GOVERNO L’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura fa parte dei servizi pubblici essenziali: approvato il decreto

(TurismoItaliaNews) Tutto è nato dopo l’assemblea sindacale degli addetti al sito del Colosseo, a Roma, che aveva scatenato proteste e perplessità tra i tanti turisti in attesa di visitarlo. Il ministro per i beni culturali Dario Franceschini lo aveva annunciato, forte del sostegno del premier Matteo Renzi, e adesso quell’annuncio si è tradotto in un decreto legge: l'apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura entra a far parte dei servizi pubblici essenziali.
Nessuna limitazione al diritto di sciopero o a tenere un’assemblea sindacale, ma ciò non dovrà influire sulla fruibilità dei siti che costituiscono il grande valore (anche economico oltre che culturale) del Bel Paese. E’ questo il senso del decreto numero 146 entrato in vigore il 21 settembre 2015 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, mediante il quale il Consiglio dei ministri rileva “la straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure che assicurino la continuità del servizio pubblico di fruizione del patrimonio storico e artistico della Nazione”.

E dunque sulla proposta del presidente del Consiglio dei ministri e del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze Padoan, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Poletti e il ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Madia, è stato emanato il provvedimento che apporta le modifiche alla legge n.146 del 1990 in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Il decreto è firmato dal presidente della Repubblica, Mattarella.

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