Una visita esperienziale nei “moletti” di Civitanova Marche: storia e tradizione, passione e amore, mare e persone
Giovanni Bosi, Civitanova Marche
Luoghi e oggetti che parlano di storia e tradizione, di passione e amore, di mare e di persone. A Civitanova Marche, sulla riviera adriatica, i “moletti” protesi sul porto diventano i nuovi “moti del cuore” della città. Autentiche strutture di servizio, nate per il supporto logistico a pescatori e amanti del mare, possono essere oggi conosciuti ed esplorati attraverso visite esperienziali.
(TurismoItaliaNews) Per la Civitanova Marche 2.0 il porto è strategico. Storicamente luogo legatissimo all'economia della città in riva all'Adriatico, oggi è anche il trampolino di lancio per il rinnovamento ambizioso a cui pensa l'amministrazione comunale. E tuttavia i moletti “Medusa”, “La Rosa dei Venti” e “La Marina”, ovvero i tre pontili gestiti dalle associazioni locali che raccontano la tradizione marinara possono essere visitati con un circuito che parla alla gente. Parole scelte accuratamente per presentarli e proporli ai visitatori in cerca di qualcosa di diverso e soprattutto originale, alternativo si potrebbe dire. L'occasione per avviare l'itinerario è stata l'edizione 2021 di GustaPorto, inserita nel Grand Tour delle Marche.
“Nel moletto Medusa sono attenti a preservare lo spirito del mare con le loro attività, organizzando anche eventi in questo ambiente così suggestivo, con rievocazioni (ad esempio quello della sciabica), mostre e iniziative gastronomiche – ci spiegano durante la visita - qui si percepisce l’energia creatrice che nasce dalla connessione con il mare e dal desiderio di condividere la stessa passione. Infatti i soci fondatori costruirono materialmente un piccolo molo per poter raggiungere le loro imbarcazioni. Anche queste imbarcazioni erano costruire dai soci e le usavano per andare a pesca”. Quello che i marinai cucinavano a bordo e nelle loro case era il pesce azzurro: quello che prima era considerato scarto, oggi è stato rivalutato perché ricco di principi nutritivi. Così il moletto Medusa organizza cena a tema, sfruttando le nostre meravigliose risorse di pesce azzurro con le antiche ricette della tradizione marinara civitanovese. Il mare è un continuo miracolo. I pesci che nuotano, le rocce, il moto delle onde, le navi con gli uomini a bordo. Che miracoli più sorprendenti ci possono essere?
Al pontile “La Marina” i soci ricreano ogni giorno lo spirito dinamico della vita di bordo, dove ognuno contribuisce con le proprie peculiarità. “Il mare cancella i confini e spinge l’uomo a fare lo stesso con i suoi limiti. E’ quello che sta accadendo in queste acque: il porto sta cambiando e si sta rinnovando anche grazie all’intraprendenza di un gruppo di coltivatori del mare – ci dicono - sono allevatori che con passione e sacrifici si prendono cura della coltivazione di ostriche, un tempo grandi protagoniste di questo mare. Si tratta di una vera e propria sfida di sostenibilità, consapevolezza e dedizione. Questo allevamento è un nuovo punto di partenza, o di ripartenza, per arricchire e impreziosire le nostre abitudini alimentari, per farci scoprire sapori che sulle nostre tavole sono poco comuni, e soprattutto per dare una nuova veste al mercato. Ma non dimentichiamo una cosa fondamentale: le ostriche sono uno strumento per aiutare il mare a purificarsi e ripopolarsi. Perché la passione per questo elemento naturale non si limita ad un’osservazione passiva ma contribuisce attivamente alla sua tutela”.
E poi il pontile “La Rosa dei Venti” dove il rimando è ancora alla tradizione: “Il mare è possibilità e scoperta. E’ viaggio e conoscenza. E’ introspezione, connessione. Abbiamo bisogno del mare per rivelare antiche unioni che credevamo perdute o che credevamo di non avere affatto. Il pontile rappresenta non solo un attracco per le barche, ma un ponte tra la terra e il mare. Elementi così diversi, ma fondamentali per l’uomo e connessi l’uno all’altro”. Un esempio di questa relazione è proprio il pontile “La Rosa dei Venti”. Qui l’incontro fra tutti gli associati ha dato vita ad un gruppo che si impegna a sensibilizzare la collettività alla cura dell’ambiente e del porto, anche attraverso attività come la pesca sportiva ed eventi di ecosostenibilità. “E’ necessario salvaguardare il diporto anche perché è uno dei pochi in Italia ad avere questa conformazione: un vero e proprio punto di racconto fra terra e mare in pieno centro città”.
E se è vero che il cibo unisce, provate ad immaginare il piatto ideale simbolo dell’incontro fra culture, ambienti e mondi diversi: “Per noi questo piatto è 'li furbi co l’abbiti', per i non civitanovesi i polpi con le biete. Questa specialità è strettamente legata alla produttività stagionale sia del mare sia della terra. E’ frutto di un abbinamento del tutto naturale, infatti nasce dall’inventiva delle donne che andavano a vendere il pesce nelle campagne o nelle frazioni dell’entroterra civitanovese: “Venivano pagate con le ricchezze di cui disponevano i contadini: verdure, frutta, uova, ovvero i prodotti delle loro terre. Questo permetteva sia ai marinai, sia ai contadini di sfamare intere famiglie che vivevano in povertà. Il mare incontra la terra, anche a tavola”. A dimostrazione del fatto che il mare e la terra non siano elementi distinti ma legati fra loro, i soci della Rosa dei Venti hanno creato un piccolo orto a ridosso degli scogli, con le piante che resistono all’aria salmastra. Terra e mare, tradizione e innovazione si fondono in un modo mai statico, ma in continua evoluzione e incessante movimento. Non si può essere infelici quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento.








