Vacanze a Fiskardo, sull’Isola greca di Cefalonia: il villaggio dei pescatori è una coloratissima attrazione internazionale

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Giovanni Bosi, Fiskardo / Cefalonia (Grecia)

Il sole e i colori del Mediterraneo, la movida tipica di un’isola amatissima, il gusto del food greco declinato nelle sue espressioni più buone. A Cefalonia, la più grande delle perle dello Ionio, il paese di Fiskardo è un unicum. Le casette coloratissime che si affacciano sul porto, con i tanti locali in cui attardarsi è a dir poco piacevole, è una delle mete preferite anche dai vip. In estate diventa praticamente una tappa obbligata.

 

(TurismoItaliaNews) Diciamo subito che arrivare a Fiskardo è semplice: in aereo atterrando direttamente a Cefalonia all’aeroporto di Argostoli, ad una cinquantina di chilometri a nord-est, oppure via mare con collegamenti o servizi giornalieri proposti ad esempio dalla vicina Lefkada o dalla vicinissima Itaca. Opportunità da cogliere per scoprire un angolo di vitalità greca. Di fatto Fiskardo - il borgo marinaro situato più a nord sull’isola verde punteggiata di belle spiagge come quelle di Myrtos, Lourdata, Aghia Efimia, Skala, Antisamos e Poros – è l’unica ad essere rimasta intatta dopo il violento terremoto che nel 1953 ha sconvolto Cefalonia, riuscendo così a salvaguardare le sue architetture tipiche, di sapore veneziano.

Il suo nome deriva da quello del condottiero normanno Roberto il Guiscardo, che qui è morto nel 1085. Collocata com’è, questo fazzoletto di terra è stata evidentemente un crocevia nella navigazione marittima, con uno scambio di storie, culture e conquistatori senza limiti: addirittura da Ulisse, poi i Romani, i Normanni, Ottomani, Francesi, Inglesi sino ad essere occupata dagli Italiani durante la seconda guerra mondiale. Vicenda, quest’ultima, raccontata dal film “Cefalonia” scritto da Sandro Petraglia e Stefano Rulli che racconta della strage dei nostri soldati italiani che avvenne qui nel 1943.

E’ una scenografia di grande impatto quella che a Fiskardo accoglie i turisti che arrivano via mare attraccando nel piccolo ma attrezzatissimo porto incuneato nella baia su cui si affaccia il pittoresco villaggio, diventato in breve una delle località turistiche più apprezzate dell’isola, soprattutto in estate. Proprio per essere l’unico che ha potuto conservare realmente l’essenza tradizionale, questa caratteristica lo ha reso meta di turisti da tutto il mondo quale ultimo baluardo dell’autentica Cefalonia. Che in ogni caso è comunque interessante nel suo complesso, grazie al clima tipicamente mediterraneo e con la vegetazione sempre verde si spinge fino al mare. Peraltro da Pessada partono i traghetti per Zante e dunque c’è un’ulteriore possibilità di spostarsi fra le Isole Ionie.

A Fiskardo è bello perdersi tra le sue stradine, entrare in un caffè (alcuni sono davvero attraenti con il loro arredo d’antan) e sorseggiare un bicchierino di ouzo, oppure fermarsi in uno dei tanti ristorantini per un’insalata greca o le sarde arrostite, o ancora girare per i negozietti in cui divertirsi a scovare oggetti da portare a casa. Come il miele. Ma indubbiamente c’è anche molto altro da fare: del resto Fiskardo, adagiata ad anfiteatro davanti al mare, è a due passi da spiagge incantevoli e chi ama le passeggiate può cimentarsi con il sentiero che dal porto attraversa la pineta e conduce al faro veneziano sulla punta. Non troppo lontani ci sono pure i ruderi di una chiesa bizantina, il monastero di Platytera.

Dunque mare, riposo, gastronomia, tempo libero, escursionismo. Tra monti, laghetti e grotte c’è da sbizzarrirsi. Proprio le grotte sono una delle curiosità di Cefalonia: quella di Melissani, scoperta dopo il crollo della roccia che la sovrastava, ha la particolarità che quando i raggi del sole illuminano le pareti interne e le stalattiti, si rivela uno spettacolo di colori indescrivibile. Oppure la grotta di Drogarati, la cui acustica è a dir poco impressionante e le cui stalagmiti e stalattiti di colore rosso sono uno spettacolo. Grotte ma anche foibe, altro fenomeno naturale: di grandi quantità di acqua di mare assorbite dalla roccia calcarea vicino ad Argostoli, dopo un percorso sotterraneo emergono nella zona di Sami, originando la laguna di Karavomilos. C’è infine una curiosità: il 15 agosto nel villaggio di Markopoulo alla festa per l’Assunta si abbina una insolita tradizione secondo la quale in quei giorni si verifica una “invasione” di piccoli ed innocui serpenti che poi spariscono così come sono arrivati.

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