Unesco, i Longobardi patrimonio dell’umanità

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Angelo Benedetti, Spoleto

Le ultime arrivate in ordine di tempo erano le Dolomiti. Ora la lista dei patrimoni mondiali dell’Umanità si allunga ulteriormente e non è certo un caso se è proprio l’Italia a detenere il maggior numero di siti tutelati dall’Unesco: ben quarantasei. La prima ad essere iscritta nel 1979 è stata l’arte rupestre della Val Camonica e da lì in poi ogni anno la lista si è allungata. Da Firenze a Venezia, da Castel del Monte alla costiera amalfitana, dalle isole Eolie ad Assisi. Adesso l’ultimo suggello riguarda i Longobardi.

 

(TurismoItaliaNews) Dopo due giorni di riunione a Parigi, la 35a sezione del Comitato del patrimonio mondiale Unesco ha promosso alla World heritage list la candidatura seriale che comprende le più rilevanti testimonianze longobarde presenti sul territorio nazionale: “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, vale a dire l’area della Gastaldaga con il Tempietto longobardo a Cividale del Friuli, in provincia di Udine; il Monastero di Santa Giulia con la chiesa di San Salvatore a Brescia; l’area del castrum di Castelseprio, in provincia di Varese; la basilica di San Salvatore a Spoleto e il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno, entrambe in provincia di Perugia; il complesso monumentale di Santa Sofia di Benevento, che comprende l’omonima chiesa e il campanile che affacciano su piazza Matteotti, nel centro storico del capoluogo sannita; e il Santuario micaelico di Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia. Per  l’Italia è il 46° sito inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità, che la rende la nazione con il maggior numero di siti Unesco.

Quello che in gergo tecnico si chiama sito seriale, comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, che si situano dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati Longobardi che formarono quella che possiamo definire la prima “nazione” italiana.

Vediamoli nel dettaglio.

Il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli (Udine), è uno degli edifici più originali ed anche tra i più noti della tarda età longobarda, con i resti del complesso episcopale rinnovato da Callisto ed il Museo Archeologico Nazionale, dove sono esposti i preziosi corredi delle necropoli longobarde cividalesi.

Il complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia a Brescia, oggi sede del “Museo della città”, è uno straordinario palinsesto architettonico che ingloba il monastero femminile edificato dal duca Desiderio prima di diventare re, iscritto con l’adiacente complesso archeologico monumentale dove si conservano i maggiori edifici pubblici di età romana del nord Italia.

Il castrum di Castelseprio-Torba (Varese), conserva significativi esempi di architettura militare, con la rinomata Chiesa di Santa Maria foris portas, ubicata fuori dalle mura nell’area occupata dal borgo altomedievale, sulle cui pareti si conserva uno dei più alti testi pittorici di tutto l’Alto Medioevo.

Il Tempietto sul Clitunno a Campello (Perugia), famoso, piccolo edificio che, per la sua forma classica e i numerosi spolia utilizzati per la sua realizzazione, fin dal Rinascimento è stato oggetto dell’attenzione dei più grandi architetti che ne hanno immortalato l’immagine nei secoli. 

La Basilica di San Salvatore a Spoleto (Perugia) è un edificio eccezionale per il linguaggio romano classico con cui fu concepito, che ancora conserva all’esterno ed all’interno significativi frammenti di decorazione architettonica antichi ed elementi decorativi abilmente scolpiti dai lapicidi medievali. 

La Chiesa di Santa Sofia a Benevento è una delle strutture longobarde più complesse e meglio conservate dell’epoca, che sulle pareti mostra ancora importanti brani dei cicli pittorici altomedievali, testimonianza più alta della cosiddetta “pittura beneventana” con l’attiguo chiostro che oggi ospita il “Museo del Sannio”. 

Il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Foggia) dal VII secolo, con i Longobardi, divenne il più importante luogo del culto micaelico, influenzando profondamente la diffusione della devozione per San Michele in tutto l’Occidente e divenendo un modello per i centinaia di santuari costruiti nel resto d’Europa, compreso il più famoso Mont-Saint-Michel tra Bretagna e Normandia.

Una rigorosa selezione

“I beni compresi nel sito, frutto di una rigorosa ed accurata selezione – spiega il Ministero per i beni culturali - rappresentano, ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o quello più conservato tra le numerose testimonianze diffuse sul territorio nazionale e, nel loro insieme, rispecchiano l’universalità della cultura Longobarda al suo apice. Essi rappresentano quindi la quintessenza del patrimonio artistico ed architettonico delle gentes Langobardorum che, come noto, si espressero in forme monumentali solo dopo il loro stanziamento in Italia, seguito ad un lungo periodo di migrazione che dalla Scandinavia li vide attraversare i paesi del nord-est europeo.

 

La storia dei Longobardi

Giunti in Italia i Longobardi assimilarono la tradizione Romana, la spiritualità del Cristianesimo, gli influssi Bizantini, e seppero integrarli con i valori Germanici di cui erano portatori, dando vita tra la fine del VII e l’VIII secolo ad una nuova ed originale cultura.

Come riconosciuto dalla storiografia più recente, i Longobardi si pongono quindi tra i principali protagonisti del complesso periodo di transizione tra l’Antichità ed il Medioevo; essi avviarono quel processo culturale, ereditato poi da Carlo Magno, che trasformò il mondo antico e contribuì alla formazione dell’Europa medievale, influenzando il successivo millennio della storia Occidentale.

Un riconoscimento, quindi, quello dell’Unesco, che sancisce il portato degli studi contemporanei e mette fine ai concetti di “decadenza”, “fine della civiltà” e “barbarie” che venivano generalmente associati all’età che va dalla caduta dell’Impero Romano alla nascita di quello Carolingio, affermando invece - in una visione oggi particolarmente attuale - l’idea del continuum del processo storico, caratterizzato dalla compenetrazione di civiltà diverse. 

Il sito istituzionale dei siti longobardi patrimonio dell’Umanità

 

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