Murujuga, la voce della pietra: in Australia 50.000 anni di storia diventano Patrimonio dell’Umanità

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Giuseppe Botti

Un paesaggio di rocce rosse e vento antico, dove ogni pietra racconta una storia. È ufficiale: il Paesaggio Culturale di Murujuga è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Un riconoscimento storico che porta a 21 il numero dei siti australiani protetti a livello globale. Questa è Pilbara, nel Western Australia.

 

(TurismoItaliaNews) Situato nel remoto nord-ovest del continente, Murujuga comprende la Penisola di Burrup, le isole dell’Arcipelago di Dampier e le acque marine adiacenti. Ma più che una semplice area geografica, è un archivio millenario inciso nella roccia: oltre un milione di incisioni rupestri, alcune risalenti a 50.000 anni fa, testimoniano la continuità di una delle culture più antiche della Terra. Le incisioni – o petroglifi – raffigurano animali, spiriti, figure umane, simboli e paesaggi. Sono opere d’arte che uniscono maestria tecnica e significato spirituale, capaci di resistere al tempo e alle intemperie. Non si tratta solo di rappresentazioni estetiche, ma di messaggi sacri, codici culturali, tracce di un sapere profondo radicato nel legame tra esseri umani e natura.

Murujuga, la voce della pietra: in Australia 50.000 anni di storia diventano Patrimonio dell’Umanità

Murujuga è infatti plasmato dalla Lore, l’insieme di leggi, storie e valori spirituali trasmessi oralmente dai Ngarda-Ngarli, i Custodi Tradizionali di questo territorio. Per loro, ogni roccia ha un significato, ogni incisione è parte di un racconto più grande. Il riconoscimento dell’Unesco è anche un riconoscimento del diritto dei popoli aborigeni a custodire e raccontare la propria memoria. Il sito ha attraversato anche momenti difficili. Le attività industriali, in particolare legate all’estrazione e al gas, hanno a lungo minacciato l’integrità del paesaggio. Il timore per la conservazione delle incisioni e per la cultura locale ha mobilitato negli anni comunità, esperti e attivisti. Il riconoscimento internazionale ottenuto oggi rappresenta una vittoria non solo simbolica, ma concreta per la protezione futura dell’area.

Murujuga è ora un luogo sacro riconosciuto a livello mondiale, un ponte tra il passato profondo dell’umanità e il presente. Ma è anche una sfida: come conciliare conservazione e sviluppo? Come garantire che i Custodi tradizionali restino protagonisti nella gestione del sito? In un mondo che cerca risposte di fronte alla crisi climatica e culturale, Murujuga diventa una voce incisa nella pietra, che parla di armonia, resistenza e rispetto per la terra. Un patrimonio non solo australiano, ma dell’intera umanità.

 

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