A Siena un viaggio nel tempo nei meandri di Santa Maria della Scala: arte, storia e cultura in percorsi di grandi suggestioni [VIDEO]

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Giovanni Bosi, Siena

Un prezioso contenitore di arte e cultura. Ma ancor prima di storia: quella di Siena, per essere stato uno dei più antichi e grandi ospedali europei, uno dei primi xenodochi ed oggi uno straordinario spazio espositivo che è comunque museo di se stesso. Se si parla di Siena, non si può non parlare di Santa Maria della Scala, al pari del Duomo o della Torre del Mangia. Ogni anno sono migliaia i turisti che visitano il complesso.

 

(TurismoItaliaNews) Mostre, convention, incontri. A ben guardare il Santa Maria della Scala, che in tema di accoglienza ha molto da raccontare nel corso dei secoli, continua a svolgere egregiamente il suo compito. Con l’aggiunta di essere un baluardo della cultura: a partire dal celebre Pellegrinaio, il più importante ciclo del Quattrocento senese, fino alle collezioni che spaziano dall’antichità all’epoca moderna, in un percorso che si snoda in ambienti monumentali e corridoi angusti, intrecci di gallerie scavate nel tufo e grandi spazi voltati a mattoni.

Ma perché si chiama “della Scala”? Semplicemente perché il complesso è collocato proprio di fronte alla gradinata del maestoso Duomo che domina lo skyline di Siena. Ma c’è anche una leggenda che giustifica l’appellativo in modo diverso: l’ospedale sarebbe stato fondato a seguito della visione della madre del Beato Sorore, in cui una scala miracolosa accoglieva in paradiso i bambini abbandonati. E in effetti in questo edificio sono stati anche accolti ed educati i neonati lasciati alla sua porta. Di sicuro il pezzo forte di Santa Maria della Scala è proprio il Pellegrinaio, una vera e propria corsia dell’ex ospedale risalente al 1320-1330 circa (l’assetto strutturale definitivo è del 1380) sulle cui pareti e sulla cui volta c’è uno dei più importanti cicli di affreschi del Quattrocento senese, a cui hanno lavorato Domenico di Bartolo, Pietro d'Achille Crogi, Priamo della Quercia, Lorenzo Vecchietta e, dopo il 1570, anche Giovanni di Raffaele Navesi. E’ a dir poco un ambiente monumentale che in pratica è una sorta di vetrina della missione dell’antico ospedale attraverso scene, uniche in Europa, della vita quotidiana al suo interno.

Gli altri percorsi di visita che si articolano sui vari livelli mostrano le stratificazioni architettoniche del complesso, consentendo di scoprire la chiesa della Santissima Annunziata, la cappella del Manto, la Sagrestia Vecchia, la cappella della Madonna, la spezieria (oggi sezione destinata alle attività didattiche), l'antico refettorio, gli spazi del settore femminile (in parte destinati ad esposizioni temporanee ed eventi); in quello che era il granaio sono esposti i marmi originali della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia in Piazza del Campo, mentre nei magazzini è allestito il Tesoro del Santa Maria della Scala; alla corte della cisterna inoltre arriva, oggi come in passato, la strada interna, vero e proprio asse interno della struttura ospedaliera.

Gli spazi che si sviluppano dietro il pellegrinaio delle donne si devono ad acquisizioni progressive da parte dell’ospedale trecentesco e i tre piani attuali, che si sviluppano attorno alla presenza delle due corti ancora oggi contraddistinte dalla presenza delle cisterne, sono destinati a esposizioni, mostre ed eventi. Di fatto, almeno sette diversi livelli architettonici dalle pendici della collina della Cattedrale si innalzano racchiudendo corti, spazi assistenziali, funzionali, culturali di rappresentanza. E dunque la visita di Santa Maria della Scala si rivela un autentico viaggio nel tempo e nella storia di Siena. A dimostrazione dell’interesse che riscuote, c’è la stagione di successi e di rinascita che sta attraversando il complesso museale, il quale rispetto al 2016 ha già registrato tassi di crescita degli ingressi e degli incassi superiori al 50%, anche grazie alla riapertura, in occasione del World Tourism Unesco 2017, dell’ala di Palazzo Squarcialupi chiusa dal 2012.

“Il lavoro che abbiamo iniziato e che continuiamo a perseguire sta dando i propri frutti - sottolinea il direttore del Santa Maria, Daniele Pittèri - è un mix di elementi che consente questo trend di crescita: una programmazione più continua, sostenuta da un’attività costante di comunicazione a livello nazionale; alcune iniziative permanenti come ‘Nello Spazio nel Tempo’, i 4 videomapping che arricchiscono il percorso di visita e che riscuotono molto consenso; l’audioguida compresa nel prezzo del biglietto e, naturalmente, l’Acropoli Pass, che consente ai visitatori, la visita congiunta con il Duomo. Più in generale, la collaborazione fra pubblico e privati che abbiamo iniziato lo scorso anno, sia sotto il profilo degli investimenti che della gestione, si sta rilevando uno straordinario volano di crescita. È una grande soddisfazione aver portato a termine, e nei tempi previsti, questi lavori - aggiunge Pittèri - si è trattato di interventi molto complessi, perché ci siamo trovati ad operare in ambienti antichi e vincolati e riuscire a renderli efficienti in termini di antincendio e sicurezza, nonché dotati di alti standard qualitativi relativamente alla conservazione e all’esposizione delle opere, ha richiesto un lavoro di concertazione costante”.

“La sicurezza delle opere, dei lavoratori e dei visitatori – chiosa il sindaco di Siena, Bruno Valentini - è un tema di grande rilevanza, che non può essere messo in secondo piano. Per noi si è trattato di un obiettivo prioritario, che rende il Santa Maria un esempio importante anche per altri musei italiani. D’altra parte, la grande crescita delle attività, la risistemazione dell’offerta permanente e il conseguente aumento dei visitatori, la collaborazione con i privati testimoniano che il Santa Maria ha intrapreso la strada giusta per rilanciarsi e per diventare finalmente un punto di riferimento culturale nel nostro Paese”.

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