Portogallo: nella Valle del Douro, dove nasce l'amatissimo Porto

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Giovanni Bosi, Valle del Douro, Portogallo

(TurismoItaliaNews) Il gusto è dolce e seducente e ad un buon bicchiere non si dice di no. Se poi si ha la fortuna di assaporarlo in una “quinta” sulle sponde del Douro, allora il quadro è completo. Lui è ovviamente il Porto, vino liquoroso portoghese prodotto esclusivamente con le uve provenienti da questa regione nel nord del Portogallo, ad un centinaio di chilometri a est della città di Porto.

 

I vigneti sono adagiati sulle colline che circondano il fiume che attraversa la penisola iberica - prima la Spagna, poi il Portogallo – per poi gettarsi nell’Atlantico in corrispondenza della città che prende il nome proprio dal vino. Fare i turisti da queste parti ha un valore doppio e non solo perché lungo l’asta del Douro si alternano città e paesi in cui i castelli si incastrano con le chiese in stile romanico gotico e dove la pietra squadrata costruisce il paesaggio, ma anche perché è la natura a fare la differenza, guarda caso grazie ai vigneti che ne modellano l’andamento sulla scorta di una tradizione secolare. Non è un caso se l’intera regione è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. E di certo non si deve essere intenditori di vino per visitare questa parte d’Europa che sa ben proporsi al turista.

L’itinerario è semplice e dopo una visita della città di Porto, abbarbicata sulla riva settentrionale dell’estuario del Douro e dove lo stile barocco è di casa, si può partire alla volta della Valle di incomparabile bellezza seguendo l’itinerario del “Vinho do Porto” e i percorsi turistico-culturali che propongono escursioni nelle quintas, cioè le tenute agricole, alla ricerca delle tradizioni legate ad uno dei più famosi vini del mondo. Del resto agricoltura, turismo e cultura ormai vanno a braccetto grazie alle attività promozionali delle Associaçóes do Desenvolvimento Local, Douro Histórico e Beira Douro, che tra l’altro in nome delle antiche giostre e tornei hanno deciso di associarsi con l’italianissimo Gal Valle Umbra e Monti Sibillini.

Da vedere c’è molto, magari attraverso una crociera sul Douro grazie ai battelli attrezzati. Lamego è uno dei centri maggiori della regione, dove va sicuramente vista la magnifica Chiesa di Nossa Senhora dos Remedios, una delle chiese più belle del Portogallo, in stile barocco e con una lunghissima scalinata di 611 gradini che i pellegrini risalgono in ginocchio. Ovviamente per chi non vuol faticare troppo, c’è una comodissima strada carrabile… E naturalmente non mancano tracce italiane: Nicolò Nasoni è l’artista aretino (1691-1773) che ha decorato la cattedrale in stile gotico.

Sulle tracce dei vini, da non perdere la visita del Solar de Mateus, lo splendido palazzo barocco immortalato sull’etichetta del celebre vino rosè. Si tratta di una delle più interessanti residenze nobili del nord del Portogallo, al centro di una tenuta agricola con i vigneti di “alvarelhao”, il vitigno usato per produrre il celebre Mateus.

Tra gli altri centri da visitare, c’è anche Penedono, dove a quasi mille metri di quota domina il piccolo castello espressione dell’architettura militare gotica e che viene associato alla mitica figura di Alvaro Gonçalves Coutinho, raccontata da Camóes nella sua opera epica “I Lusiadi”.

Oppure Tarouca, dove c’è da vedere il monastero di Sào Joào (antica residente cistercense, con splendide decorazioni di epoca barocca) e il ponte fortificato sul fiume Varosa con la torre che ancora oggi resta lì a fare la sentinella. E il tour si può magari concludere in una “quinta” dove aleggia ancora l’atmosfera medievale, dove si mangia carne alla brace direttamente con le mani, cioè senza posate, e tutt’intorno si muovono cavalieri, armati, giullari e improbabili vescovi di quasi mille anni fa.

Per saperne di più

www.portogallo.com
www.oporto.com
www.portugalvirtual.pt

 

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