Sotto l’Etna nasce l’eccellenza: viaggio nell’Arancia Rossa di Sicilia Igp, la bellezza che si assapora
Giovanni Bosi, Catania / Sicilia
Quando si parla di Sicilia, la testimonial più emblematica non può che essere l’Arancia Rossa Igp, seducente come la bellezza infinita dell’Isola mediterranea. Nasce al cospetto dell’Etna, l’imponente vulcano oggi persino più alto della Marmolada dopo le ultime eruzioni, che dona alla Piana di Catania un microclima particolare, unico e irripetibile. La storia di questa produzione affonda le sue radici nei secoli e andare alla sua scoperta, è come viaggiare nel tempo fra tradizione e innovazione, ma significa anche esplorare il cuore delle centinaia di produttori che ogni giorno mettono passione, determinazione e resilienza al centro di tutto. Siamo venuti a vedere.
(TurismoItaliaNews) Conoscere da vicino gli uomini e le donne del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp apre davvero il cuore, gli occhi e la mente. E consente persino di sgombrare il campo da fin troppo facili luoghi comuni, ormai superati. Questa è gente che si rimbocca le maniche all’alba per donare al mondo la bellezza del gusto. E lo fa con un approccio che se da un lato tutela la tradizione, dall’altro guarda con entusiasmo alla tecnologia applicata all’agricoltura. A ben guardare, qui sull’Isola l’intelligenza artificiale è da un pezzo che la applicano. E forse la stessa AI ha trovato il modo di addestrarsi nel modo giusto.
Per parlare di queste arance, dell’attività del Consorzio, di coloro che lo animano facendo leva sull’amore per il territorio, si deve parlare necessariamente delle emozioni che si vivono camminando tra i filari infiniti degli agrumeti, con l’Etna immancabilmente presente. Amato e temuto, il vulcano è quello che assicura tanta bontà e tanto lavoro. Una sorta di economia circolare, perché in fondo grazie alle specialissime condizioni climatiche e al terroir, siamo in presenza di un’economia circolare assoluta: dell’arancia si usa tutto e non si butta niente.
Il Consorzio, ruolo irrinunciabile
Nato nel 1994 per iniziativa dei produttori locali con la mission di promuovere e tutelare l’Arancia Rossa di Sicilia, nelle sue tre varietà Tarocco, Moro e Sanguinello, oggi è il primo alfiere di questo prodotto amatissimo nel mondo. Con un mini esercito di uomini e donne che lo rendono protagonista: oggi l’arancia rossa si gusta fresca, si beve come succo o come ingredienti di produzioni tipiche, oppure si mangia nei piatti creati da chef sapienti. Così, è a partire dalle arance rosse Igp che si rinnova e si rinsalda l’amore per la Sicilia. Quell’amore che si prova in tutto il mondo.
Persone speciali dietro il lavoro di ogni giorno
“Fin dall’inizio la crescita del Consorzio di Tutela è stata portata avanti con impegno da tutti gli associati – ci racconta il presidente Gerardo Diana - nel 2015 è arrivato il riconoscimento a livello ministeriale, che consente al Consorzio di operare pienamente e in modo strutturato. Oggi contiamo circa 500 aziende agricole associate, ottanta centri di confezionamento dislocati nel territorio e più di 300 etichette autorizzate. Il fatturato complessivo è di circa 40 milioni di euro, con oltre 30.000 giornate lavorative generate. Si tratta quindi di un prodotto fortemente legato al territorio”. La campagna 2024-2025 ha chiuso con oltre 26 milioni di chilogrammi di Arancia Rossa di Sicilia Igp in commercio, di cui 3,1 milioni di kg di prodotto biologico.
Se Gerardo è il numero 1 del Consorzio, accanto a lui c’è un team incredibile, come i vice presidenti Elena Eloisa Albertini (rappresentante dei produttori) e Salvatore Scrofani (rappresentante dei confezionatori) o come Lucia Fidelio e Salvatore Milluzzo, che con la loro competenza seguono le incombenze consortili; e poi ovviamente le centinaia di produttori il cui lavoro disegna letteralmente i territori dei 32 comuni distribuiti nelle provincie di Catania, Siracusa ed Enna. Basti pensare che nel 2025 l’Arancia Rossa di Sicilia Igp è al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio Ig secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea - Qualivita (nel 2023 era al quinto). La produzione certificata Igp è infatti cresciuta dell’8,4%, arrivando a un valore di circa 20 milioni di euro (+11,8% rispetto al 2023).
Quell’elemento unico che è l’Etna
Si fa presto a dire arance: queste Rosse Igp sono uniche ed irripetibili nel bacino mediterraneo. “Non solo perché per produrre un’Arancia Rossa di Sicilia Igp è necessario trovarsi in un’area ben definita – sottolinea Gerardo Diana - ma anche perché il nostro territorio è caratterizzato da un elemento unico: l’Etna. Tuttavia, questo da solo non basta. C’è stata anche una crescita costante e una forte determinazione da parte degli agricoltori che, nonostante una grave malattia abbia colpito gli agrumeti, hanno avuto il coraggio di ripartire da zero, reimpiantando con nuovi portinnesti. Grazie a sforzi enormi, oggi le piante sono più resistenti ai cambiamenti climatici e il calendario di raccolta è molto più esteso rispetto a dieci anni fa. Possiamo dire che, alla fine, siamo riusciti a diventare più forti di prima. Questo è un messaggio importante che, secondo me, deve partire dalla Sicilia. Spesso il Sud viene accusato di fatalismo e di scarsa capacità di cogliere le opportunità, ma nella nostra agrumicoltura è accaduto l’esatto contrario: dalle difficoltà, i nostri associati sono riemersi più forti, dopo aver superato momenti davvero drammatici”.
Dal punto di vista dei produttori di eccellenza, c’è stata una crescita dell’attenzione dei consumatori verso i prodotti di qualità. C’è maggiore interesse e maggiore consapevolezza. E il compito del Consorzio è quindi fondamentale per tutelare e valorizzare il prodotto: “Tutelare significa effettuare controlli costanti: i nostri agenti vigilatori verificano che il prodotto sia conforme al disciplinare, che per noi rappresenta una sorta di ‘dieci comandamenti’ della produzione – sottolinea Diana - questo è un aspetto che il consumatore apprezza molto. È fondamentale anche il dialogo con il consumatore: spiegare, ad esempio, che la stessa pianta può produrre frutti più o meno rossi a seconda dell’esposizione. Un’arancia che cresce sul lato nord della pianta, più freddo e rivolto verso l’Etna, può risultare più rossa rispetto a quella esposta a sud. Non è sempre semplice far comprendere, oggi, quanto il clima e l’ambiente influenzino un prodotto agricolo, ma ciò che possiamo garantire è che, attraverso i controlli, il prodotto acquistato sia sempre conforme agli standard Igp”.
Fare promozione, parlare con le persone
Valorizzare significa anche partecipare alle fiere specializzate, fare promozione, parlare con le persone. “Quando riceviamo una lettera o un’email con un dubbio su un prodotto acquistato – chiarisce il presidente del Consorzio - rispondiamo spiegando cosa può essere accaduto, intervenendo e dialogando direttamente. Il rapporto umano resta fondamentale. Molti dei nostri associati sono cresciuti anche a livello strutturale e oggi raggiungiamo tutta l’Europa con un frutto che dà grande soddisfazione ed è molto apprezzato. Altri produttori utilizzano l’online e i canali digitali, che rappresentano un ulteriore modo per essere presenti, dialogare e crescere. Non vogliamo avere una mentalità isolana, né limitarci a dire che ‘da noi è tutto bello’. In attesa di un ponte materiale tra il Continente e l’Isola, vogliamo costruire ponti immateriali, fatti di comunicazione quotidiana, per raccontare alle persone tutto ciò che c’è dietro questo frutto: la pianta, il territorio e soprattutto i volti dei nostri associati” chiosa Gerardo Diana.
Donne, esperienza in prima linea
Elena Eloisa Albertini è la vice presidente in quota Produttori. La sua storia parte da lontano e la volontà di essere una produttrice di arance parte dall’impegno personale: “Essere produttori di Arancia Rossa di Sicilia – ci dice con entusiasmo - significa entrare in un mondo legato alla qualità, nel quale si produce rispettando rigorosi requisiti previsti dal disciplinare. Questo consente di avere sul mercato un’identificazione chiara del prodotto, riconosciuta non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Di pari passo, c’è stata una crescita dei consumatori nella ricerca di un prodotto di qualità e di eccellenza, soprattutto al di fuori dell’Italia. I consumatori italiani sono già molto consapevoli di ciò che portano in tavola, e questo è stato un elemento importante. Inoltre, abbiamo osservato anche un aumento significativo dei produttori che si sono avvicinati al Consorzio, iscrivendosi e contribuendo così a incrementare le produzioni a marchio Igp”. Tra i progetti in cantiere quello destinato alla conquista del mercato dei giovani visto che al momento il prodotto è maggiormente consumato da persone che vanno da 45 ai 60 anni di età. Per raggiungere l'obiettivo il Consorzio, ricorda la vicepresidente, si è già attivato con programmi di sensibilizzazione nelle scuole. Per il futuro invece si lavora a supportare iniziative imprenditoriali finalizzate alla valorizzazione e promozione del prodotto e del territorio, tra queste quelle di un distillato all'arancia, previsto per fine anno e realizzato da Agrosan, già promotrice dell'Etna Spritz a base di arancia rossa Igp.
In definitiva, quando si parla di Arancia Rossa, si parla inevitabilmente di Sicilia e non potrebbe essere altrimenti. Quando si pensa a questa splendida Isola, vengono subito in mente l’isola, il mare, l’estate, le vacanze… e subito dopo le arance. “Devo dire che i consumatori sono sempre più attenti al legame tra territorio, cibo e produzioni locali” chiosa Elena.















