SICILIA Varato il Museo di Archeologia dell’Università di Catania: preziosi reperti dall’epoca preistorica all’età tardo antica e medievale
(TurismoItaliaNews) Vasi policromi, terrecotte figurate, lucerne, pissidi e altri preziosi reperti, dall’epoca preistorica all’età tardo antica e medievale, insieme a falsi di alto livello artigianale del primo Novecento: assicura uno spettacolo di primo piano, oltre a materiali di straordinario valore storico, artistico, culturale e documentario il Museo di Archeologia dell’Università di Catania presentato in anteprima nell’ambito del convegno internazionale Icom sul tema “Musei e Patrimonio dell'Umanità”.
Realizzato grazie alle risorse del progetto Catania-Lecce (avviato alla fine degli anni Novanta per valorizzare lo studio e la ricerca dell’Istituto di archeologia dell’Ateneo) e al contributo del Cnr (attraverso l’Ibam-Cnr diretto da Daniele Malfitana) il museo è allestito a Palazzo Ingrassia, in via Biblioteca, 4, ed è uno dei pochi musei universitari a livello nazionale. Il lavoro è stato condotto a termine soprattutto grazie al lavoro di meticolosa catalogazione e schedatura del team guidato dal professor Edoardo Tortorici.
I reperti arrivano per lo più dalla Collezione Libertini e propone anche numerosi “falsi d’autore”. La sua storia comincia alla fine dell’Ottocento: era infatti il 1898 quando Paolo Orsi, allora direttore del Regio Museo Archeologico di Siracusa, donò i primi dieci reperti antichi provenienti dagli scavi di Megara Hyblaea alla Regia Università di Catania; una storia che passa attraverso le vicende della ricca collezione archeologica di Guido Libertini (preside e poi rettore nel dopoguerra), e giunge, in anni più recenti, fino all’impegno del professor Giovanni Rizza e dei suoi allievi.
Il progetto di valorizzazione complessiva dell’intero sistema museale dell’Ateneo catanese comprende anche l’Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo di Scienze della Terra, il Museo degli Strumenti antichi di Fisica, il Museo della Fabbrica del Monastero dei Benedettini e contempla anche il definitivo varo della Città della Scienza.
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