Con il “Passaporto del Turista” arriva la cittadinanza onoraria: è l'idea del Consorzio Frasassi e del Comune di Genga per valorizzare il territorio
Angelo Benedetti, Genga / Marche
Di bello c'è davvero tanto. E da vedere giocoforza c'è solo l'imbarazzo della scelta. Se le Grotte sono le testimonial più famose, in realtà il territorio è pieno di attrazioni. Così nasce il “Passaporto del Turista”, progetto sviluppato dal Consorzio Frasassi in collaborazione con il Comune di Genga, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e tutte le sue bellezze. Cinque imperdibili tappe e altrettanti timbri da apporre in ogni luogo. Alla fine ci sarà la Cittadinanza Onoraria di Frasassi con un attestato firmato personalmente dal sindaco.
(TurismoItaliaNews) Le straordinarie e suggestive Grotte di Frasassi conosciute in tutto il mondo. E poi il Santuario della Madonna di Frasassi, il Tempio del Valadier e l'eremo di Santa Maria Infra Saxa; si prosegue con l'Abbazia di San Vittore delle Chiuse e il Museo Speleo-Paleontologico ed Archeologico; altra tappa nel Castello di Genga e al Museo di Arte Storia Territorio; infine Pierosara, con Castello e la leggenda. “L’area di Frasassi è un concentrato di natura, storia, arte, cultura, benessere, attività outdoor, che va oltre le sole conosciutissime e spettacolari grotte – spiegano dal Consorzio Frasassi – attraverso queste cinque imperdibili tappe da visitare si può vivere a pieno questo territorio e scoprirne l’essenza”.
Il meccanismo è semplice: si visitano le tappe indicate nel Passaporto del Turista e si appone il timbro nella pagina corrispondente presso l’apposita postazione. Quando si sono visitate tutte e cinque le tappe e apposti tutti i timbri, si potrà ricevere l’attestato di Cittadinanza Onoraria di Frasassi presso l’info point nei pressi della biglietteria in località la Cuna, esibendo il passaporto. L’attestato, firmato personalmente dal sindaco di Genga, verrà consegnato all’interno di un cofanetto in carta artigianale prodotto dalla Cartiera Manualis di Fabriano insieme ad una preziosissima filigrana rappresentante il Tempio del Valadier. E se con ci sono anche dei bambini, è prevista una piccola sorpresa anche per loro. Insomma una bella esperienza da vivere e da condividere. E diventare cittadini onorari non è cosa di tutti i giorni.
Grotte di Frasassi
Il complesso delle Grotte di Frasassi, all’interno dell’Appennino marchigiano, è uno dei percorsi sotterranei più grandiosi e affascinanti del mondo. Splendide stalattiti e gigantesche stalagmiti si mescolano a colate di cristalli, in un susseguirsi di forme armoniche. Un lungo itinerario in cui è fiorito un paesaggio surreale, un mondo incantato che ci riporta ai primordi della natura. Un ecosistema sotterraneo completo, in cui è ancora possibile osservare la formazione delle concrezioni, le gocce che scavano e costruiscono le proprie architetture e in cui la vita continua indisturbata da milioni di anni. Un ambiente incontaminato, nascosto e bellissimo, fatto di spazi suggestivi e ricchi di straordinarie concrezioni.
L’eremo di Santa Maria
Legato al fenomeno del monachesimo femminile, l’eremo-oratorio di Santa Maria Infra Saxa è un piccolo edificio addossato alla parete rocciosa e per metà sospeso sul dirupo a strapiombo, costruito a partire dall’Alto Medioevo. Al tempo, le monache benedettine venivano in preghiera nella Grotta della Beata Vergine. Accanto a Santa Maria infra Saxa, proprio al centro della grotta, sorge il Santuario Madonna di Frasassi, denominato anche Tempio del Valadier perché per forme stilistiche viene tradizionalmente attribuito all’architetto Giuseppe Valadier. In stile neoclassico, fu commissionato nel 1819 dal cardinale Annibale della Genga, il futuro papa Leone XII, e inaugurato nel 1828. Sull’altare, era venerata una statua della Vergine con Bambino in marmo bianco di Carrara, realizzata dall’atelier/ ambito di Antonio Canova, oggi custodita nel Museo di Genga “Arte Storia Territorio”.
Abbazia di San Vittore delle Chiuse
Proprio all’entrata della Gola di Frasassi si trova l’abbazia di San Vittore delle Chiuse, uno dei monasteri benedettini più importanti del centro Italia, fondata nel XI secolo e costruito interamente in blocchi di pietra calcarea. Di fronte all’abbazia troviamo il Ponte Romano sul fiume Sentino, dove in epoca romana sorgeva una stazione termale, la cui fonte è tutt’ora utilizzata presso il moderno centro termale situato poco più avanti.
Museo Speleo-Paleontologico e Archeologico di San Vittore
A fianco all’abbazia è situato il suggestivo museo Speleo-Paleontologico e Archeologico di San Vittore che è stato appositamente istituito per custodire un fossile di ittiosauro ritrovato nel 1976 nel Comune di Genga, a seguito dei lavori di realizzazione della galleria di Gattuccio lungo la statale 76 Ancona- Fabriano. Al suo interno è inoltre possibile apprezzare dei plastici che illustrano il fenomeno del carsismo, i sedimenti fossili ritrovati nel territorio circostante e i reperti archeologici tra cui alcune urne cinerarie, databili al bronzo finale.
Castello di Genga
Genga è un piccolo borgo medievale, accuratamente ristrutturato, paese natale di Papa Leone XII dei Conti della Genga. Del castello medievale si conservano ancora oggi le solide mura difensive, al cui interno è possibile apprezzare un piccolo gruppo di abitazioni costruite direttamente sulla roccia. Il castello si apre su un meraviglioso belvedere che dà sulla vallata.
Museo di Arte Storia Territorio
Nel bel mezzo del castello di Genga, è situato il Museo “Arte Storia Territorio”, che vuole raccontare la straordinaria storia di questo paese. Al suo interno si possono ammirare, nell’area preistorica, la copia della famosa Venere di Frasassi e, nell’area storico-artistica, opere e manufatti che vanno dal XV al XIX secolo. Tra queste, spiccano le preziose opere su tavola del pittore quattrocentesco Antonio da Fabriano, influenzato da Piero dalla Francesca. Per concludere, la splendida statua neoclassica della Madonna con il Bambino, madre amorevole e protettrice, originariamente collocata nella chiesa voluta dal pontefice stesso all’interno della Grotta della Beata Vergine di Frasassi.
Pierosara
Pierosara è una rocca medioevale, Castrum Petrosum o Castel Petroso, che sorge in una posizione strategica su di un colle a ridosso di due gole, quella di Frasassi e della Rossa, presumibilmente fondata prima del 1000 d.C. Inizialmente dipendente dall’Abbazia di San Vittore, nel 1212 fu assoggettata a Fabriano, mantenendo comunque grande autonomia e sovranità su una vasta zona del territorio circostante, fino al 1809 con la formazione del Regno d’Italia. E qui c'è la leggenda di Piero e Sara. Si narra che il Conte di Rovellone, feudatario del Castello di Rotorscio, conobbe una fanciulla di nome Sara abitante a Castel Petroso. Affascinato dalla bellezza della giovane, si innamorò di lei, ma decise di rapirla poiché era promessa sposa ad un altro castellano di nome Piero. Una notte, il feudatario s’introdusse all’interno del castello e riuscì nel suo intento. Tuttavia gli abitanti del luogo si accorsero subito del misfatto e per evitare il peggio chiusero le porte di accesso e iniziarono una violenta battaglia contro i cavalieri seguaci del conte di Rovellone. Durante la rissa, il conte, vistosi alla resa, uccise la bella Sara che teneva fra le braccia. Sopraggiunto Piero, piombò addosso all’uccisore, il quale, brandendo una scure, colpì anche lo sfortunato giovane che cadde morente vicino alla sua giovane amata e con un ultimo abbraccio le spirò accanto. Per ricordare questo triste avvenimento, Castel Petroso, da quel giorno, assunse il nome di Pierosara.
La Cartiera Manualis in Fabriano e le Grotte di Frasassi,
un progetto di sostenibilità e unicità
Un prodotto di eccellenza, 100% made in Italy, quello della Cartiera Manualis in Fabriano: ogni singolo foglio viene realizzato esclusivamente a mano rendendo ogni pezzo unico, con un valore intrinseco ed emozionale elevato. Manualis non solo rispecchia la più nota tradizione della città di Fabriano, ma adotta tecniche altamente ecosostenibili che permettono la minimizzazione dell’impatto ambientale, attraverso l’utilizzo di piante stagionali che evitano l’abbattimento di alberi e l’utilizzo di acqua piovana. Questa filosofia si sposa perfettamente con il mondo Frasassi, un’area incantevole, incontaminata e preziosa proprio come il cofanetto, prodotto dalla cartiera Manualis, che verrà regalato a chi parteciperà al progetto «Il passaporto del Turista» visitando i luoghi principali di Frasassi. Il cofanetto è totalmente prodotto a mano con materiale 100% cotone, al cui interno è racchiusa una preziosissima filigrana completamente artigianale rappresentante l’affascinante Tempio del Valadier e non di meno l’attestato di Cittadinanza Onoraria di Frasassi personalmente firmato dal Sindaco di Genga, sempre stampato su carta fatta a mano.







