BASILICATA | Per l’antico sarcofago di Rapolla conservato a Melfi arriva il pannello multisensoriale, conoscenza per tutti

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E’ una delle attrazioni del Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi: è un monumento funerario di età antonina custodito nel Museo archeologico nazionale del Melfese. Rinvenuto casualmente nel 1856 durante gli scavi realizzati dall'amministrazione borbonica per la costruzione di una strada tra Melfi e Venosa, in località Contrada Albero in Piano nell'agro di Rapolla, è il Sarcofago di Rapolla ed era collocato in un sepolcro in muratura all'interno del quale era poggiato su un basamento addossato ad una delle pareti. Ora per conoscerlo meglio arriva il pannello multisensoriale.

 

(TurismoItaliaNews) Una delle facciate dei lati lunghi della cassa non era reso visibile nel sepolcro per il quale era stato utilizzato: si tratta di una circostanza che resta inspiegata. I sarcofagi destinati ad essere addossati al muro infatti non avevano decorazione sul lato posteriore, mentre quello di Melfi è riccamente istoriato su tutti i lati. Per conoscerlo più approfonditamente, la Direzione Regionale Musei Basilicata e il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, in collaborazione con la Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Basilicata, hanno realizzato il pannello multisensoriale del Sarcofago di Rapolla.

In particolare il sarcofago - che risale al periodo fra il 165 e il 170 dopo Cristo - rappresenta "l'opera identitaria" del museo "Pallottino" di Melfi, ospitato in un castello di origine normanna da cui, nel 1231, Federico secondo emanò le "Costituzioni melfitane". Il pannello multisensoriale ha l'obiettivo di rendere "accessibile a tutti" la comunicazione dell'arte e di rendere il museo "accogliente e inclusivo". Per il Museo archeologico nazionale di Melfgi è in corso un altro progetto, che prevede la "digitalizzazione in 3D delle sale espositive e dell'esterno del castello", in modo da farne un "gemello digitale", fruibile in qualsiasi momento attraverso la "visita virtuale".

L’eliminazione delle barriere fisiche e soprattutto delle barriere culturali deve favorire, con l’ausilio delle tecnologie, la comunicazione accessibile a tutti. La cultura della fruizione totale permette, infatti, ad un museo di essere accogliente e inclusivo. Il museo “Pallottino” da alcuni anni ha avviato un percorso rivolto all’accessibilità culturale intrapreso nel dicembre 2021 con il pannello multisensoriale  del percorso museale e il modello architettonico in scala del castello. La tappa che ora si aggiunge a questo percorso vede protagonista l’opera identitaria del museo: il sarcofago di Rapolla, capolavoro assoluto dell’arte scultorea romana di età imperiale. A partire da questo momento nel museo sarà sempre disponibile per i visitatori interessati il pannello multisensoriale dell’opera che consentirà, a chi lo vorrà, di fare  un’esperienza tattile, in piena autonomia anche grazie all’applicazione digitale del QR Code che racconta l’opera in italiano, in inglese e in Lis. L’installazione, realizzata da Tactile Vision, mette ulteriormente a sistema lo straordinario patrimonio culturale che il museo custodisce.

L’evento si inserisce infatti a chiusura del ricco programma celebrativo della Giornata nazionale del Braille che ricorre il 21 febbraio e che quest’anno ha coinvolto, in Basilicata, con diverse iniziative, più luoghi della cultura del MiC da tempo molto attento al tema dell’accessibilità. Un altro progetto in progress è il “Digital Twins” ovvero “Gemelli digitali”, che coinvolge l’Istituto di Istruzione Superiore “Ten. Remo Righetti” di Melfi con il quale la Direzione regionale Musei della Basilicata e il museo “Massimo Pallottino” di Melfi hanno avviato un percorso condiviso di accessibilità, formalizzato attraverso una convenzione prossima alla sottoscrizione. Il progetto prevede la digitalizzazione in 3D delle sale espositive e dell’esterno del castello in modo da avere il modello digitale ovvero un “gemello digitale” che consente al museo di essere ancora più inclusivo, e fruibile in qualsiasi momento, attraverso la visita virtuale che potrà essere personalizzata grazie all’aggiunta all’ambiente museale ricreato di video, etichette, suoni e racconti. Il primo step che vede protagonisti gli studenti attraverso le scansioni 3D e la successiva digitalizzazione dei luoghi, prevede la ricostruzione tridimensionale della sala espositiva che ospita il Sarcofago di Rapolla. Un progetto di ampio respiro e lunga durata che consentirà a tutti gli attori impegnati nella realizzazione di accompagnare il museo “Massimo Pallottino” in questo percorso di accessibilità culturale rivolto a tutti i pubblici.

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