TRADIZIONI | La lingua sarda è legge, tutela anche per le altre lingue dell'isola: catalano, gallurese, sassarese e tabarchino

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Il Consiglio regionale ha approvato i 40 articoli del testo unificato e varato così la "Disciplina della politica linguistica regionale". Per la prima volta nella storia dell'Autonomia la Regione Sardegna ha una legge di disciplina organica della lingua sarda e delle altre lingue parlate nell'isola: catalano, gallurese, sassarese e tabarchino.

 

(TurismoItaliaNews) "E' un risultato storico importante, finalmente la Regione si dota di uno strumento regolatore in materia linguistica, e di tutto ciò che da questo discende – ha sottolineato l'assessore alla Pubblica istruzione e cultura Giuseppe Dessena - la lingua rappresenta il tratto identitario più forte e sentito di un popolo, attraverso il quale comunicare e identificarsi sia all’esterno che al suo interno. Il testo propone diverse azioni, che saranno realizzate quanto prima, e che hanno in comune l’obiettivo fondamentale della tutela e della trasmissione della lingua, per esempio con l’insegnamento nelle scuole e il coinvolgimento delle famiglie, e ancora l’utilizzo della lingua per fini istituzionali".

La finalità principale del testo unificato "Disciplina della politica linguistica regionale" varato dal Consiglio regionale con 25 voti favorevoli e 20 contrari, oltre al maggior grado di tutela possibile, è quella di garantire uno status ufficiale all'idioma dell'Isola e riattivare la trasmissione intergenerazionale delle competenze linguistiche. Di fatto, ha commentato il padre del provvedimento e relatore di maggioranza Paolo Zedda (Mdp), "questa legge avvia un percorso verso una pubblica amministrazione bilingue come già avviene in altre comunità linguistiche meglio tutelate, a partire da Trentino e Val d'Aosta".

Organismo centrale istituito dalla legge è la "Consulta de su sardu" con lo scopo di elaborare la proposta di uno standard linguistico e di una norma ortografica. La proposta tiene conto delle macrovarietà storiche e letterarie e delle parlate diffuse nelle singole comunità locali.

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