ARTE Wall in Art in Valle Camonica: “Muri d’arte” nella Valle dei Segni con tre fra i più apprezzati street artists della scena internazionale

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(TurismoItaliaNews) Ozmo, Gaia e 2501, tra i più apprezzati street artists della scena internazionale, intervengono in tre paesi simbolo della Valle Camonica (Vezza d’Oglio, Monno e Paspardo) raccogliendo idealmente il testimone delle popolazioni camune che in epoca preistorica segnarono in modo indelebile, con i propri graffiti rupestri, l’identità del territorio. La street art si confronta dunque con una delle aree che, in Europa, conserva le più antiche tracce di comunicazione visuale da parte dell’uomo: la Valle Camonica, primo sito in Italia a ottenere il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco per il suo patrimonio, unico al mondo, di oltre 250mila incisioni rupestri, realizzate a partire dall’VIII millennio avanti Cristo. Nella foto sopra l'opera realizzata da Ozmo

 

Fino al 29 settembre 2016 tre luoghi simbolo del territorio camuno accolgono l’intervento di altrettanti urban artists, protagonisti della seconda edizione di Wall In Art. Muri d’arte nella Valle dei Segni, sotto la direzione artistica di Ozmo e il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava. Un ideale passaggio di testimone, fortemente significativo, quello che ha luogo a Vezza d’Oglio (sui muri esterni della Casa del Parco Adamello) a Monno (sul muro d’ingresso al paese lungo la strada per il Passo Mortirolo, vero paradiso dei ciclisti italiani) e a Paspardo (sui muri del Municipio), con i tre artisti selezionati a raccogliere l’eredità delle antiche popolazioni che segnarono in modo indelebile, con i propri graffiti e la loro arte, il volto del territorio, sancendone il carattere identitario. Dai segni di allora si arriva oggi ai lavori di Ozmo, tra le figure più rappresentative del panorama italiano, firma di riferimento anche a livello internazionale; dello statunitense Gaia e di 2501, entrambi protagonisti della scena mondiale.

“Il Distretto Culturale e il Sito Unesco sono da sempre insieme nello stimolare una nuova produzione culturale dentro la storia millenaria della Valle dei Segni – hanno commentato Simona Ferrarini e Sergio Bonomelli, rispettivamente presidenti del Distretto Culturale e del Sito Unesco – abbiamo trovato una grande adesione e disponibilità delle Amministrazioni Comunali del territorio, ed è il segnale chiaro che tutta la Valle Camonica sta investendo nel protagonismo dei giovani e in nuovi spazi di espressione e creatività”.

 

Il progetto intende mettere in luce il millenario patrimonio artistico della Valle e la street art intesa non solo come strumento di riqualificazione, ma come arte pubblica a pieno diritto, sostenuta e fortemente voluta da Enti e istituzioni del territorio. Nel cuore della Valle dei Segni la tradizione e la vocazione degli antichi abitanti della Valle si rinnova per raccontare in uno spazio pubblico la vita nel suo svolgersi quotidiano e nel suo slancio alla trascendenza.

 

Ozmo (è nato a Pontedera (PI) nel 1975 e si è formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze), Gaia (è cresciuto a New York City e ha frequentato il Maryland Institute College of Art di Baltimora) e 2501 (Jacopo Ceccarelli è nato a Milano nel 1981) conducono un lavoro destinato a lasciare molteplici segni in Val Camonica. Da un lato c’è, naturalmente, l’esito del loro intervento sul territorio - i tre wallpainting - dall’altro la condivisione del processo creativo con il territorio. I residenti e i turisti, infatti, avranno la possibilità di seguire passo dopo passo lo sviluppo dei lavori, rapportandosi con i tre artisti, cogliendone dinamiche e ispirazioni. Tre giovani studenti originari della valle, selezionati tramite bando pubblico, seguono e assistono direttamente il procedere dei cantieri, replicando idealmente il modello della bottega rinascimentale operando a stretto contatto con gli street artists: Giulia Manella lavora con Ozmo, Matteo Facchini con Gaia, Tiziana Salvini con 2501.

 

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