Da Nola a Sassari la tradizione delle grandi Macchine a spalla diventa patrimonio Unesco

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Angelo Benedetti, Sassari

"Le feste della rete delle grandi Macchine a spalla" sono state iscritte nella Lista Rappresentativa del patrimonio immateriale dell'umanità dal Comitato intergovernativo Unesco. Le manifestazioni inserite sono la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari e il Trasporto della macchina di Santa Rosa di Viterbo. Fede, folclore, tradizioni e passione si fondono in queste quattro feste che coinvolgono migliaia di persone.

 

(TurismoItaliaNews) La nomina di questi eventi si aggiunge alle altre quattro già presenti nella Lista Rappresentativa: il Canto a tenore, canto pastorale sardo (2008), il Teatro delle marionette siciliane: l’Opera dei Pupi (2008), la Dieta mediterranea (2010) e il Saper fare tradizionale del violino a Cremona (2012). Il ministro dei beni e delle attività culturali e il turismo, Massimo Bray, ha espresso "viva soddisfazione per tale riconoscimento, significativa testimonianza della grande ricchezza e varietà del patrimonio culturale immateriale italiano, nonché efficace sostegno per la tutela e promozione di queste preziose realtà".

Magica, affascinante, capace di trascinare il più mite spettatore ad un entusiasmo giovanile: è la Festa dei Gigli di Nola. Una kermesse che si tiene ogni anno in città per celebrare il ritorno di San Paolino dalla prigionia ad opera dei barbari avvenuto nel 410. E’ proprio da una delle leggende che aleggiavano intorno a questo personaggio che ha preso vita questa tradizionale Festa. I Gigli sono delle costruzioni in legno alte circa 25 metri, la cui ossatura è a forma di piramide, con base quadrangolare, ed ulteriori sei pezzi che vanno man mano assottigliandosi verso l’alto. Vengono poi rivestite con la cartapesta e rappresentano per lo più un soggetto religioso, storico o di cristianità, che spesso termina con una statua di San Paolino in cima. Otto sono gli obelischi: ognuno rappresenta la propria categoria e sfilano nel seguente ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca (che rappresenta il ritorno del Santo dalla schiavitù), Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto. I Gigli sono portati a spalla da circa 150 uomini (paranza) che, al suono della musica di una fanfara, li fanno danzare.

 

Di antica importazione pisana, la "Faradda di li Candareri" di Sassari è la festa più sentita dai sassaresi che non a caso la definiscono "Festha Manna" (grande festa). Oggetto di numerose innovazioni, la Discesa dei Candelieri è stata in grado di mantenere inalterato il proprio nucleo originale. Si presenta ancora oggi come celebrazione in onore della Vergine Assunta che liberò a più riprese Sassari dalla peste. Il 14 agosto di ogni anno, in ricordo dell’antico voto, la processione danzante si ripete e i candelieri, grandi colonne di legno, vengono portati in sfilata lungo le vie cittadine. Nel primo pomeriggio ci si incontra nella Piazza Castello e qualche ora più tardi, impregnata di spirito religioso e goliardico, prende avvio la "Faradda"; al ritmo incalzante dei tamburi e del piffero i candelieri percorrono il Corso Vittorio Emanuele, concludendo la propria discesa all’interno della Chiesa di Santa Maria di Betlem. Sono le spettacolari evoluzioni che i pesanti ceri votivi compiono durante il tragitto a rendere tanto sorprendente la sfilata. Tradizione vuole che più i candelieri saranno ballerini, più l’annata sarà prospera.

 

 

La Festa della Varia di Palmi è una manifestazione religiosa che trova le sue origini sul finire del Cinquecento, quando in pieno medioevo nell’area geografica dell’Europa centrale nacquero feste religiose nelle quali il popolo intendeva avvicinarsi sempre più al Padre Celeste ed in questo senso si costruivano macchine trasportate a spalla, alla cui sommità venivano poste icone, immagini o statue della Vergine Maria o degli Apostoli. Ecco perché le costruzioni delle macchine a spalla assumono una forma irregolarmente conica, con un particolare impegno dedicato al migliore allestimento in termini di altezza, quasi per dire, che più in alto si andava più si era vicini a Dio.

 

La Macchina di Santa Rosa è un'imponente costruzione che viene trasportata a spalla da circa 100 facchini per le vie del centro storico di Viterbo (nel Lazio) la sera del 3 settembre di ogni anno, vigilia della ricorrenza della festa di Santa Rosa. Questa manifestazione è la più importante dell'anno ed attrae nella città di Viterbo molte migliaia di persone.

Il trasporto muove da piazza San Sisto, nei pressi di Porta Romana, dove la Macchina viene assemblata nelle settimane precedenti. La macchina è illuminata da moltissime luci che fanno parte della costruzione, alcune sono elettriche altre a fiamma viva. L'altezza della struttura varia a seconda dei progetti ma è comunque intorno ai trenta metri ed il peso sulle cinque tonnellate. Il percorso è lungo poco più di un km e giunge fino al Santuario di Santa Rosa. Durante il trasporto si effettuano cinque fermate Al termine del trasporto la Macchina di Santa Rosa viene fermata davanti al Santuario, dove rimane per alcuni giorni successivi. Solitamente ogni cinque anni viene dato incarico di realizzare un nuovo modello della macchina.

 

 

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