DESTINAZIONI Il Nepal è pronto a ripartire: il punto della situazione e la mappa aggiornata dei luoghi

(TurismoItaliaNews) Qual è la situazione in Nepal a distanza a poco più di due mesi dal devastante terremoto che ha colpito il Paese? Era il 25 aprile scorso quando si sono avute le fortissime scosse e quelle successive di assestamento, tra cui quella di particolare intensità del 12 maggio. “Ora ci sono ancora scosse di assestamento, ma stanno diminuendo di numero e intensità giorno dopo giorno, fino a raggiungere un livello ‘normale’, e la probabilità di un altro grande terremoto continua ad allontanarsi sempre di più” spiega il tour operator Navyo Nepal Discover Asia che ha la propria base direttamente sul posto. “Per chi vuol pianificare un viaggio in Nepal è difficile decidere ‘da lontano’ se e come sia possibile viaggiare oggi nel Paese . spiega ancora il tour operator - senza togliere nulla ai fatti tragici, la realtà non sempre è stata riportata oggettivamente, dando spesso più spazio allo scoop e nessuno fa notare, ad esempio, che numerosi edifici, aree, villaggi e città non sono state toccate direttamente dal terremoto. Anche per questo abbiamo sentito la necessità di dare una nostra valutazione della situazione attuale del Nepal vista da chi vive sul posto e conosce di persona la situazione, non come tour operator”.
“In generale possiamo dire che sì, si può viaggiare, alcuni turisti si vedono in giro già adesso, il governo ha da pochi giorni riaperto al pubblico i siti Unesco come le piazze Durbar di Kathmandu, Patan e Bakthapur, anche per segnalare al mondo che il tempo non si è fermato al 25 aprile, ma molto è stato fatto e viene tuttora fatto, e dai soccorsi e dall' emergenza si è passati alla ricostruzione” osservano da Navyo Nepal Discover Asia. E del resto lo stesso Nepal Tourism Board ha fatto sapere che da settembre - ottobre 2015 il Paese tornerà ad essere pronto ad accogliere i turisti. “I luoghi principali da visitare hanno tutti subìto dei danni, soprattutto i templi non restaurati e le distruzioni sono un po’ ovunque nella valle di Kathmandu, anche se nel complessivo sono minori rispetto all'impressione diffusa. In realtà sono stati colpiti sopratutto gli edifici vecchi senza intervento da decenni e le costruzioni recenti cresciute velocemente per scopo commerciale. Le regioni del Sud (Terai) del Paese non hanno quasi risentito del terremoto, così come l'ovest dal Manaslu in poi e dall'Everest verso oriente. Chitwan, Lumbini, Janakpur, Bardia per nominare quelli più noti, sono agibili come sempre” si spiega ancora.

Le strade e i ponti del Ppaese non hanno subìto danni notevoli (il che ha agevolato tantissimo gli aiuti e soccorsi) e nche le strade minori sono tutte aperte. Per andare in Nepal durante la stagione dei monsoni si consiglia di essere attenti e viaggiare in zone non soggette a frane "regolari" poiché il terremoto e le sue scosse di assestamento ne hanno aumentato il rischio soprattutto nelle zone montane. Il passaggio via terra per il Tibet presso Kodari è ancora chiuso e dovrebbe riaprire verso metà/fine luglio mentre da Simikot/Humla è aperto e si può arrivare al Kailash dal Nepal. Tutti gli aeroporti e piste d'atteraggio Stol (di montagna) del Nepal sono aperti ed operativi. Tutti i voli internazionali sono regolari, alcuni hanno solo ridotto le frequenze.
Al momento molti ristoranti e alloggi sono ancora chiusi, sia per i pochi ospiti, sia perchè molti dipendenti sono tornati nei distretti per aiutare i propri cari e parenti. Circa il 90% degli alberghi per i turisti sono stati trovati in buone condizioni in seguito alle ispezioni. Un solo albergo 5 stelle e due alberghi minori sono stati parzialmente chiusi. “Consigliamo non fidarsi troppo delle Guest House, che a noi spesso non sono sembrate in ottime condizioni” precisano ancora da Navyo Nepal Discover Asia. “Naturalmente gli Hotel e alloggi che usiamo noi per i nostri ospiti, sono stati tutti da noi personalmente verificati. Per chi è di passaggio in Kathmandu per il Tibet certamente può transitare in Nepal, anche se la strada fra Nepal e Tibet rimane chiusa e non permette di fare il classico overland sino alla fine di luglio. Il Tibet ha risentito nel sud-ovest soprattutto nella regione da Tingri alla frontiera, con notevoli danni a case e monasteri locali. Per chi transita in Nepal per il Bhutan vale quanto sopra, mentre il Bhutan non ha risentito particolarmente del terremoto nel Nepal. Per quanto concerne i trekking o viaggi nelle regioni montane, purtroppo il Langtang è fortemente danneggiato e probabilmente non sarà aperto per tutto il 2015, ciò vale anche per la valle del Rolwaling e il Helambu.

Il circuito del Manaslu ha danni su vari ponti, ma localmente si spera di riaprire per metà settembre. Ci saranno comunque meno Trek Lodges aperti, una tenda in riserva non guasterà. La regione ai piedi dell'Everest (che si è spostato 3 centimetri a sud-est) per l'autunno sarà pronta ad accogliere i molti escursionisti e già da adesso, secondo le verifiche in loco di Navyo Nepal Discover Asia, non si hanno particolari problemi a muoversi nel Khumbu. La regione dell'Annapurna ha registrato danni minori, incluso il Mustang ed il Naar e Phu. Tutti gli altri trekking come il Makalu, Kanchenjunga, Dolpo, Humla, Rara e così via, sono percorribili. Ma si consiglia di andare in trekking in Nepal in questo momento? “No, noi non lo consigliamo – affermano da Navyo Nepal Discover Asia - consigliamo di prendere in considerazione il trekking in Nepal solo da agosto in avanti. Da metà settembre in poi, crediamo che la situazione per gli escursionisti sarà normalizzata, ad eccezione della regione del Langtang, per il Rolwaling e Helambu non si è certi”.
Il Nepal è un paese stupendo e le varie etnie della sua popolazione, in questa gravissima crisi, hanno dimostrato di essere forti, unite e solidali al di sopra delle etnie stesse e delle caste. “La vita va avanti e si torna nel possibile ad una esistenza normale. Millioni di nepalesi riparano, sistemano, piantano riso adesso come sempre. Le festività sono riprese, ritornano i sorrisi, guariscono le ferite. Viaggiare in Nepal è sempre ancora un'esperienza unica e appagante, e visitarlo ora è senza dubbio uno dei migliori modi per aiutare questo Paese fantastico e la sua gente a recuperare. Certo, vediamo una flessione negli arrivi, ma le prenotazioni e l'interesse generale che riceviamo indicano una ripresa relativamente veloce” evidenziano da Navyo Nepal Discover Asia.

Un'immagine scolpita negli occhi di quanti hanno conosciuto il Nepal
“Viaggiare in Nepal con Navyo Nepal Discover Asia – evidenzia il tour operator - significa, come sempre, certezza di avvalersi di una logistica professionale e attenta alle esigenze del cliente, e la garanzia di massima attenzione alla sicurezza sia negli itinerari percorsi, sia per lo standard degli alloggi scelti, oltre alla lunga esperienza come primo operatore italiano in loco specializzato in viaggi sia culturali che sportivi”. Tra le proposte un trekking culturale estivo alla scoperta del “piccolo Tibet”: Mustang e Lho Mantang Trek in un viaggio di gruppo di 15 giorni dal 9 al 23 agosto 2015. Il Mustang offre paesaggi aridi e spettacolari, regala emozioni intense, dove il tempo fa capriole all’indietro. Le meraviglie create dall’uomo, come gli imponenti monasteri, i villaggi fortificati e gli antichi stupa, si integrano con le meraviglie create dalla natura, le cime innevate del massiccio dell’Annapurna, del Nilgiri, del Tilichio, i deserti ad alta quota in una dimensione di spazio temporale senza confini.
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