Circo Maximo Experience, un viaggio immersivo per viverlo così come era ai tempi dell'antica Roma

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Giovanni Bosi, Roma

La corsa frenetica delle bighe, la magnificenza delle architetture, il tripudio dei patrizi sugli spalti. Al Circo Massimo la realtà aumentata e la sapiente ricostruzione digitale offrono lo spettacolo dell'antica Roma. Un viaggio immersivo per viverlo così come era. Emozioni, suggestioni e grande impatto grazie alla realtà aumentata e virtuale. E’ Circo Maximo Experience, che continua fino a dicembre 2022. Lì dove si alimenta la leggenda delle origini stesse della città.

 

(TurismoItaliaNews) Era il luogo per eccellenza deputato alla corsa delle bighe, alle battute di caccia con animali esotici. Ed è qui che ebbe luogo il ratto delle Sabine, uno dei primi importanti eventi della città. E' la Roma del passato che tutti abbiamo presente. Il Circo Massimo, a due passi dai Fori imperiali e dal Colosseo è una parte irrinunciabile nella visita del cuore archeologico della Capitale. Di fatto era ed è il più grande complesso per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi: 600 metri di lunghezza per 140 metri di larghezza. Dei fasti di età imperiale, quando raggiunse l’apice del suo splendore, purtroppo è rimasto ben poco, ma il lavoro degli archeologi e la tecnologia di oggi ci consentono di tornare indietro nel tempo e di rivivere le stesse emozioni degli antichi Romani.

Circo Maximo Experience,  un viaggio immersivo per viverlo così come era ai tempi dell'antica Roma

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“Le indagini archeologiche concluse nel 2016 hanno consentito di arricchire il quadro delle conoscenze sul monumento e i lavori di sistemazioni dell'area ne consentono una lettura completa – ci spiegano dalla Sovrintendenza Capitolina - i resti della spina, ovvero la parte centrale del Circo Massimo, sono stati localizzati in profondità (la pista romana si trova ad oltre 5 metri di profondità rispetto all’attuale piano dell’area archeologica) attraverso indagini geofisiche condotte in collaborazione con l'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale”. Certo nel tempo il luogo ha subìto riusi decisamente impropri che hanno persino sconvolto l'assetto originario del complesso, ma ormai la tutela è un fatto acquisito. Così come la fruizione attraverso una visita decisamente esperienziale.

“Grazie ad un innovativo progetto di valorizzazione in realtà aumentata (Ar) e virtuale (Vr), è possibile scegliere una nuova esperienza che consente di visitare il Circo in tutte le sue fasi storiche con l'utilizzo di tecnologie interattive di visualizzazione a oggi mai impiegate in un’area all’aperto di così ampie dimensioni” aggiungono dalla Sovrintendenza Capitolina. Si chiama “Circo Maximo Experience” il progetto che consente di vedere la vita dell’antica valle scorrere davanti agli occhi, in un rimando continuo tra presente e passato. Il percorso, della durata di circa 40 minuti, è disponibile in sei lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo). Otto le tappe: la Valle e le origini del Circo, il Circo da Giulio Cesare a Traiano, il Circo in età imperiale, la Cavea, l’Arco di Tito, le Botteghe (tabernae), il Circo in età medievale e moderna e, infine, “Un giorno al Circo”.

Circo Maximo Experience,  un viaggio immersivo per viverlo così come era ai tempi dell'antica Roma

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Un viaggio nel tempo e nello spazio in 3D
L’esperienza immersiva inizia con la presentazione della Valle Murcia, l’area situata tra il colle Palatino e il colle Aventino. La valle è sempre stata luogo d’incontro e scambio tra le popolazioni, nonché sede di moltissimi culti, tra i quali quelli dedicati alla dea Murcia, alla dea Cerere e al dio Consus, celebrati con feste e gare equestri. Qui si svolgevano riti propiziatori per la fertilità dei campi. La Valle Murcia è un luogo fortemente legato alle origini della città eterna: è qui che ha avuto luogo il famoso Ratto delle Sabine. In età règia, la valle subì alcune trasformazioni, soprattutto a opera degli ultimi re di Roma, i Tarquini, che allestirono l’intera area con le prime file di sedili in legno. Con lo sviluppo della città e la maggiore importanza acquisita dalle manifestazioni pubbliche, lo spazio delle corse si arricchì di elementi funzionali come i Càrceres, cioè gli stalli di partenza dei carri, e gli spalti che andarono gradualmente a espandersi, dando vita a quello che diventerà, in seguito, il più imponente edificio di spettacoli mai costruito, il Circo Massimo.

Il viaggio prosegue poi rivivendo le trasformazioni del Circo dal I secolo a.C. al I secolo d.C. Sia Giulio Cesare che Augusto, per la prima volta concepirono il Circo come struttura monumentale e separata dagli altri edifici della Valle, dando il via alla costruzione di un complesso unico nel suo genere. Nel corso del I secolo d.C., il Circo fu oggetto di vari interventi voluti da tutti gli Imperatori che si succedettero. Internamente era suddiviso in tre settori: quello inferiore in muratura e gli altri due in legno. La presenza di sedili in legno in gran parte delle gradinate favorì spesso il divampare di incendi devastanti, come quello del 64 d.C. all’epoca di Nerone, che ebbe origine proprio da uno dei negozi che si trovavano nel Circo. All’inizio del I secolo, Traiano ricostruì l’edificio interamente in muratura. A questa fase appartengono le strutture ancora visibili.

Circo Maximo Experience,  un viaggio immersivo per viverlo così come era ai tempi dell'antica Roma

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Si passa poi a vedere il Circo Massimo di età imperiale, quando raggiunse l’apice del suo splendore. L’edificio, infatti, nel corso di un lungo periodo, si arricchì di vari elementi carichi di simbologie e significati religiosi legati alle festività agrarie delle origini e al ciclo delle stagioni. Oltre alle corse dei carri, che erano gli eventi più importanti e più frequenti che si svolgevano nel Circo, era possibile anche assistere ad altri tipi di spettacolo, come ad esempio le battute di caccia con animali esotici. Il Circo presentava su un lato i Càrceres (gli stalli di partenza dei carri), mentre gli altri tre lati costituivano la Càvea, le gradinate. Gli spettatori prendevano posto in differenti settori in base alla classe sociale di appartenenza. Con la sua struttura articolata, il Circo era certamente un monumento unico nel suo genere, un’immensa macchina scenica creata per stupire.

Si potrà poi ammirare in tutto il suo antico splendore l’imponente Arco di Tito, dedicato nell’81 d.C. dal Senato e dal Popolo romano all’imperatore Flavio per celebrare la conquista di Gerusalemme del 70 d.C. L’attraversamento dell’arco era parte fondamentale dei cortei trionfali in onore dei generali e degli imperatori vittoriosi. La processione aveva inizio dal Campo Marzio, entrava in parata nel Circo Massimo e, passando poi sotto l’Arco, si dirigeva al tempio di Giove Capitolino, sul Campidoglio. Alto circa 20 metri e a tre fornici, l’Arco era sormontato da una grande quadriga bronzea guidata dall’imperatore, simbolo di trionfo e vittoria.

Circo Maximo Experience,  un viaggio immersivo per viverlo così come era ai tempi dell'antica Roma

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Nella fascia esterna del Circo si trovavano diverse botteghe dette tabernae, luoghi molto frequentati non solo in occasione degli spettacoli. In esse si svolgevano varie attività commerciali per soddisfare ogni necessità dei visitatori e dove era possibile trovare le merci più disparate.

La penultima tappa del viaggio consentirà allo spettatore di immergersi nelle trasformazioni che interessarono l’area del Circo Massimo dal medioevo alla prima metà del Novecento. Le ultime gare nel Circo si svolsero infatti nella prima metà del VI secolo d.C., poi l’area si riempì di sedimenti e a partire dall’VIII secolo fu attraversata da diversi corsi d’acqua. Al XII secolo risale invece la costruzione della Torre della Moletta, edificio difensivo medievale. Nel ’600, le pendici del colle Aventino furono poi occupate dal Cimitero degli Ebrei, i cui cipressi, ancor oggi, ne indicano l’antica localizzazione. In seguito, nel 1854, la Compagnia Anglo-Romana dell’Illuminazione a Gas realizzò il primo impianto di produzione del gas per l’illuminazione pubblica. La fabbrica occupava circa due terzi dell’area.

Circo Maximo Experience,  un viaggio immersivo per viverlo così come era ai tempi dell'antica Roma

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Nei primi decenni del ’900, i Gazometri furono trasferiti e l’intera zona fu bonificata: tra il 1928 e il 1936 furono scavati, e in parte restaurati, alcuni settori dell’antico Circo, ma la presenza dell’acqua di falda non permise il completamento dell’opera. A partire dal 1936, l’area del Circo Massimo fu concessa al Partito Nazionale Fascista, che iniziò a utilizzarla come spazio espositivo, costruendovi imponenti padiglioni e realizzando anche un vero e proprio stabilimento balneare costituito da tre piscine. Nel 1940, con l’inizio della guerra, queste costruzioni furono smantellate. Infine, nell’ultima tappa di visita, Un giorno al Circo, si potrà assistere a una emozionante corsa di quadrighe tra urla di incitamento del pubblico e capovolgimenti di carri. Negli ultimi decenni e fino ai giorni nostri si è cercato di restituire al Circo la sua antica dignità; l’area è stata risistemata e nuove indagini archeologiche hanno permesso di ottenere una conoscenza sempre più approfondita della storia di questo incredibile monumento, che, per secoli, è stato l’emblema della grandezza di Roma.

Per saperne di più
www.circomaximoexperience.it
www.sovraintendenzaroma.it

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