MARCHE | Arcevia nel club dei Borghi più belli d’Italia: nove castelli e un capoluogo di grande fascino
Arriva a quota 30 la folta pattuglia delle Marche nel club dei Borghi più belli d’Italia. Anche Arcevia approda a pieno titolo nell’associazione che ha come mission la valorizzazione del grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani che sono, per la grande parte, emarginati dai flussi dei visitatori e dei turisti. Terra dei castelli, perla dei monti e pure custode di una tradizione agricola che la rende unica e speciale, Arcevia, nel network dei borghi delle Alte Marche, accanto ai tesori artistici firmati da Luca Signorelli e Della Robbia può anche vantare un ecotipo autoctono di granturco: il mays ottofile di Roccacontrada, la cui coltivazione ha potuto riprendere grazie all’impegno di una famiglia di Magnadorsa, dove la farina viene macinata a pietra per esaltarne le caratteristiche organolettiche.
(TurismoItaliaNews) Il sindaco Dario Perticaroli è soddisfatto: “Avevamo avanzato la nostra richiesta una ventina di mesi fa e quando abbiamo ricevuto la conferma dell’ammissione, c’è stata grande soddisfazione. E’ un bel risultato non solo per la nostra amministrazione comunale e per l’intera cittadinanza arceviese, ma anche per le Marche”. Regione che nel club già annovera Cingoli, Corinaldo, Esanatoglia, Frontino, Gradara, Grottammare, Macerata Feltria, Mercatello sul Metauro, Mondavio, Mondolfo, Monte Grimano Terme, Montecassiano, Montecosaro, Montefabbri, Montefiore dell’Aso, Montelupone, Moresco, Morro d’Alba, Offagna, Offida, Pergola, Petrioli, San Ginesio, Sarnano, Sassoferrato, Servigliano, Torre di Palme, Treia e Visso.
Il territorio arceviese si presta ad incontri ravvicinati di questo tipo: adattissimo per chi ama le esplorazioni in mountain-bike, o anche per passeggiate ed escursioni, l’attrazione sono proprio i castelli, ovvero borghi sorti fra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo che meritano una visita: oltre a Piticchio, sono Avacelli, Castiglioni, Caudino, Loretello, Montale, Nidastore, Palazzo e San Pietro in Musio. Tutti capaci di suscitare curiosità e meraviglia. E pure per scoprire le specialità locali, come il vino, l'olio extravergine d'oliva, il miele, il farro e la cicerchia biologica.
