EVENTI | Sammichele di Bari capitale dei piccoli centri: tre giorni per raccontare l’Italia dei Borghi più belli

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Delegazioni da tutto il Paese, confronto sul futuro dei territori, cultura, folklore, musica, artigianato ed enogastronomia: dal 4 al 6 settembre la cittadina pugliese ospita la XVIII edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia

Per tre giorni sarà Sammichele di Bari a riunire tante delle identità che compongono il mosaico dei piccoli centri italiani. Dal 4 al 6 settembre il comune pugliese accoglie la XVIII edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia, grande appuntamento annuale che richiama amministratori, delegazioni e rappresentanti dei Comuni appartenenti alla rete, provenienti da ogni parte del Paese.

 

(TurismoItaliaNews) Una manifestazione che va ben oltre la dimensione della festa. Il Festival rappresenta infatti un’occasione di incontro fra territori differenti, accomunati dalla volontà di tutelare e valorizzare un patrimonio fatto di storia, cultura, paesaggi, tradizioni e produzioni locali. Tre giornate pensate per condividere esperienze e progetti, discutere del presente e del futuro dei piccoli centri e presentare al pubblico quella parte d’Italia che proprio nei borghi conserva una componente fondamentale della propria identità.

Sammichele di Bari si prepara così ad accogliere delegati e visitatori attraverso il coinvolgimento dell’amministrazione comunale, delle associazioni, dei volontari e dell’intera comunità locale. Il programma del fine settimana intreccerà appuntamenti istituzionali, incontri e convegni con spettacoli, folklore, iniziative culturali, musica ed enogastronomia. Il risultato sarà una grande vetrina nazionale attraverso la quale conoscere più da vicino le peculiarità dei territori rappresentati, ma anche riflettere sulle nuove sfide che interessano i piccoli centri. Tutela del territorio, sostenibilità, innovazione, sviluppo e capacità di creare nuove opportunità di attrattività sono infatti alcuni dei temi con i quali le comunità dei borghi sono chiamate a misurarsi.

L’apertura venerdì 4 settembre

Il Festival prenderà ufficialmente il via venerdì 4 settembre alle 16 con l’apertura e l’accoglienza delle delegazioni. Alle 18 è in programma la cerimonia inaugurale, con i saluti istituzionali del presidente dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi, del sindaco di Sammichele di Bari, Lorenzo Netti, e dell’assessore all’Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, insieme alle altre autorità nazionali, regionali e locali presenti. La prima giornata si concluderà con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Città Metropolitana di Bari, affidando alla musica il compito di accompagnare l’avvio della XVIII edizione. Per l’intera durata della manifestazione resterà inoltre attivo il Villaggio dei Borghi, animato dalle delegazioni regionali. A questo si affiancheranno l’area espositiva del Mib, il mercato dell’artigianato della regione ospitante e ulteriori attività di spettacolo e animazione. Un insieme di proposte destinato a trasformare il Festival in una grande occasione di conoscenza reciproca tra comunità, visitatori e rappresentanti dei territori.

Primi: “I borghi sono soprattutto comunità vive”

La manifestazione conserva una forte dimensione associativa, come sottolinea Fiorello Primi, presidente dei Borghi più belli d’Italia. “Il Festival è uno degli appuntamenti più importanti per la nostra associazione – commenta – perché ogni anno ci dà l’opportunità di ritrovarci e condividere esperienze e idee. Quest’anno saremo a Sammichele di Bari e per tre giorni avremo con noi realtà che arrivano da tutta Italia, ognuna con la propria storia e le proprie tradizioni”.

Accanto all’aspetto celebrativo emerge dunque la volontà di costruire un confronto concreto. “Sarà un momento di festa, naturalmente, ma anche un’occasione per confrontarci, scambiarci idee e parlare di quello che possiamo fare insieme per i nostri territori”. Una prospettiva che pone al centro non soltanto la bellezza architettonica o paesaggistica dei piccoli centri, ma soprattutto le persone che continuano ad abitarli, custodirli e trasformarli. “I Borghi sono luoghi bellissimi, ma sono soprattutto comunità vive, fatte di persone che ogni giorno si impegnano per conservarne l’identità e, allo stesso tempo, costruirne il futuro. Ed è proprio questo che vogliamo raccontare durante il Festival”.

Il sindaco: “Una vetrina per la nostra Regione”

Per Sammichele di Bari l’appuntamento assume anche il valore di una grande occasione di promozione territoriale. Il sindaco Lorenzo Netti sottolinea il prestigio legato alla scelta del Comune pugliese quale sede dell’edizione 2026. “Il nostro Comune – afferma – ha avuto quest’anno l’onore di ospitare questo evento prestigioso che di fatto rappresenta una vetrina per la nostra Regione”. Un risultato sostenuto, evidenzia il primo cittadino, dalla collaborazione istituzionale: “Grazie alla collaborazione della Regione Puglia, del Governo e delle altre Istituzioni, offriremo, durante la tre giorni, una programmazione di qualità che contribuirà ulteriormente alla crescita e allo sviluppo della Puglia”. Da qui l’invito alla partecipazione e alla condivisione dell’appuntamento con “i protagonisti della vita politica, culturale, economica e sociale pugliese”.

Un’Italia raccontata attraverso i suoi piccoli centri

La XVIII edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia diventa così un punto d’incontro tra esperienze locali e prospettive comuni. Sammichele di Bari ospiterà per tre giorni storie, tradizioni e identità provenienti dall’intero Paese, offrendo alle delegazioni l’opportunità di confrontarsi e ai visitatori quella di scoprire la varietà racchiusa nella rete associativa. Dietro piazze, architetture, paesaggi, produzioni artigianali e specialità gastronomiche emerge soprattutto il tema delle comunità: realtà impegnate a preservare ciò che hanno ricevuto dal passato senza rinunciare a progettare il futuro.

Dal 4 al 6 settembre, Sammichele di Bari diventerà dunque la vetrina di questa Italia diffusa, chiamata a trasformare identità, patrimonio e tradizioni in strumenti capaci di generare nuove prospettive per i piccoli centri.

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