ARTE | Paolina Leopardi racconta Mozart: al Ciac di Foligno un viaggio nella vita e nei luoghi di Wolfgang Amadeus con Marco Scolastra e Sonia Bergamasco

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Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

Struggente, coinvolgente, commovente. Sono tante le sensazioni che evoca  il recital per attrice e pianoforte “Paolina Leopardi racconta Mozart”. Il merito, oltre alla storia del grande compositore che aleggia per tutto il tempo nel salone del Ciac di Foligno, è degli esecutori ed interpreti: l’attrice Sonia Bergamasco che firma anche la drammaturgia, e il maestro Marco Scolastra. Una grande, appassionante voce ed un professionista del pianoforte insieme, per un allestimento che racconta da un punto di vista insolito la vita e le vicende di Wolfgang Amadeus Mozart.

 

(TurismoItaliaNews) Un viaggio in tutti i sensi, capace di provocare tutti i sensi umani. Un viaggio nella vita e nei luoghi che Wolfgang Amadeus Mozart ha toccato nel suo peregrinare, nella seconda metà del Settecento, nei luoghi della cultura europea. Lui che della propria cultura e bravura ha saputo rendere – ante litteram – un patrimonio senza confini nel Vecchio Continente. In una vita tuttavia per niente semplice e non sempre dorata. E’ per questo che il recital “Paolina Leopardi racconta Mozart” quando finisce ti lascia molto di più sulla conoscenza del grande compositore austriaco. E’ come se avessi viaggiato con lui nell’arco delle due ore di spettacolo. Grazie agli esecutori, ovviamente: la drammaturgia e la voce recitante di Sonia Bergamasco e il pianoforte di Marco Scolastra, che ha eseguito musica di Mozart: Allegro moderato dalla Sonata Kv 330; Otto variazioni su un lied olandese Kv Anh. 208; Adagio dalla Sonata Kv 280; Fantasia in do minore Kv 475; Rondo in re maggiore Kv 485; Fantasia in re minore KV 397 e Adagio fur Glasharmonika Kv 617a. Se Sonia Bergamasco ha saputo coinvolgere e “trattenere” l’attenzione del pubblico sin dalle prime parole, con una interpretazione sentita e fatta propria, il maestro Scolastra ha offerto l’ennesima dimostrazione del suo amore per lo strumento e per la musica di Wolfgang Amadeus Mozart, sempre presente nelle sue performances.

Paolina Leopardi racconta Mozart: al Ciac di Foligno un viaggio nella vita e nei luoghi di Wolfgang Amadeus con Marco Scolastra e Sonia Bergamasco

Paolina Leopardi racconta Mozart: al Ciac di Foligno un viaggio nella vita e nei luoghi di Wolfgang Amadeus con Marco Scolastra e Sonia Bergamasco

L’opportunità è stata offerta, a ridosso del Natale, dalle celebrazioni per il trentennale della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. “ Un momento di arte, di bellezza e di partecipazione, esaltato dalla qualità degli interpreti, dei testi e delle musiche, con cui l’Ente rinnova il suo impegno nella promozione della cultura in favore della comunità e della sua crescita – ha sottolineato il presidente Umberto Nazzareno Tonti nell’introdurre il concerto – un’ulteriore testimonianza degli impulsi fruttuosi e durevoli che l’Ente ha contribuito a dare nei vari settori di intervento in questi tre decenni di attività, dalla cultura all’educazione, dal sociale fino alla tutela in ambito sanitario e ambientale. Questo appuntamento all’interno della nostra ricorrenza è dedicato a tutti gli intervenuti e anche a tutti coloro che dal 1992 hanno sostenuto, indirizzato ed accompagnato la Fondazione che ringraziamo e con i quali vogliamo condividere la gioia per il Natale che si avvicina. Continuare a farsi vicini alle persone, essere al fianco di chi opera per la crescita e per lo sviluppo economico; sperimentare nuovi modi di costruire coesione, contrastare le disuguaglianze perché tutti possano avere accesso alle stesse opportunità, nella convinzione che il patrimonio più grande per il Paese sia la singola persona”.

“Paolina Leopardi racconta Mozart” è un recital, acuto e sorprendente, tratto dalla biografia del grande musicista scritta dall’amata sorella di Giacomo nel 1837. Ecco perché è un punto di vista insolito. L’opera venne pubblicata a Bologna per i tipi di Nobili e Comp., in una bella veste grafica e anonimo. In casa Leopardi, tuttavia, si è sempre saputo chi fosse l’autrice di quella biografia, una delle prime in italiano, ed è Paolina stessa a dichiararlo in una lettera del 1838 a un’amica bolognese. Nell’epistola non si trova solo il riferimento alla sua “gran rabbia” verso la censura ecclesiastica, che rilasciò l’imprimatur al libretto solo dopo averlo emendato dei “più piccanti pezzi”. Alla sua corrispondente Paolina scrisse anche di aver letto la vita di Mozart in francese e di averla “ridotta” in italiano, portando studiosi e critici a ipotizzare che avesse tradotto “La Vie de Mozart” di Stendhal. Non fu così e fu tedesca, non francese, la sua fonte principale: la biografia mozartiana di Georg Nikolaus Nissen, secondo marito di Constanze, la vedova di Mozart, pubblicata a Lipsia nel 1828. Lì Paolina trovò le lettere di Leopold e di Wolfgang, di cui riportò ampi brani. Paolina parla spesso di Leopold nelle trentacinque pagine del suo libretto: lo presenta come “buon padre, onesto maestro di musica, ma uomo avido e di limitati pensieri”. “Giovinotto di forti pensieri” è invece Wolfgang, poche righe prima. L’autrice è dura con Leopold: nel padre di Mozart vedeva suo padre, in Wolfgang suo fratello Giacomo, il quale, all’uscita dell’opera, era scomparso da tre mesi.

Il maestro Marco Scolastra

 

Centro Italiano Arte Contemporanea, cubo d'autore al centro del mondo (Foligno)

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