Parco Archeologico di Ercolano, riapre il tunnel che attraversa l’eruzione: cento metri sospesi tra presente e antichità
Un cammino che scende attraverso gli strati dell'eruzione del 79 d.C. restituisce ai visitatori uno degli accessi più emozionanti all'antica Ercolano. Dopo la riapertura della Galleria Martusciello, torna infatti percorribile il suggestivo collegamento che unisce la città moderna all'Antica Spiaggia degli Scavi, offrendo un'esperienza immersiva capace di raccontare la potenza del Vesuvio attraverso la materia stessa che ha conservato la città per quasi duemila anni.
(TurismoItaliaNews) Lungo oltre cento metri, il percorso accompagna fino all'antico litorale, dove si trovano i fornici, gli antichi ricoveri per le imbarcazioni nei quali furono rinvenuti gli scheletri di circa 300 persone che cercarono invano di mettersi in salvo dall'eruzione. La discesa assume così un valore che va oltre la visita archeologica: ogni passo attraversa la compatta coltre di materiali vulcanici che seppellì Ercolano, riportando progressivamente lo sguardo al livello del mare su cui si affacciava la città romana. La riapertura della Galleria Martusciello restituisce quindi un accesso di straordinario valore storico e simbolico, permettendo di leggere la tragedia del 79 d.C. non soltanto attraverso i reperti e le testimonianze archeologiche, ma anche percorrendo fisicamente il deposito lasciato dall'eruzione che ha fermato il tempo e, al tempo stesso, preservato una delle città antiche meglio conservate al mondo.
La riapertura di questo collegamento è possibile grazie alla realizzazione delle opere previste nello stesso appalto di lavori che ha interessato l’Antica Spiaggia e il fronte mare, con interventi di sistemazione e valorizzazione che, nel giugno 2024, hanno consentito l’apertura al pubblico dell’area della spiaggia, puntando anche al ricongiungimento visivo con la Villa dei Papiri. Il nuovo assetto permette ora di rendere più diretto e coinvolgente il rapporto tra la Galleria, i fornici e l’antico litorale, restituendo al pubblico un percorso di accesso capace di ricucire luoghi tra i più suggestivi ed emotivamente intensi del sito archeologico.
Nella Galleria Martusciello il percorso è stato completamente rinnovato: il precedente grigliato di calpestio, che copriva le gradonate in tufo, è stato sostituito da un nuovo sistema integrato con l’illuminazione. Una soluzione pensata non solo per rendere più sicuro e suggestivo il passaggio dei visitatori, ma anche per facilitare la manutenzione lungo tutto il tracciato, soprattutto in corrispondenza dell’area delle vasche di raccolta delle acque e delle pompe di captazione, elementi essenziali per il corretto funzionamento del sistema di smaltimento dell’intero invaso dell’Antica Spiaggia. La luce accompagna così la discesa verso l’antico litorale con effetti discreti e immersivi, fino all’arrivo sulla spiaggia, dove due rampe laterali simmetriche rendono il percorso più agevole e consentono il transito in doppio senso, sia in entrata sia in uscita.
C’è un senso quasi commovente in questo ritorno: chi oggi imbocca la Galleria Martusciello rivive, nel proprio piccolo, il gesto di chi duemila anni fa approdava a Ercolano proprio da qui, dal mare. Chi arrivava dall’acqua vedeva la città aprirsi davanti a sé esattamente in questo modo: prima i fornici, gli antichi ricoveri delle barche divenuti poi il luogo dell’ultima notte per centinaia di ercolanesi, e subito dopo la scenografica terrazza monumentale dedicata a Marco Nonio Balbo, pensata fin dall’origine per accogliere e impressionare chi giungeva dal mare.
“Riaprire la Galleria Martusciello significa restituire ai visitatori un’esperienza che va oltre la semplice visita – spiega la direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, Federica Colaiacomo - è la possibilità di rivivere, camminando, lo stesso sguardo che duemila anni fa si posava su questa città arrivando dal mare. È un tassello importante del percorso di valorizzazione dell’Antica Spiaggia e del fronte mare, reso possibile dal lavoro quotidiano di tutte le professionalità del Parco”.
La nuova illuminazione. Sono stati progettati due diversi sistemi di illuminazione, uno inserito sul fianco del nuovo grigliato per la percorrenza in sicurezza del piano di calpestio, l’altro, non visibile dal percorso, è inserito tra il fianco esterno della rampa e il tunnel scavato nel materiale vulcanico, e realizza l’illuminazione indiretta del tunnel stesso, con la possibilità di selezionare infiniti cromatismi della luce, anche evocativi del materiale eruttivo.
Un risultato di squadra. Dietro la riapertura della rampa c’è il lavoro coordinato di tante professionalità diverse del Parco Archeologico di Ercolano, che ha curato la direzione tecnica, e delle fondazioni Packard responsabili della redazione del progetto esecutivo e offrendo anche supporto nel corso dei lavori. Grazie all’impegno congiunto, spesso silenzioso e mai scontato, di archeologi, architetti, ingegneri e restauratori, che vigilano ogni giorno sulla conservazione delle strutture antiche, del personale di vigilanza che presidia i percorsi e accompagna i visitatori in sicurezza, della biglietteria e dell’ufficio comunicazione che rendono l’informazione accessibile al pubblico, fino agli uffici amministrativi che rendono possibile ogni intervento, è possibile restituire ogni giorno un pezzo in più di Ercolano alla città e ai suoi visitatori.


