CULTURA | Sipario tra le pietre della Mancha: a Chinchilla il teatro classico festeggia trent'anni di emozioni

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di Eugenio Serlupini

Dieci giorni di spettacoli, grandi interpreti e scenari monumentali hanno trasformato l'antico borgo spagnolo in uno dei palcoscenici culturali più affascinanti della Castiglia-La Mancia. Trent'anni di storia celebrati tra arte e patrimonio. Dal 19 al 28 giugno, Chinchilla de Montearagón ha confermato il proprio ruolo tra i principali appuntamenti dedicati al teatro classico in Spagna. Il Festival de Teatro Clásico, promosso dall'Ayuntamiento de Chinchilla de Montearagón, ha celebrato il suo trentesimo anniversario con un'edizione particolarmente ricca, capace di coniugare spettacolo, valorizzazione del patrimonio storico e iniziative rivolte a un pubblico sempre più ampio.

 

(TurismoItaliaNews) La rassegna, nata nel 1996 con l'obiettivo di avvicinare gli spettatori ai grandi autori della tradizione teatrale, è cresciuta fino a diventare uno degli eventi culturali più rappresentativi della Castiglia-La Mancia. L'edizione del 2026 ha proposto un programma ampliato con dodici rappresentazioni, spettacoli itineranti, appuntamenti formativi e numerose attività collaterali, confermando una formula che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con la propria identità.

Il chiostro di Santo Domingo si trasforma in un teatro a cielo aperto

Il cuore del festival resta il suggestivo Chiostro del Convento di Santo Domingo, uno degli angoli più affascinanti di Chinchilla de Montearagón. L'antico edificio, costruito tra il XIV e il XVII secolo in stile gotico-mudéjar, offre un'ambientazione di straordinario fascino grazie alle eleganti arcate, alle gallerie rinascimentali e al grande cortile aperto verso il cielo. In questo scenario le rappresentazioni acquistano un'atmosfera irripetibile, dove la sobrietà della pietra e l'armonia dell'architettura dialogano naturalmente con il palcoscenico. Un contesto che rende ogni spettacolo parte integrante della storia del luogo.

Dai classici greci al Siglo de Oro fino alle nuove interpretazioni

La forza del festival risiede nella varietà della proposta artistica. Il cartellone attraversa oltre duemila anni di storia del teatro, portando in scena testi che spaziano dalla tragedia greca ai grandi autori del Siglo de Oro spagnolo, senza rinunciare a riletture contemporanee, nuove drammaturgie e produzioni originali ispirate ai classici. Tra i protagonisti dell'edizione del trentennale figurano alcuni dei nomi più autorevoli del panorama teatrale spagnolo, come Rafael Álvarez "El Brujo", la Compañía Nacional de Teatro Clásico, il Teatro Clásico de Sevilla e Producciones Viridiana, compagnie che hanno contribuito ad elevare ulteriormente il livello artistico della manifestazione.

Un festival che insegna ad amare il teatro

Il Festival de Teatro Clásico non si limita agli spettacoli serali. Da sempre dedica particolare attenzione alla formazione, coinvolgendo studenti, insegnanti e appassionati attraverso il progetto "TeatralizaTE", nato per approfondire il contesto storico e letterario delle opere rappresentate. Gli incontri si svolgono nella cinquecentesca Casa de Las Tercias, edificio monumentale che in passato custodiva le cosiddette "tercias reales", la parte delle imposte ecclesiastiche destinata alla Corona di Castiglia. Oggi le sue eleganti sale con colonne doriche e grandi arcate diventano luogo di confronto tra attori, studiosi, docenti e pubblico, trasformando il festival anche in un'occasione di divulgazione culturale.

Spettacoli di strada e iniziative per tutta la famiglia

Accanto alle rappresentazioni teatrali, il programma comprende appuntamenti pensati per coinvolgere visitatori di ogni età. Gli spettacoli di strada animano piazze e vicoli medievali, mentre le attività dedicate alle famiglie permettono anche ai più piccoli di avvicinarsi al mondo del teatro attraverso linguaggi accessibili e coinvolgenti. L'attenzione verso la diffusione della cultura e l'accessibilità rappresenta uno degli elementi distintivi di questa edizione speciale, che punta a rendere il teatro un'esperienza condivisa e aperta a tutti.

Chinchilla, un palcoscenico scolpito nella storia

Il festival offre anche il pretesto ideale per conoscere una delle località storiche più interessanti della provincia di Albacete. Arroccata su una collina che domina l'immensa pianura della Mancha, Chinchilla de Montearagón conserva un impianto urbano medievale sorprendentemente integro. A dominare il panorama è il possente Castello, costruito nel XV secolo per volontà di Juan Pacheco, marchese di Villena. Ancora oggi colpiscono il grande fossato scavato nella roccia, largo circa dieci metri e profondo sei, oltre ai resti delle mura, alcuni dei quali risalgono all'epoca araba, e alla storica Porta dei Tiradores.

Passeggiando tra le strette vie si incontrano eleganti palazzi nobiliari dei secoli XVI e XVII, come quelli delle famiglie López de Haro, Núñez Robles e Barnuevo, insieme alla Casa de la Tercia, all'antico granaio comunale, ai bagni arabi e a numerosi edifici che raccontano secoli di storia. Tra le tappe più caratteristiche figura anche il quartiere dell'Hondón, celebre per le sue abitazioni scavate nella terra, conosciute come Cuevas del Agujero. Nate probabilmente durante la dominazione araba, queste originali case-grotta si inseriscono in un ambiente naturale silenzioso e rappresentano uno degli angoli più curiosi dell'intero percorso monumentale. Completano il patrimonio cittadino la Chiesa di Santa María del Salvador, che unisce armoniosamente diversi stili architettonici, e la scenografica Plaza de la Mancha, dove spicca la facciata barocca del municipio impreziosita dal busto di re Carlo III.

Cultura che continua a crescere

Dopo trent'anni il Festival de Teatro Clásico di Chinchilla de Montearagón continua a dimostrare come uno spettacolo possa andare ben oltre il palcoscenico. L'incontro tra grandi interpreti, architetture secolari, formazione e valorizzazione del territorio rende questa manifestazione un modello di promozione culturale capace di richiamare ogni anno un pubblico sempre più numeroso. Qui il teatro non rappresenta soltanto un appuntamento estivo: diventa il filo conduttore che unisce passato e presente, trasformando l'intero borgo in una scenografia viva dove storia, arte e paesaggio recitano insieme la stessa, affascinante, rappresentazione. E alla trentesima edizione le Poste spagnole hanno dedicato alla rassegna uno splendido francobollo stampato in versione minifoglio.

 

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