Innovativi, creativi, appassionati del territorio e pronti a valorizzare le eccellenze: a Civitanova Marche chef e ristoratori cavalcano la crescita
Giovanni Bosi, Civitanova Marche
Innovativi, creativi, frizzanti, appassionati del territorio e pronti a valorizzare le eccellenze, persino ecosostenibili. Sono gli chef e i ristoratori che in riva all’Adriatico, a Civitanova Marche, lavorano per essere i testimonial di un luogo dove negli ultimi anni si è investito molto per alzare l’asticella e diventare un luogo d’attrazione di qualità. Facendo leva su quanto di meglio può offrire il mare. E non solo.
(TurismoItaliaNews) Civitanova Marche ormai è un vero e proprio caso di crescita economica esponenziale. Nella regione che offre di tutto in qualsiasi stagione – dalla neve alle spiagge Bandiere Blu, passando per le dolci colline e borghi di grande fascino – l’enogastronomia è il vero valore aggiunto. Questa città non è più il luogo di passaggio di un tempo, ma si è trasformata in meta, sottraendo terreno a luoghi che in passato lungo la riviera adriatica erano famose per la movida. Il quadro positivo è ulteriormente emerso dall’edizione 2022 di GustaPorto, la kermesse promossa con Tipicità che mette l’infrastruttura portuale al centro del ragionamento incentrato sulla crescita e sullo sviluppo.
Mare dunque, ma non solo. Se si guarda bene, la rinnovata statale 77 “Val di Chienti” che la collega all’Umbria e all’Italia centrale, ha fornito un assist eccezionale e persino travolgente. Così da sollecitare da un lato la nascita di nuovi luoghi dedicati al gusto, e dall’altro la spinta a migliorare gli altri già sulla piazza. Piatti così curati da soddisfare gourmet e gourmand, conoscitori approfonditi del buon cibo e della buona cucina, ma anche grandi appassionati di buon cibo e buon vino. Basta dare uno sguardo ai menù per rendersene conto, ma anche all’attenzione che si presta nell’allestimento dei locali e nella scelta delle location, sul lungomare piuttosto che in collina.
“La scelta degli ingredienti è fondamentale - dice Emanuele Cimadamore, chef del ristorante Riva – così come la combinazione del gusto e dei colori”. Non a caso un piatto di grande impatto è il suo Risotto Acquerello mantecato con burro al ginepro, capasanta scottata e salsa all’alloro; altrettanto (come entrée) la tartare di ombrina con rapa rossa in più consistenze, maionese in carpione e lamina e scarola liquida. “La nostra passione è il cibo” dicono lo chef Andrea De Carolis e Marco Paniccià del “Sandwich Time” di Civitanova. “Siamo amici io e Andrea – racconta Marco – di quelle amicizie che nascono e crescono nel tempo, diventando resistenti come la cima di una barca. Utilizziamo prodotti che arrivano da aziende agricole biologiche certificate, spesso a km 0. Abbiamo raggiunto già da anni il 92% di autoconsumo di energia elettrica da pannelli fotovoltaici, tra i più alti a livello nazionale, e grazie all’impianto solare termico abbiamo ridotto del 30% l’uso di metano. Il furgone che utilizziamo per le necessità del locale è elettrico e abbiamo predisposto una colonnina di ricarica proprio di fronte al nostro locale”. Così accanto all’innovazione trova inevitabilmente spazio anche la tradizione, come “Li Furbi co l'abbiti”, piccoli polpi con le bietole, accompagnati dalla polenta, piatto tipico che nasce dall'incontro delle ricette con i frutti della pesca e della terra, in un vero e proprio scambio di prodotti tra pescatori e agricoltori. Una squisitezza!
Non mancano gli emergenti, giovani pronti a mettersi in gioco con professionalità. E’ il caso degli chef chef Paolo Paniccia e Roberto La Malfa, che al Circolo Nautico di Civitanova hanno aperto la loro “Club Vela Osteria” potendo contare su un magnifico affaccio proprio sul porto turistico. Nella carta propongono dalla sarda beccafico e finocchietto, al bigné salato ai fegatini di pollo e spinaci, oltre a tutto ciò che richiama il mare… Lo street fish è invece di scena al sea bar Dupesci di Paolo Bigoni e di chef Roberto Spiga. Una formula creativa destinata a tutti che punta sul colore, tra atmosfere californiane e da Croisette, fra tartare di ombrina e porchetta di tonno, baccalà o alici scottadito, tra aperitivi e bruch.
Un punto di riferimento per la cucina marchigiana e di questo territorio è poi Gianmarco Di Girolami, che ama definirsi “cuoco” e che fa parte della new generation della grande cucina regionale: amore e conoscenza per le materie prime autoctone, capacità di rielaborarle e presentarle in pietanze gourmand. Ha deciso di investire su se stesso, ampliando e ripensando totalmente lo storico bar di famiglia e creando un locale delizioso, caldo e minimal, caratterizzato da menù stagionali, con una grande opera di ricerca delle materie prime ed una spiccata raffinatezza nelle rielaborazioni.
E che dire di Paolo Mazzieri? Questo chef è praticamente anche un artista, uno scultore, un pittore, un creativo a tutto tondo. A tavola, ovviamente. A poca distanza dal borgo medievale di Civitanova Alta, nel suo ristorante “Mangia” spazia dalla tradizione, con i rimandi classici al territorio, all’innovazione, con piatti da mangiare prima con gli occhi e poi da degustare in un percorso di vera e propria scoperta nell’uso degli ingredienti. Tra i giovani, spicca poi chef Leonardo Pepa del Restaurant Noi: “Un concetto di emozioni, perché cucinare è come un’arte” dice. Un esempio? Il Carpaccio di gambero rosso,rose & melograno; oppure capasanta scottata, topinambur e acqua di cavolo viola, o ancora spigola, cipollotti roasted e spinacino. La stagionalità resta fondamentale…
Insomma tanto da scoprire in fatto di gusto a Civitanova Marche, che apre all’estate senza mai dimenticare che qui la bella stagione c’è in ogni periodo dell’anno…










