VATICANO | La cultura thailandese fonte di ispirazione per il libro di Papa Francesco "Ti auguro il sorriso"

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Il tema della gioia è un riferimento centrale in tutto il magistero di Papa Francesco, e come da lui stesso rivelato nella premessa di "Ti auguro il sorriso. Per tornare alla gioia" edito da Pienogiorno, la Thailandia ha rappresentato, oltre che l'ultimo viaggio pre Covid all'estero effettuato dal Pontefice nel novembre del 2019, anche lo spunto per questo suo libro.

 

(TurismoItaliaNews) "Il mio augurio lo riassumo in una parola: sorriso. Lo spunto me lo ha dato uno degli ultimi paesi che ho potuto visitare: la Thailandia. É chiamato il Paese del sorriso, perché lì la gente è molto sorridente, hanno una speciale gentilezza, molto nobile, che si riassume in questo tratto del viso, e si riflette in tutto il portamento. Questa esperienza mi è rimasta impressa, e mi fa pensare al sorriso come espressione di amore, come espressione di affetto, tipicamente umana": è uno stralcio dalla premessa del libro "Ti auguro il sorriso. Per tornare alla gioia" di Papa Francesco. Pagine che rappresentano un manifesto di rinascita e un tributo alla gioia vera intesa come sentimento non effimero ma speranza concreta che niente e nessuno ci potrà togliere. È la gioia che ha l'ultima parola, sempre. E l'augurio e la condivisione del sorriso è il primo piccolo, grande passo per sperimentarla, per rinnovarsi, per rinascere. “E' comprensibile come Francesco abbia potuto riflettere sul concetto di gioia grazie all'incontro con la cultura thailandese in cui il sorriso rappresenta la prima attività sociale. Allegria e gentilezza sono davvero tratti distintivi del popolo thai, al punto che la Thailandia è anche nota con il nome di Paese del sorriso” commentano con soddisfazione da Tat, l'autorità thailandese per il turismo.

La cultura thailandese fonte di ispirazione per il libro di Papa Francesco "Ti auguro il sorriso"

La cultura thailandese fonte di ispirazione per il libro di Papa Francesco "Ti auguro il sorriso"

In Thailandia la stretta di mano non è il segno di saluto. Gli abbracci non rientrano nella tradizione ma la gioia e il sorriso sì. Ogni volta che ci si incontra, si entra in un negozio o in qualsiasi altro locale, oppure si partecipa a un incontro sociale, le mani giunte in preghiera (wài) davanti al viso, un leggero inchino e un sorriso sintetizzano la gioia per l'incontro che in epoca di Covid è diventato un comportamento ormai codificato in tutto il mondo. Un mondo che dal sorriso dei thailandesi può imparare di nuovo il senso della gentilezza quasi come se la felicità fosse una scelta.

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