterioso - la Guida offre una serie di informazioni esaustive ma immediate. Una guida nello stesso tempo tecnica e divulgativa. “Non va dimenticato – sottolineano i curatori - che fare birre è qualcosa di molto più complesso. Pur partendo dalle materie prime della terra, va molto oltre, abbracciando temi di sensibilità, creatività, cultura che variano da territorio a territorio e da birraio a birraio. Crediamo che l'Italia sia un Paese molto fortunato, anche da un punto di vista birrario”. La guida prosegue il cammino iniziato nell'edizione scorsa alla scoperta del sidro, al quale dedica una sezione, a conferma che sia il mercato sia la cultura e l'attenzione dedicata ai fermentati di mela in Italia è in grande crescita. Una sezione importante che testimonia la capacità della guida di intercettare e valorizzare fenomeni legati alle bevande fermentate con grande lungimiranza, prodotti che possono essere espressione di una nuova agricoltura e sviluppo professionale, come è successo anni fa con la birra.

Curiosità della nuova edizione
La regione con più birrifici in guida è la Lombardia (68 birrifici artigianali). Piemonte e Trentino - Alto Adige guidano la classifica delle regioni con più produttori di sidro. La regione con più locali in guida è la Lombardia (87) seguita da Piemonte (81) e Toscana (80). 7 sono le birre analcoliche in guida (< 1% vol.) La birra in guida con la gradazione più alta ha 16% vol. quella con la gradazione più bassa ne ha 0,5%. 1897 sono le birre ad alta fermentazione.

 

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