Mela Rossa Cuneo, ecco il riconoscimento Igp

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Angelo Benedetti, Cuneo

Definirla un miracolo della natura non è certamente esagerato. Solo tra Cuneo e Torino, ad un’altitudine compresa tra 280 e 650 metri sul livello del mare, grazie all’unicum orografico costituito dalla balconata della stretta fascia di altipiano sospesa tra le Alpi occidentali e la pianura padana, nasce la Mela Rossa di Cuneo. Un prodotto tipico di questa fascia di Piemonte per il quale è ormai in dirittura d’arrivo il conseguimento dell’indicazione geografica protetta. Una storia che comincia con il pensiero illuminista settecentesco.

 

(TurismoItaliaNews) Sulla Gazzetta Ufficiale del 14 novembre è stato pubblicato il provvedimento del Ministero delle politiche agricole alimentari che annuncia il parere favorevole e che dà il via alla procedura amministrativa che, su proposta della società Consortile Cooperativa Agricola Piemonte Asprofrut di Lagnasco, ha già raccolto il pieno sostegno della Regione Piemonte.


La fascia di produzione della Mela Rossa Cuneo Igp (che viene prodotta utilizzando esclusivamente i gruppi varietali Red Delicious, Gala, Fuji e Braeburn ) comprende una porzione di territorio che ricade in parte nella provincia di Cuneo ed in parte in quella di Torino. In particolare i comuni della provincia di Cuneo sono Bagnolo Piemonte, Barge, Borgo San Dalmazzo, Boves, Brondello, Busca, Caraglio, Castellar, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Cervere, Costigliole Saluzzo, Cuneo, Dronero, Envie, Fossano, Lagnasco, Manta, Martiniana Po, Pagno, Piasco, Revello, Rossana, Sant'Albano Stura, Salmour, Saluzzo, Sanfront, Savigliano, Scarnafigi, Tarantasca, Valgrana, Venasca, Verzuolo, Villafalletto, Villar San Costanzo; mentre i comuni della provincia di Torino sono Bibiana, Bricherasio, Campiglione Fenile, Cavour, Garzigliana, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Osasco, San Secondo di Pinerolo e Pinerolo.

La peculiarità estetica e gustativa della “Mela Rossa Cuneo” è il risultato della favorevole interazione tra l’ambiente di produzione e i gruppi varietali selezionati, mentre alla qualità della colorazione rossa concorrono tre fenomeni fisico-climatici, che si verificano grazie all'unicum della balconata della stretta fascia di altipiano sospesa tra le Alpi occidentali e la pianura padana.


La contiguità alla catena alpina da un lato e alla pianura padana dall’altro - a partire dalla tarda estate e per tutto il periodo autunnale, in corrispondenza dell’evoluzione pre-raccolta della maturazione delle varietà che costituiscono la “Mela Rossa Cuneo” - determina escursioni termiche tra il giorno e la notte, con valori medi nel periodo pari a 13,8°C. Tali valori rappresentano un’ampiezza insolita, rispetto a quelli generalmente registrati per la maggior parte delle regioni pomicole europee, sia montane sia di pianura, dove gli sbalzi termici sono prevalentemente imputabili al rapido passaggio di perturbazioni meteorologiche.


L’umettamento della buccia, causato dalle gocce di rugiada che si forma nelle ore più fredde della notte, dà origine ad un ciclo di bagnatura/asciugatura. Nell'area di pianura sottostante l’altipiano dove è prevista la coltivazione della “Mela Rossa Cuneo” nei decenni passati era pratica comune aspergere con acqua refrigerata la chioma dei meli nelle notti in cui la temperatura non scendeva rispetto ai valori diurni. Si tentava in tal modo di imitare l'effetto di escursione termica e bagnatura del frutto, che avviene naturalmente sull'altipiano sovrastante. Le “brezze di monte” a senso alternato mattino/sera accentuano e accelerano i cicli circadiani di temperatura e umettamento. Questi fenomeni fisici interagiscono con la radiazione luminosa sulla formazione e sull’evoluzione dei cosiddetti antociani, i pigmenti antiossidanti responsabili del colore dell'epicarpo delle mele. Le escursioni termiche sono strettamente correlate alla formazione dei pigmenti del colore. L'estensione del colore percepibile dall'occhio umano dipende dalla percentuale di cellule con i pigmenti del colore, non già da una maggior o minor diluizione degli antociani nelle cellule. Il ciclo di umettamento/asciugatura, determinando la qualità della radiazione luminosa, interagisce nel processo evolutivo degli antociani, a partire dai composti precursori fino ai fenomeni degenerativi.

Sotto il profilo pedologico, questo territorio è ampiamente vocato alla coltura dei fruttiferi, ed in particolare del melo. I fattori ambientali, pedo-climatici, socio-economici e paesaggistici, in sinergia con l'opera dell'uomo che, grazie alle sue capacità ed esperienza, alla tradizione produttiva locale (compreso il mantenimento delle tradizionali tecniche di coltivazione nel rispetto e nella tutela delle vallate e delle montagne cuneesi) contribuiscono a conferire alla “Mela Rossa Cuneo” caratteristiche uniche.


Il pensiero illuminista settecentesco fece nascere, in Piemonte, accademie e associazioni agrarie cui si deve una intensa attività di ricerca varietale, di diffusione di nuove cultivar e di messa a punto di tecniche colturali impostate su basi scientifiche. Si crearono così le condizioni per la diffusione di varietà di mele a buccia rossa particolarmente apprezzate per la capacità di esprimere nell'ambiente cuneese una particolare intensità e brillantezza di colore.


Lo sviluppo della moderna melicoltura cuneese è riconducibile agli anni ‘50 e ‘60 del ventesimo secolo e lentamente nel panorama varietale le mele a buccia rossa cominciarono ad espandersi fino a divenirne, ai giorni nostri, il gruppo prevalente. Negli anni ‘60 e ‘70 la dicitura “Mela Rossa Cuneo” viene istituzionalizzata e comincia a comparire nei documenti contabili e nei fogli di viaggio del prodotto destinato al mercato interno; è di quegli anni la prima campagna promozionale che parla di “Mela Rossa Cuneo”; negli anni ‘80 accompagna in fattura le spedizioni di prodotto all'estero. Negli stessi anni la Mela Rossa Cuneo diviene oggetto di mostre pomologiche destinate ad un pubblico di frutticoltori professionali ma anche di consumatori e progressivamente consolida, nel primo decennio del XXI secolo, una sua identificazione commerciale in progetti di valorizzazione commerciale nei punti vendita della grande distribuzione del nord ovest italiano.

 


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