E’ uno scrittore barocco campano l’ideatore del genere Fantasy: i suoi scritti hanno ispirato fiabe come Cenerentola e Rapunzel

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Eugenio Serlupini

Lui è uno dei maggiori esponenti della letteratura barocca in Italia. E probabilmente non tutti sanno che alcune delle fiabe più famose e dunque anche gli amatissimi film d’animazione sono stati ispirati da lui. Che era nato nientemeno a Giugliano in Campania il 15 febbraio 1566. Favole quali Cenerentola, Rapunzel, Il gatto con gli stivali, La bella addormentata nel bosco, Hansel e Gretel… Lui è Giovan Battista Basile, letterato e scrittore del Barocco, autore de “Lo cunto de li cunti”, quella raccolta di 50 racconti in lingua napoletana che tanti altri hanno solleticato… In pratica le fondamenta del genere letterario “fantasy”.

 

(TurismoItaliaNews) Una serie di documenti sembrano in effetti convergere sul fatto che nacque in Campania nella seconda metà del Cinquecento. L’Italia lo annovera ora tra “le Eccellenze del sapere”, ovvero la serie tematica di francobolli emessa dal nostro Paese e che dal 15 febbraio 2024 lo vede come soggetto di un dentello postale con il suo ritratto e il relativo bollettino illustrativo affidato a Tobia Iodice, scrittore e saggista. E chi era dunque Basile?

“ Basile affiancò all’attività letteraria un’intensa carriera militare e politica – spiega Tobia Iodice - in qualità di soldato al servizio della Repubblica di Venezia, partecipò infatti a numerose campagne in difesa dei territori della Serenissima. Ritornato poi a Napoli, si guadagnò, per il coraggio e il valore dimostrati sui campi di battaglia, la fiducia delle maggiori famiglie nobiliari dell’epoca, che gli affidarono incarichi di primissimo piano, come quello di Governatore di diverse città della Campania e della Basilicata. Per il grande equilibrio e il profondo senso di giustizia mostrati nello svolgimento di questi compiti, con il plauso delle popolazioni dei territori da lui amministrati, gli fu conferito il titolo di Conte”.

Membro di varie accademie artistico-letterarie, nel 1608 pubblicò il poemetto “Il pianto della Vergine”, e l’anno successivo la raccolta “Madrigali et Ode”, ampiamente lodata dagli intellettuali di quel periodo. “Indubbiamente, però – sottolinea Tobia Iodice - il capolavoro di Basile, nonché una delle opere più importanti nella storia della narrativa italiana (e non solo), è “Lo cunto de li cunti”, meglio conosciuto come “Pentamerone”, pubblicato postumo tra il 1634 e il 1637 a cura della sorella Adriana, celeberrima cantante, dopo la sua morte avvenuta mentre ricopriva la carica di Governatore proprio di Giugliano, il 23 febbraio del 1632”.

Come evidenziato anche da Benedetto Croce, il Pentamerone è solo apparentemente un’opera destinata all’intrattenimento dei fanciulli, costituendo invece uno dei libri più colti, complessi e raffinati scritti in Europa nel XVII secolo. “Appartengono a questa raccolta di cinquanta racconti non soltanto alcune tra le fiabe più note di tutti i tempi, come Cenerentola, La Bella Addormentata nel bosco o Raperonzolo, ma anche uno sterminato universo di personaggi e situazioni che costituiscono le fondamenta del genere letterario “fantasy”. Tanta ricchezza di temi e invenzioni non è riuscita però a preservare nel corso dei secoli il testo del Basile dalla sistematica opera di saccheggio o di plagio perpetrata da autori di maggiore fama (in primis i fratelli Grimm), i quali hanno così privato lo scrittore campano della corona della gloria” rileva Tobia Iodice.

Il francobollo dedicato a Giovan Battista Basile ha il valore della tariffa B pari a 1,25 euro e una tiratura di duecenticinquantamilaventi esemplari.

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