Un sito seriale per i Teatri Storici: le Marche in campo per ottenere l’iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’Unesco

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Angelo Benedetti, Ancona / Marche

Sono i testimonial storici del fermento culturale ed artistico della regione, ma anche di architettura e passione. Loro sono i teatri storici delle Marche, per i quali è scattato l’iter per ottenere l’inserimento nella lista dei beni del Patrimonio mondiale Unesco. Nati in gran parte tra Settecento e Ottocento, hanno contributo ad accrescere la solida cultura musicale e l’amore per lo spettacolo, un tratto distintivo che il turista può apprezzare ancora oggi in tutta la sua vivacità, assistendo ad avvincenti rassegne di rappresentazioni e concerti che si svolgono durante l’anno. Oltre settanta teatri storici, infatti, ospitano stagioni liriche, sinfoniche, di danza e prosa.

 

(TurismoItaliaNews) Le Marche sono state definite la regione dei teatri, grandi e sfarzosi come quelli di Pesaro, Macerata e di Ascoli Piceno; preziosi perché conservano macchinari scenici d’epoca come quello di Offida. Teatri che sono autentici scrigni in miniatura come quello di Montegiorgio e il teatro della Rocca di Sassocorvaro. A Jesi il teatro “G.B. Pergolesi” è noto per la decorazione del soffitto eseguito da Felice Giani; a Fabriano nel teatro Gentile, l’acustica è la migliore dei teatri delle Marche. A Fermo nel Teatro dell’Aquila è stata allestita una sezione dedicata alla documentazione storica delle attività della struttura. Da segnalare sono i teatri “Le Muse” di Ancona, “Misa” di Arcevia, “La Vittoria” di Ostra, “La Fortuna” di Fano, il Teatro Comunale di Cagli, in fastose forme neobarocche, il teatro” La Fenice” di Osimo e il “Mercantini” di Ripatransone.

Monterubbiano, il Teatro Pagani

Fabriano, il Teatro Gentile

Cagli, il Teatro Comunale

Cagli, il Teatro ComunaleCagli, il Teatro Comunale

Cagli, il Teatro ComunaleCagli, il Teatro Comunale

Per la candidatura a Patrimonio mondiale dell’Unesco, a Fermo è stato firmato il Protocollo d’intesa tra la Regione Marche e i 60 Comuni coinvolti nell’iniziativa, allo scopo di perfezionare le procedure relative alla presentazione della candidatura, che consistono nella realizzazione e attuazione del Dossier di candidatura e del Piano di gestione, documenti base su cui il Comitato valuta la richiesta di iscrizione.

Firmatari dell’intesa sono stati il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Cultura, Giorgia Latini, insieme con i 60 sindaci delle città sedi dei teatri storici. Per Acquaroli “questa candidatura rappresenta per le Marche una grande opportunità. È ora il momento di fare un salto in avanti, creando un circuito di teatri che diventerà un elemento importante e aggiuntivo all’interno della strategia complessiva la quale punta, tra le altre cose, alla rivitalizzazione dei centri storici e dell’entroterra, avviata già con la Legge Borghi e con il festival Marchestorie. I nostri teatri – ha proseguito il presidente della Regione – sono un patrimonio vivo e vitale, anche grazie all’opera delle amministrazioni locali che li hanno conservati e tutelati. A tutti i primi cittadini presenti oggi chiedo di continuare a fare squadra, perché le Marche rappresentano qualcosa di straordinario se sono unite e vanno avanti insieme. La nostra forza sta nella volontà di lavorare insieme per riconoscerci come un territorio unito che ha molto da offrire”.

Fermo, il Teatro dell'Aquila

Treia, il Teatro

Monterubbiano, il Teatro Pagani

Monterubbiano, il Teatro PaganiFermo, il Teatro dell'Aquila

L’adesione dei sindaci e dei rappresentanti delle amministrazioni comunali, nelle quali hanno sede i Teatri storici, testimonia l’interesse per l’iniziativa promossa dalla Regione e rappresenta il desiderio e la volontà di confrontarsi in vista dell’obiettivo da raggiungere. Un obiettivo sostenuto anche da parte del ministero della Cultura, attraverso il coordinamento dell’Ufficio Unesco del Segretariato Generale, competente per l’attuazione della Convenzione sul Patrimonio mondiale. Il numero di teatri che continuano a vivere nei vari centri cittadini racconta la storia e diffonde quel concetto di “eccezionale valore universale” che deve diventare patrimonio di tutti. Avete dimostrato di essere una comunità unita, rivolta verso una direzione che ci auguriamo possa portare nel più breve tempo possibile al riconoscimento Unesco.

Per Maurizio Di Stefano, presidente di Icomos Italia ed esperto Unesco “è raro il fatto che sia una Regione a farsi soggetto promotore di tale iniziativa”. I Teatri storici delle Marche costituiscono un insieme unitario, un fenomeno pressoché unico per il loro numero e l’uniformità di diffusione in relazione ad un contesto territoriale circoscritto ne fanno un “sito seriale”. Pur essendo testimonianza, nel loro complesso, di un preciso contesto storico e sociale, i teatri sono espressione e cuore di una comunità, luoghi non solo di spettacolo ma, più in generale, di attività, incontri e rapporti capaci di promuovere altri interessi culturali, sociali e civili.

Macerata, lo Sferisterio

San Severino Marche, il Teatro Feronia

In apertura: Civitanova Marche Alta, il Teatro Annibal Caro

Recanati, il Teatro Persiani

Nel Protocollo d’Intesa i firmatari si impegnano a supportare, sostenere e promuovere, nel rispetto delle proprie competenze, le ulteriori attività previste per la presentazione della candidatura alla lista del Patrimonio Mondiale Unesco dei “Teatri storici della regione Marche”, (62 teatri che hanno sede in 60 Comuni). Con successivi atti saranno meglio individuate le attività da svolgere per la presentazione della candidatura, per le quali saranno altresì definite le risorse finanziarie da impiegare.

In apertura: Civitanova Marche Alta, il Teatro Annibal Caro

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