Melilla, la città dalle quattro anime e un sapore che le racconta tutte: il viaggio irresistibile della Rusadir

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Giuseppe Botti, Melilla / Spagna

Melilla è una di quelle mete che sfuggono alle definizioni semplici. Città spagnola in Africa, ponte tra continenti e crocevia di quattro culture – cristiana, musulmana, ebraica e induista – si presenta come un mosaico vivo in cui la storia dialoga con l’architettura, l’arte con la spiritualità, il Mediterraneo con l’Atlantico interiore delle tradizioni locali. Camminare per le sue strade significa attraversare epoche e orizzonti: dal Triangolo d’Oro modernista – con quasi 900 edifici Art Nouveau e Art Déco, seconda solo a Barcellona per patrimonio stilistico – all’Itinerario dei Templi che intreccia moschee, chiese, sinagoghe e santuari induisti, passando per la Cittadella, magnifico affaccio sulla lunga evoluzione dell’architettura militare tra XV e XVIII secolo. E poi c’è la gastronomia tradizionale…

 

(TurismoItaliaNews) Melilla non è soltanto da guardare: è soprattutto da vivere. Il Monte Gurugú con la sua colonia di scimmie, le immersioni su fondali rocciosi e brulicanti di vita, le moto d’acqua che sfrecciano tra baie luminose, compongono un paesaggio dinamico in cui sport e natura convivono senza sforzo. Un luogo aperto, solare, dove l’identità non è mai un confine ma un abbraccio culturale.

E come accade spesso nei luoghi che respirano diversità, l’essenza di Melilla si rivela pienamente a tavola. Correos, nella serie dedicata alla ricchezza culinaria delle regioni spagnole, ha scelto per rappresentarla un piatto-simbolo: rape a la Rusadir, un omaggio gustoso al nome fenicio della città e alla sua storia multiculturale. È una ricetta che profuma di Mediterraneo e di mestiere, di spezie che arrivano da lontano e di sapori che raccontano il territorio con autenticità.

Melilla, la città dalle quattro anime e un sapore che le racconta tutte: il viaggio irresistibile della Rusadir

Melilla, la città dalle quattro anime e un sapore che le racconta tutte: il viaggio irresistibile della Rusadir

Prepararlo significa entrare nella cucina melillense e assaporarne la tradizione. Le colas de rape, le code di rana pescatrice, si dorano lentamente nella stessa casseruola dove hanno già sprigionato aroma le ñoras, i peperoni secchi tipici, lavorati con zafferano in fili, cumino, aglio e un tocco di brodo di pesce. Il soffritto, denso e brillante, nasce da pomodori maturi, peperoni verdi e un fondo di aglio e prezzemolo: una base che unisce terra e mare, dolcezza vegetale e profondità speziata.

Il pesce, una volta avvolto da questa crema vellutata, cuoce fino a diventare morbido e sugoso; poi arrivano le strisce di peperoni arrostiti e le habitas – fresche o sott’olio – che aggiungono la nota finale, quella che chiude il piatto come un sigillo della memoria gastronomica locale. Una semplice ramita di prezzemolo decorativa non è un dettaglio estetico: è il richiamo all’essenzialità mediterranea, dove il sapore trionfa sulla forma.

La Rusadir non è solo una ricetta: è una storia. Racconta il viaggio di popoli diversi, il legame indissolubile con il mare, il piacere di una cucina che nasce dall’incontro. In un boccone racchiude lo spirito di Melilla, città che non smette di sorprendere chi la visita e chi la assaggia.

E proprio a questo piatto tradizionale è dedicato il francobollo da 4,60 euro stampato in versione foglietto che le Poste di Madrid hanno messo in circolazione il 17 settembre 2025 nell’ambito dell’apprezzatissima serie “Gastronomía: España en 19 platos”; la tiratura annunciata è di 70mila serie.

 

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