CHIOGGIA | Stati generali del turismo open air: Veneto all’aria aperta, turismo cresce tra libertà, natura e nuovi stili di viaggio

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Il turismo open air si conferma uno dei pilastri più solidi e dinamici dell’offerta turistica veneta, capace di incidere in modo significativo sulle performance complessive della regione. I dati del 2025 delineano con chiarezza il peso di questo comparto: a fronte di 22,3 milioni di arrivi e 74,2 milioni di presenze totali, campeggi e villaggi turistici hanno generato oltre 20 milioni di pernottamenti, contribuendo a più di un quarto del movimento turistico complessivo. A Chioggia gli Stati generali del turismo open air. Il vicepresidente Pavanetto: "L'open air è oggi una delle grandi forze del turismo veneto".

 

(TurismoItaliaNews) Un risultato che non si limita a fotografare una crescita quantitativa, ma racconta soprattutto una trasformazione profonda della domanda. Il segmento open air intercetta infatti alcune delle principali evoluzioni del viaggio contemporaneo, sempre più orientato verso esperienze che privilegiano il contatto diretto con l’ambiente, la qualità del tempo trascorso e una maggiore libertà di movimento. Le analisi dell’Osservatorio del Turismo Regionale Federato evidenziano come i visitatori, italiani e stranieri, mostrino un interesse crescente per formule di soggiorno capaci di coniugare benessere, autenticità e servizi su misura. Il campeggio tradizionale si evolve così in un’offerta articolata, che comprende strutture attrezzate, glamping di alto livello e soluzioni personalizzate, pensate per rispondere a esigenze sempre più diversificate.

In questo scenario, il Veneto consolida la propria posizione come destinazione di riferimento per il turismo open air, grazie a una varietà paesaggistica che spazia dalle coste dell’Adriatico ai laghi, fino alle aree montane e collinari. Un patrimonio naturale che diventa elemento centrale di un modello turistico capace di coniugare sostenibilità, innovazione e competitività.

“Il turismo open air, in Veneto, è un segmento che ha un peso molto rilevante dentro la performance complessiva del turismo regionale. Il 2025 si è chiuso per il Veneto con 22,3 milioni di arrivi e 74,2 milioni di presenze e il solo comparto di campeggi e villaggi turistici ha generato più di 20 milioni di presenze. Significa che oltre un pernottamento turistico su quattro in Veneto passa dall’open air - ha sottolineato il vicepresidente e assessore regionale al Turismo e al Lavoro, Lucas Pavanetto, intervenendo proprio a Chioggia al convegno Faita/Cisa Camping dal titolo 'Turismo open air nella Laguna di Venezia e nel Delta del Po' - si tratta, inoltre, di un comparto che interpreta in modo molto efficace alcuni dei cambiamenti più profondi della domanda. Da tempo vediamo crescere, anche nell’ambito dell’Osservatorio del Turismo Regionale Federato e delle analisi statistiche regionali, l’attenzione dei visitatori verso esperienze che uniscono libertà, contatto con l’ambiente, benessere, qualità del tempo, servizi personalizzati e possibilità di vivere in modo autentico i territori. In questo senso il turismo open air intercetta molto bene la domanda contemporanea, perché riesce a tenere insieme vacanza all’aria aperta, sostenibilità, dimensione familiare, servizi evoluti e crescente qualità dell’offerta”. 

“I primi dati della stagione 2026 sono incoraggianti – ha proseguito Pavanetto - con un andamento delle prenotazioni in linea o superiore rispetto allo scorso anno per molte settimane chiave della stagione. In questo quadro va letto l’impegno sella Regione Veneto nel settore turistico, con il Programma Regionale per il Turismo 2025-2027, “Turismo Veneto. Protagonisti del cambiamento”, a sostegno della competitività delle imprese, e per rafforzare i prodotti turistici. E con il lavoro che la Regione sta portando avanti sulle Ogd/Dmo, le organizzazioni di gestione della Destinazione con l’obiettivo di rafforzare la capacità delle destinazioni di leggere i mercati, strutturare prodotti, governare la relazione tra attori pubblici e privati e valorizzare in modo coerente il marchio ombrello regionale “Veneto, The Land of Venice”. “Sono due – ha concluso il vicepresidente - gli strumenti che Regione Veneto ha messo in campo quest’anno: il bando dedicato alla creazione, allo sviluppo e al consolidamento dei club di prodotto nella forma di reti di imprese. E il bando a sostegno della costituzione e dello sviluppo di aggregazioni di PMI per interventi sui mercati nazionali e internazionali. Sono strumenti importanti anche per il turismo open air, perché aiutano le imprese a fare sistema, a costruire prodotto e a rafforzare la propria presenza sui mercati, migliorando la capacità di intercettare la domanda e di promuovere in modo efficace le destinazioni”.

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