BASILICATA | Maratea celebra i 60 anni del Cristo Redentore con il Premio “La Perla” tra emozioni, radici e orgoglio lucano

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Il 19 e 20 luglio la perla del Tirreno si accende di cultura e memoria. In scena la nona edizione del Premio “La Perla”, con ospiti d’eccezione e un tributo al simbolo iconico della Basilicata: la statua del Cristo Redentore. Nel cuore dell’estate lucana, Maratea si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più sentiti e identitari del territorio: la nona edizione del Premio “La Perla”, che quest’anno assume un significato ancora più profondo celebrando i 60 anni della Statua del Cristo Redentore, monumento-simbolo della Basilicata e icona spirituale e paesaggistica senza tempo.

 

(TurismoItaliaNews) Per due giorni la terrazza sul Tirreno della Basilicata diventa un palcoscenico naturale dove si intrecciano turismo, cultura e appartenenza. Due giornate ricche di emozioni, incontri, premi e memoria collettiva, in un evento che non è solo un omaggio ai lucani illustri, ma un invito a riscoprire l’anima di una terra che affascina e accoglie.

 Maratea celebra i 60 anni del Cristo Redentore con il Premio “La Perla” tra emozioni, radici e orgoglio lucano

 Maratea celebra i 60 anni del Cristo Redentore con il Premio “La Perla” tra emozioni, radici e orgoglio lucano

Sessant’anni di braccia aperte sul Mediterraneo

Costruita tra il 1963 e il 1965 sul monte San Biagio, la statua del Cristo Redentore di Maratea svetta con i suoi 21 metri di altezza e le sue braccia spalancate verso il mare. È la seconda più alta d’Europa, ma più che una misura architettonica è una misura di cuore: da sessant’anni è un faro spirituale e identitario, amato da fedeli, turisti e fotografi di tutto il mondo. Il convegno celebrativo previsto nel giorno conclusivo della manifestazione ripercorrerà la storia e il valore simbolico della statua, inserendola nel contesto del paesaggio culturale lucano e come testimonianza viva del legame tra fede, arte e territorio.

Il Premio “La Perla”: ambasciatori di lucanità nel mondo

Ideato dalla Pro Loco di Maratea e patrocinato dal Centro Studi Lucani nel Mondo, il Premio “La Perla” è ormai diventato una tradizione dell’estate marateota. Ogni anno, il riconoscimento viene conferito a personalità originarie della Basilicata che, nei più diversi ambiti, si sono distinte a livello nazionale e internazionale, portando prestigio e visibilità alla propria terra d’origine. “Guardiamo alle radici per proiettare il territorio nel futuro - ha sottolineato Pierfranco De Marco, presidente della Pro Loco, durante la presentazione dell’iniziativa a Potenza. “Premiare i lucani nel mondo significa valorizzare non solo il loro talento, ma anche il senso profondo dell’identità e dell’appartenenza”. Come ha ribadito Luigi Scaglione, presidente del Centro Studi Lucani nel Mondo: “Il nostro intento è rafforzare il legame con la diaspora lucana, creare ponti culturali e affettivi con chi porta avanti, lontano dalla Basilicata, il nome della nostra terra”.

 Maratea celebra i 60 anni del Cristo Redentore con il Premio “La Perla” tra emozioni, radici e orgoglio lucano

 Maratea celebra i 60 anni del Cristo Redentore con il Premio “La Perla” tra emozioni, radici e orgoglio lucano

I protagonisti dell’edizione

Tra i premiati di quest’anno spiccano nomi di assoluto rilievo:
-Giuseppe Lupo, scrittore e saggista, premiato per la sezione Cultura;
-Nicola Cerbino, direttore delle relazioni stampa e media dell’Università Cattolica di Roma, premiato per la sezione Comunicazione.
Accanto a loro, menzioni speciali a:
-Concetta Cirigliano Perna, docente universitaria a Sydney;
-Pasquale Menchise, direttore d’orchestra di fama internazionale;
-Assunta Mitidieri, presidente del Corecom Basilicata;
-Davide Confalone, cantante e interprete del patrimonio musicale lucano;
-alla memoria di Pino “Zio” Possidente, pescatore simbolo di Maratea;
-Viviana Cervellino, sindaca di Genzano di Lucania.

Un viaggio culturale nel cuore del Sud

Partecipare al Premio “La Perla” significa immergersi nell’identità più profonda della Basilicata, riscoprire la bellezza lenta e autentica di Maratea, lasciarsi ispirare dai suoi paesaggi mozzafiato e da una comunità che custodisce il passato con orgoglio e costruisce il futuro con determinazione. Per chi visita la città nei giorni del premio, è anche l’occasione perfetta per scoprire i suoi tesori nascosti: dal centro storico alle chiese rupestri, dalle baie segrete alle passeggiate panoramiche fino al monte San Biagio, da cui la statua del Cristo Redentore continua, instancabile, ad abbracciare il mondo. A Maratea, la cultura non è solo celebrazione: è esperienza. Un viaggio che parte da una statua e arriva al cuore.

 

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