Anche in Trentino c’è il peperoncino: il “toccasana diabolico” di montagna nasce in un'azienda agricola biologica

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Dici peperoncino e pensi subito al nostro meraviglioso Sud e alle tante tradizioni che a tavola vi sono legate. Eppure questo “toccasana diabolico”, come lo chiama qualcuno ha saputo imporsi anche in altre zone d'Italia. In montagna, nella fattispecie. E in Trentino in particolare: è qui che nel 2013 è nata l'azienda agricola biologica “Peperoncino Trentino” da una folgorante idea di Maurizio Zanghielli e Andrea Vergari. Si trattava di trasformare quella che era una passione per il piccante ed una collezione di varietà di capsicum (annum, baccatum, frutescens, pubescens e chinense), coltivate domesticamente sul proprio terrazzo, in una vera e propria professione.

 

(TurismoItaliaNews) Maurizio Zanghielli è un personaggio. Ma anche un entusiasta oltre che un esperto di questa produzione che potrebbe sembrare... fuori luogo. Tutt'altro, anche perché – come sottolinea lo stesso Maurizio – basta leggere la storia e le modalità di diffusione del peperoncino, bacca ottenuta da alcune varietà piccanti del genere di piante Capsicum utilizzata principalmente come condimento, come spiegano gli esperti. Lo abbiamo incontrato all'edizione 2022 de “La dispensa dell’Alpe”, l'evento promosso a Folgaria, comunità tra le più antiche del Trentino e Perla delle Alpi, con l'intento di valorizzare le produzioni tipiche e sostenibili.

Anche in Trentino c’è il peperoncino: il “toccasana diabolico” di montagna nasce in un'azienda agricola biologica

Maurizio Zanghielli

Un appuntamento decisamente apprezzato dagli avventori e dalle aziende che hanno messo in vetrina i loro prodotti a km zero: dai formaggi al miele, ai piccoli frutti, alle conserve, agli ortaggi, ai vini. E parlando con Zanghielli si capisce come si fa presto a dire peperoncino... Ci racconta così l'evoluzione dell'idea: “Con Andrea abbiamo dapprima fondato un’associazione di appassionati che condividevano l’amore per il peperoncino e successivamente si misero a ricercare appezzamenti e campi incolti da poter recuperare per mettere a dimora ed ampliare la propria collezione di piante, praticando una vera e propria agricoltura eroica. Il terreno diventata la prima casa del Peperoncino Trentino è un appezzamento a terrazze sito a 400 metri nel comune di Isera, in Vallagarina, nella soleggiata località Folaso”.

Maurizio ed i suoi soci hanno deciso di utilizzare il metodo di agricoltura biologico (ottenendo successivamente la certificazione) praticando la rotazione delle colture ed utilizzando fertilizzanti naturali come il letame e il sovescio. “In breve tempo i profumi ed i sapori delle più di 30 varietà coltivate, provenienti dai 5 continenti, si sono trasformati in prodotti di consumo per buongustai e per gli amanti della capsaicina” sottolinea Maurizio Zanghielli. Così sul paniere oggi ci sono peperoncini freschi, secchi e in polvere: ognuno degli insoliti frutti, cresciuti in una terra solitamente dedicata ad altre colture, trova un ruolo da protagonista nelle ricette e nei prodotti che ad oggi formano l’ampio catalogo di Peperoncino Trentino.

Anche in Trentino c’è il peperoncino: il “toccasana diabolico” di montagna nasce in un'azienda agricola biologica

Anche in Trentino c’è il peperoncino: il “toccasana diabolico” di montagna nasce in un'azienda agricola biologica

Tuttavia Peperoncino Trentino non si limita a produrre ortaggi: “Ci facciamo promotori di una vera e propria cultura raccontando la biodiversità, fatta di innumerevoli forme e colori, promuovendo l’etica del prodotto a km 0 ed il valore aggiunto di recuperare terreni altrimenti abbandonati. La realtà del Peperoncino Trentino è in continuo movimento ed espansione; grazie alla costante passione del suo fondatore per quella che è una vera e propria cultura”.

Topepo, Elephant, Aji Blanco Cristall, Rawit e una vasta selezione di habanero tra cui Scotch Bonnet e Madame Jeanette, sono solo una piccola parte della produzione che è in costante aggiornamento e perennemente alla ricerca della varietà che potrà in futuro chiamarsi autoctona. Oggi l’associazione è diventata una vera e propria azienda agricola e si è espansa recuperando altri appezzamenti incolti, sia per aumentare la produzione ma soprattutto per rispettare il rigido ma imprescindibile disciplinare biologico.

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