L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

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Dai pionieri della piccola pesca alle catene della Gdo: viaggio nella cooperativa che fattura 50 milioni di euro e trasforma il pescato adriatico in un’eccellenza globale

 

di Giovanni Bosi, Ancona / Marche

 

Chi immagina la pesca come un mestiere ancorato esclusivamente alla tradizione e alla fatica dei singoli, non ha mai varcato la soglia dello stabilimento CoPeMo (Cooperativa Pescatori Molluschicoltori) nell’area portuale di Ancona. In un’area produttiva che supera i duemila metri quadrati, la tradizione della marineria adriatica si sposa con l'industria 4.0, la sostenibilità energetica e i rigidi protocolli di sicurezza alimentare.

 

(TurismoItaliaNews) Nata nel 1973 grazie all'intuizione e al coraggio di un gruppo di operatori della piccola pesca locale, la cooperativa ha vissuto un'evoluzione costante. Oggi, a più di cinquant'anni da quel debutto in un settore allora florido ma decisamente rudimentale, CoPeMo è diventata un pilastro e un punto di riferimento imprescindibile per l’intera cooperazione ittica italiana, con un fatturato che si aggira intorno ai 50 milioni di euro e una forza lavoro che oscilla tra i 50 e i 60 addetti interni, supportati da personale a chiamata nei picchi stagionali. Grazie a Tipicità in Blu, abbiamo avuto la possibilità di visitare l'azienda insieme al direttore del Festival, Angelo Serri, quale sede di tappa del Grand Tour 2026.

L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

Elio Brutti, responsabile delle relazioni pubbliche e della comunicazione di CoPeMo

Una rete che unisce l'Adriatico, da Chioggia a Barletta

La struttura si muove su una duplice anima: una decina di soci storici che costituiscono la base attiva e una fittissima rete di conferitori che copre l'intera fascia adriatica, da Chioggia fino a Barletta. A questi si aggiunge il pescato delle draghe, i conferimenti della piccola pesca locale e una quota di importazione dall'estero, necessaria per garantire continuità e varietà a un mercato sempre più esigente. I numeri della produzione descrivono un gigante della logistica alimentare: nello stabilimento si lavorano mediamente 50 tonnellate di prodotto al giorno, una cifra che raddoppia letteralmente durante il periodo natalizio, toccando le 100 tonnellate quotidiane. "La nostra missione originaria era tutelare sotto il profilo qualitativo, sanitario e commerciale le cozze pescate dai nostri soci - ci spiega Elio Brutti, responsabile delle relazioni pubbliche e della comunicazione di CoPeMo - negli anni abbiamo capito che per restare competitivi dovevamo evolverci. Abbiamo diversificato l'offerta inserendo altre specie e investendo sulle tecnologie di lavorazione. Oggi non siamo più solo un presidio locale, ma un partner strategico per i colossi della Grande Distribuzione Organizzata”.

Tecnologia, sicurezza e transizione green

Varcando i cancelli della produzione, l'attenzione alla sicurezza e all'efficienza è maniacale. È qui che incontriamo Andrea Antognini, responsabile della Qualità, che ci guida attraverso i vari settori dove avviene la selezione, la preparazione e il confezionamento di prelibatezze come la Vongola lupino dell’Adriatico, i murici spinosi, le crocette, le cozze (tra cui il celebre presidio locale, il Musciolo), fino alle ostriche. Il vero cuore tecnologico del sito è l'impianto di depurazione. I molluschi che arrivano dalle aree classificate come "fascia B" vengono sottoposti a un ciclo di depurazione a circuito chiuso che dura 18 ore, garantendo la totale salubrità del prodotto prima dell'immissione sul mercato.

Andrea Antognini, responsabile della Qualità

L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

"La sicurezza del consumatore è il nostro dogma - sottolinea Antognini - ogni singolo mollusco che esce da questo stabilimento traccia una linea invisibile ma indistruttibile tra il mare e la tavola. Ma qualità per noi significa anche rispetto per l'ambiente che ci dà da vivere: per questo l'intero processo produttivo è alimentato da un moderno impianto fotovoltaico aziendale. Catturiamo l'energia dal sole per lavorare i frutti del mare”.

Il mercato: la spinta dell'export e la sfida iberica

Se l'Italia resta il mercato di riferimento principale – trainato da consumi interni altissimi, con una media pro capite di circa 30-31 kg di prodotti ittici all'anno (ben al di sopra della media europea che si ferma a 24 kg) – CoPeMo ha saputo guardare oltre i confini nazionali. La cooperativa oggi rifornisce regolarmente mercati esigenti come Francia, Germania, Grecia e Croazia. Ma è la Spagna a rappresentare il vero fiore all'occhiello della strategia d'esportazione, grazie a una partnership consolidata con i supermercati Mercadona, colosso iberico della Gdo. Un paradosso solo apparente, se si pensa che la penisola iberica detiene, insieme al Portogallo, il primato europeo per il consumo di pesce fresco.

"Il mercato spagnolo è straordinariamente maturo e competitivo - analizza il direttore commerciale Luciano Sacconi - riuscire a imporsi in Spagna con i frutti del nostro mare adriatico è la prova provata che l'efficienza logistica e l'accuratezza del servizio fanno la differenza. La GDO non cerca solo un prodotto buono, cerca un fornitore affidabile, capace di garantire volumi, freschezza assoluta e puntualità 365 giorni all'anno. CoPeMo, oggi, è esattamente questo". Dalle barche di legno degli anni '70 ai mercati di Madrid e Parigi, la Cooperativa Pescatori Molluschicoltori di Ancona dimostra come il modello cooperativo, se gestito con visione manageriale e responsabilità ambientale, sia capace di trasformare le risorse del territorio in campioni internazionali dell'agroalimentare.

L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

L’impero dei frutti di mare all’ombra del Conero: la svolta sostenibile di CoPeMo di Ancona, il mare sulle tavole

Il successo aziendale si inserisce in un contesto favorevole per il consumo di prodotti ittici. Una passione che continua a sostenere un comparto strategico per l'economia costiera e che trova nelle cooperative come CoPeMo uno dei suoi esempi più virtuosi. Dopo oltre cinquant'anni di attività, la cooperativa anconetana continua così a rappresentare un ponte tra il lavoro dei pescatori e le tavole dei consumatori, dimostrando come tradizione, innovazione e sostenibilità possano navigare nella stessa direzione. Un modello nato sulle rive dell’Adriatico che oggi guarda all'Europa senza dimenticare le proprie radici.

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