Le meraviglie dell'India: il Taj Mahal, una leggenda d’amore raccontata da Paolo Pretelli di Apatam Viaggi

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E’ un vero e proprio simbolo della ricca storia dell’India e si ritiene sia il più grande monumento al mondo dedicato all’amore. Questo mausoleo di marmo bianco, costruito sulle sponde meridionali del fiume Yamuna, presso la città di Agra, ha finito col diventare il simbolo dell’India nel mondo, come il Colosseo per l’Italia, il Big Ben di Londra per il Regno Unito o la Torre Eiffel di Parigi per la Francia. Ma perche è stato realizzato? E quali emozioni suscita quando ci si trova di fronte. Ce lo racconta Paolo Pretelli, gran patron di Apatam Viaggi.

 

(TurismoItaliaNews) Simbolo indiscusso dell’India, è uno di queli luoghi che nella vita si devono assolutamente vedere. Siamo nel Rajasthan, lo Stato più grande dell'India, territorio dal quale normalmente si parte per un primo approccio con questo straordinario subcontinente. La capitale, nonché la città più grande, è Jaipur, nella parte orientale, mentre Agra - capitale dell'Impero Moghul dal XVI al XVIII secolo – è famosa per le rovine della fortezza di arenaria rossa costruita dagli imperatori mughal e, soprattutto, per il Taj Mahal.

Le meraviglie dell'India: il Taj Mahal, una leggenda d’amore raccontata da Paolo Pretelli di Apatam Viaggi

Paolo Pretelli, Apatam Viaggi“La sua costruzione fu commissionata dal quinto imperatore moghul Shah Jahan per ospitare la tomba della terza moglie, Mumtaz Mahal – spiega Paolo Pretelli, numero uno del tour operator Apatam Viaggi di Urbino - i lavori di costruzione iniziarono intorno al 1632 e ci vollero due decenni per vederlo realizzato. Il capo architetto era probabilmente Ustad Ahmad Lahouri, un indiano di origine persiana a cui in seguito sarebbe stato attribuito il merito di aver progettato il Forte Rosso a Delhi. Il mausoleo è costruito in marmo bianco intarsiato con pietre semi-preziose (tra cui giada, cristallo, lapislazzuli, ametista e turchese) che formano intricati disegni in una tecnica nota come pietra dura. La cupola centrale raggiunge un’altezza di 73 metri ed è circondata da quattro cupole più piccole con quattro torri sottili, o minareti, a presidiare gli angoli. All’interno del monumento, si trova una camera in marmo ottagonale, adornata con intagli e pietre semipreziose, che ospitava il cenotafio, o falsa tomba, di Mumtaz Mahal. Il vero sarcofago che conteneva i suoi resti reali si trova sotto, a livello del giardino”.

Il resto del complesso del Taj Mahal comprende una porta principale di arenaria rossa e un giardino quadrato suddiviso in quarti da lunghe pozze d’acqua; una moschea di arenaria rossa e un edificio identico chiamato jawab (o “specchio”) di fronte la moschea. “In tutto, più di 20.000 lavoratori provenienti dall’India, dalla Persia, dall’Europa e dall’Impero ottomano, furono portati a costruire il complesso del mausoleo, insieme a circa 1.000 elefanti – sottolinea Pretelli - nonostante la manodopera locale fosse di elevata qualità, l’Imperatore Shah Jahan chiamò artigiani provenienti da ogni parte dell’Asia, convogliandoli tutti ad Agra. Ismail Afandi, originario della Turchia, costruì la cupola del Taj Mahal; da Lahore in Pakistan, arrivò un gioielliere esperto nella modellazione dell’oro per rivestire la parte superiore della cupola; mentre i realizzatori dei mosaici arrivavano da Delhi”.

Le meraviglie dell'India: il Taj Mahal, una leggenda d’amore raccontata da Paolo Pretelli di Apatam Viaggi

Le meraviglie dell'India: il Taj Mahal, una leggenda d’amore raccontata da Paolo Pretelli di Apatam Viaggi

Ma furono gli artigiani giunti dalla Persia, nello specifico da Bagdad e Shiraz, che diedero al mausoleo lo stile architettonico indo-persiano. Fu un esperto calligrafo, proveniente da Shiraz, dal nome Amamat Khan, a realizzare i decori della cripta e dell’intera facciata del palazzo con perfetta grafia araba. Le scritte rivestivano i vani, gli incavi delle pareti, le volte delle cupole, i portoni e le pareti dei minareti, riportando brani tratti dei testi sacri dell’Islam su una buona parte del mausoleo di Agra. “Per accogliere tutto questo personale, nei pressi del cantiere si formò una vera e propria città che fu chiamata Mumtazabad per onorare la regina alla quale il tempio era dedicato. La città crebbe prospera diventando nel tempo quasi più importante della stessa città di Agra” evidenzia Paolo Pretelli.

E per antonomasia questo è il luogo dell’amore, per la leggenda che vi è indissolubilmente legata: “Shah Jahan, fece costruire questo capolavoro in memoria della sua amata seconda moglie Arjumand Banu Begum, conosciuta con il nome Mumtaz Mahal (che in persiano significa “gioiello/eletta del palazzo”) principessa originaria della Persia – racconta ancora Pretelli - Mumtaz Mahal era molto devota all’imperatore e quando morì nel giugno del 1631 a 38 anni, aveva appena dato alla luce il loro quattordicesimo figlio. La sua morte fu una vera tragedia per l’Imperatore, al punto che i suoi capelli e la sua barba diventarono completamente bianchi per il dolore nel giro di pochi mesi. Esistono varie leggende dietro alla decisione di edificare il Taj Mahal, una di queste dice che mentre Mumtaz Mahal era ancora in vita, chiese all’imperatore di farle quattro promesse nel caso in cui fosse morta prima di lui. Come prima promessa gli chiese di costruire il Taj Mahal; la seconda era di risposarsi per dare una nuova madre ai loro figli; la terza era di essere sempre buono e comprensivo con i loro figli; e infine la quarta, che avrebbe sempre visitato la sua tomba nell’anniversario della sua morte. Di queste promesse, la prima sembra l’unica ad essersi avverata. Il nostro viaggio virtuale finisce qui, ma a febbraio c'è la possibilità di vedere dal vivo questa splendida costruzione con il tour alla scoperta del Rajasthan” chiosa Paolo Pretelli di Apatam Viaggi.

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