ANNIVERSARIO | La Magna Charta Libertatum compie 800 anni, un francobollo dalle Isole Faeroer

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(TurismoItaliaNews) Compie 800 anni la Magna Charta, uno dei documenti più importanti del mondo, considerata fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini. Un argomento quanto mai di attualità. “Nessun uomo libero sarà sequestrato o imprigionato, o spogliato dei suoi diritti o possedimenti, o fuori legge od esiliato, o privato della sua posizione in qualsiasi altro modo, né si procederà con la forza contro di lui, o inviare altri a farlo, salvo dal giudizio legale dei suoi pari o con la legge della terra”: è questo uno dei passaggi fondamentali dell’atto che venne siglato in un prato a Runnymed, nel Berkshire, dal re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra.

Redatto in latino il 15 giugno 1215, con questo documento (il cui nome completo è Magna Charta Libertatum) il re costituiva un contratto di riconoscimento di diritti reciproci. A celebrare l’anniversario sono le isole danesi delle Faeoer con un francobollo curato dall’artista Anker Eli Petersen, che ha scelto il brano più noto della Magna Carta.

Tra i passaggi più importanti del documento, ci sono: il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del "commune consilium regni" (consiglio comune del regno, formato da arcivescovi, abati, conti e i maggiori tra i baroni, da convocarsi con un preavviso di almeno quaranta giorni e deliberante a maggioranza dei presenti; la garanzia, valida per tutti gli uomini di condizione libera, di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo, da parte di una corte di pari, se la norma era incerta o il tribunale non competente, o secondo la "legge del regno"; la proporzionalità della pena rispetto al reato; l'istituzione di una commissione di venticinque baroni, che, nel caso in cui il re avesse infranto i suoi solenni impegni, doveva fargli guerra, chiedendo la partecipazione di tutti i sudditi; l'integrità e libertà della Chiesa inglese, precedentemente messa in discussione sia dalla disputa tra Enrico II, padre di Giovanni, e l'arcivescovo di Canterbury Tommaso Becket sulla giurisdizione regia nelle cause criminali contro gli ecclesiastici, sia dall'iniziale mancato riconoscimento dell'arcivescovo Stephen Langton da parte del re Giovanni.

 

 

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