ROMA | Nelle case delle fate, il futuro del turismo sardo: le Domus de Janas protagoniste al Wte 2025
Un viaggio nel tempo che parte dal Neolitico e arriva fino all’era digitale, passando per tradizioni millenarie, voci antiche e paesaggi da scoprire a passo lento. È questa l’immagine della Sardegna che la Regione Autonoma porta al World Tourism Event 2025 di Roma, con una conferenza dal titolo evocativo: “Turismo lento e Patrimonio Unesco in Sardegna: dalla Civiltà nuragica alle Domus de Janas”, in programma giovedì 25 settembre, alle 12.3,0 nell’Area Meeting Sisto IV.
(TurismoItaliaNews) Al centro dell’incontro ci saranno le Domus de Janas, le affascinanti tombe ipogee del Neolitico che lo scorso 12 luglio sono entrate ufficialmente nella World Heritage List come 61° sito italiano riconosciuto dall’Unesco. Un traguardo storico che conferma l’Isola tra i territori più ricchi di testimonianze culturali al mondo, rendendo queste antichissime architetture sotterranee non solo custodi di memoria, ma anche ambasciatrici di un turismo che unisce spiritualità, natura e sostenibilità.
Ad aprire i lavori sarà Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio. Il dialogo si arricchirà poi di voci autorevoli come quella di Gianluca Lioni, giornalista, docente universitario e membro del Cda della Fondazione Barumini, e di Giuseppa Tanda, presidente del Cesim e tra i principali artefici del riconoscimento Unesco delle Domus de Janas. Spazio anche all’innovazione, con la presentazione del progetto pilota di fruizione immersiva degli ipogei a cura di Leonardo Tosoni.
Il racconto del territorio proseguirà grazie alle esperienze portate da Marianna Agostina Mossa, direttore del Parco Naturale Regionale di Tepilora, e da Nicoletta Puggioni, assessore alla Cultura e al Marketing Turistico del Comune di Sassari. L’identità culturale verrà invece affidata alla voce di Stefano Lavra, presidente dell’Istituto regionale Etnografico della Sardegna, che metterà in luce il valore del canto a tenores, espressione autentica della lingua e della tradizione orale isolana. In chiusura, Renato Tomasi, responsabile del Settore Valorizzazione Territoriale della Regione, illustrerà “Noi Camminiamo in Sardegna 2025”, un progetto che intreccia i siti Unesco con i percorsi del turismo lento e sostenibile.
A condurre e moderare l’incontro sarà Roberto Giacobbo, volto noto della divulgazione televisiva e scrittore, che guiderà il confronto tra istituzioni, ricerca e innovazione. La presenza sarda sarà resa ancora più suggestiva dall’esibizione del canto a tenore, già riconosciuto patrimonio immateriale Unesco, con i gruppi “Tenore Supramonte” di Orgosolo e “Tenore Sa Madalena” di Silanus, grazie al contributo della Provincia di Nuoro e dell’Istituto Etnografico della Sardegna.
Con questa iniziativa, la Regione Sardegna ribadisce la sua strategia di valorizzazione fondata su autenticità e identità, promuovendo un modello di turismo lento che mette in rete cammini, borghi, aree interne e ospitalità diffusa, senza rinunciare al contributo delle tecnologie immersive più innovative. Il Wte 2025 rappresenta così una vetrina internazionale strategica per rafforzare il posizionamento della “Destinazione Sardegna” nel cuore del turismo culturale europeo, intrecciando passato e futuro in una narrazione che parte dalle “case delle fate” per aprirsi al mondo.